Dal ritorno alla Casa Bianca, Donald Trump non ha mai smesso di mettere in discussione il multilateralismo e le sue istituzioni. Se nei tempi recenti i suoi attacchi sono sempre stati rivolti all’Europa, questa settimana il presidente degli Stati Uniti ha cambiato bersaglio puntando il dito contro la NATO: “Ci saranno se ne avremo bisogno? Non ne sono affatto sicuro. Non ne abbiamo mai avuto bisogno”. Non è un mistero che nell’immaginario di Trump gli Stati Uniti sono fuori dall’alleanza atlantica, per quanto allo stato attuale delle cose è sostanzialmente impossibile per gli USA fare una mossa simile, e Trump lo sa. Ciò che può fare tuttavia è indebolirla: in questa settimana il Pentagono ha dichiarato che il sostegno americano alla Nato sarà sempre più limitato.

Davanti a ciò, l’Europa può fare ben poco. La minaccia russa non può essere affrontata senza il sostegno di Washington, e sembra incomprensibile del perché molti paesi europei continuino a provare simpatia per la politica estera di Trump, visto che la sua rielezione, di fatto, è una continua minaccia agli stati membri dell’Ue. Trump non ha mai nascosto tutta la sua ostilità verso gli europei e la Nato, e le dichiarazioni di questa settimana sui militari dell’Alleanza atlantica in Afghanistan sono stati gravi e offensive, accusando le truppe alleate di essere “rimaste indietro, un po’ lontane dalle linee del fronte”. Sono stati molti i leader dell’Alleanza atlantica a rispondere a Trump: il premier britannico Keir Starmer ha definito le sue dichiarazioni “rivoltanti e offensive”. Anche la premier italiana Giorgia Meloni, da sempre considerata vicino a Trump, ha voluto replicargli: “Le dichiarazioni che minimizzano il contributo dei paesi Nato in Afghanistan sono inaccettabili, soprattutto se provengono da un paese alleato […] l’amicizia richiede rispetto, condizione essenziale per mantenere la solidarietà che è alla base dell’Alleanza atlantica”. Come facilmente immaginabile, non sono arrivate scuse da parte del presidente degli USA.

Le dichiarazioni sull’Afghanistan ragionano in un’ottica di disimpegno militare degli Stati Uniti nella NATO. Washington non prova più interesse verso l’Alleanza atlantica, né a mantenere saldi i rapporti con i paesi che ne fanno parte. Il messaggio che sta suggerendo il Pentagono è chiaro: gli europei devono assumersi la piena responsabilità della difesa dell’Europa, svolgendo un ruolo guida nella difesa dell’Ucraina. La Casa Bianca fa sapere che il loro compito si limiterà a un “sostegno essenziale”, senza essere entrati troppo nel dettaglio. Bisognerà capire come Trump voglia gestire il disimpegno militare degli Stati Uniti.

Per un’autonomia militare l’Europa deve diventare autosufficiente in tre ambiti: gli effettivi militari, i sistemi d’armamenti, le strutture di comando, intelligence e logistica che li coordinano. In tutti questi ambiti, gli USA svolgono un ruolo chiave. Da tempo a Bruxelles si discute sulla creazione di una forza militare europea permanente di 1000.000 soldati per anticipare il disimpegno americano. Attualmente però è un obiettivo irrealistico: si tratterebbe di un costo tanto ingente da portare la spesa militare dal 5% (sempre dichiarato ma mai raggiunto da tutti i paesi) al 10%, oltre a disporre di una capacità nucleare autonoma. Si parla di miliardi e miliardi di euro.

È per questo che molti leader europei si costringono ad avere rapporti positivi con Il tycoon: è necessario mantenere i buoni rapporti con Trump per salvaguardare la Nato, perché consapevoli che senza gli USA l’Europa non può difendersi. Soltanto il presidente francese Emmanuel Macron prova a fare la voce un po’ più dura, dove in più occasioni ha cercato di sottrarre l’Ue da un comportamento di eccessiva sottomissione nei confronti di Washington. Ma per Trump, Macron non costituisce un pericolo fondato, visto che il suo mandato è in scadenza. Ma in definitiva Macron sa bene che senza Trump l’Europa è vulnerabile, e forse sta chiudendo gli occhi per fare finta di non vedere e provare a limitare i danni.

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