Tra gli obiettivi che si è posta la seconda amministrazione Donald Trump c’è quello di creare fratture all’interno dell’Unione Europea. Il suo cavallo di Troia è Viktor Orbán, primo ministro ungherese e i suoi alleati politici, i “patrioti”, il cui consenso all’interno dell’Europa cresce di giorno in giorno. Il progetto di disunire i paesi membri è applicato su base democratica attraverso le elezioni nazionali, ed Elon Musk è un alleato prezioso in questo senso, dato che con la sua piattaforma X ha più volte manipolato, e lo fa tutt’ora, l’opinione pubblica europea dirottandola su derive sovraniste. Per adesso gli obiettivi sono chiari: la rielezione di Orban nel 2026 e la consegna della Francia all’estrema destra nazionale rappresentata da Marine Le Pen.

Antonio Costa prova a far valere la sua voce in difesa dell’UE: “Non possiamo accettare questa minaccia di ingerenza nella vita politica dell’Euroa […] Gli stati Uniti non possono sostituirsi ai cittadini europei nel decidere quali partiti siano buoni e quali quelli cattivi”. Ma la voce del presidente del consiglio europeo è solitaria e poco appoggiata: risalta un imbarazzante silenzio da parte di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, e Roberta Metsola presidente del Parlamento europeo. Silenzi così sospettosi che, inevitabilmente, coltivano conclusioni preoccupanti. Entrambe fanno parte del Partito Popolare Europeo (PPE), che più volte ha manifestato insofferenze nelle alleanze con i socialisti e i liberali d’Europa, mostrando più e più volte aperture verso i partiti d’estrema destra. Non sembrano congetture così forzate quelle che, inevitabilmente, si traggono.

Al di là dei silenzi, l’Ue ha voluto dare risposte concrete con una multa di 120 milioni di euro a X da parte della Commissione Europea. Le reazioni non potevano che essere scontante: l’Amministrazione americana ha urlato allo scandalo vedendo attaccata la libertà d’espressione; Musk non è stato di certo più soft, “L’Ue dovrebbe essere abolita e la sovranità restituita ai singoli paesi, in modo che i governi possano rappresentare meglio i loro cittadini” ha detto su X. Musk ha poi invocato l’intervento della Casa Bianca per sanzionare i colpevoli di questo attacco alla libertà di parola. Certo la risposta dell’Ue non la si può considerare di certo efficace: la Commissione ha voluto ricordare che “Le dichiarazioni folli fanno parte della libertà di espressione”, per cui si è preferito chinare la testa e far finta di nulla.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha lanciato l’allarme: “Le nostre democrazie non sono state progettate per i social media. Dobbiamo regolamentarle”. C’è dunque bisogno che la Commissione avvii profonde indagini sull’utilizzo dei Social e quanto questi comportino ingerenze nei processi elettorali in Europa. Sembra star naufragando quella posizione che voleva mantenere il dialogo con gli americani ed evitare lo scontro aperto. Ma in uno stato di cose del genere appare davvero difficile non rispondere con la stessa moneta, soprattutto se non si vuole chiudere gli occhi davanti al documento nuova Strategia di Sicurezza Nazionale bandito dalla Casa Bianca, un rapporto che senza fare troppi giri di parole è un diretto attacco ideologico nei confronti dell’Ue.

Sembra però che questi attacchi stiano compattando gli europei visto che da giorni su X la bandiera dell’Ue prolifera. Se i bot e account anonimi americani cercano di dividere e attaccare gli europei, da un altro punto di vista si sta rafforzando la visione europeista, soprattutto in virtù di leader che appaiono sempre più assenti e con altri interessi (non è da dimenticare l’atteggiamento remissivo di von der Leyen durante il suo incontro con Trump nel luglio). Intanto i leader europei si riuniranno assieme il 18 e 19 dicembre per un vertice. L’opinione pubblica europea si aspetta una risposta che la possa inorgoglire, in contrasto con logiche di manipolazione che vogliono gli Stati membri divisi e deboli.

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