martedì, 22 Giugno 2021

Westworld: i robot siamo noi

Da non perdere

(HBO)

Intelligenza artificiale, machine learning, il futuro della rivoluzione digitale, il rapporto tra l’uomo e le macchine, i dati e la loro protezione, con i vari problemi di etica, conoscenza e sicurezza che temi così importanti si portano dietro. Il tutto ben inserito all’interno di un complicato intreccio narrativo, fatto di linee temporali sovrapposte, di trame e sotto trame non semplici da seguire, riflessioni filosofiche e analisi sulla nascita e l’evoluzione dell’autocoscienza, negli uomini come nelle macchine ad intelligenza artificiale.

E poi gli attori, la regia, i dialoghi, le frasi ad effetto che diventano espressioni quotidiane, gli easter eggs, l’epica western, il contorno di azione e di violenza. Questo è ciò che fa di Westworld, la serie HBO prodotta da J.J. Abrams e scritta da Jonathan Nolan insieme alla moglie Lisa Joy – che torna con la seconda stagione – qualcosa di più di un fenomeno pop.

Prima di andare avanti, un premessa: da qui in poi, per chi non è in pari con i 10 episodi della prima stagione, ci sono spoiler. Avvisati.

a Dolores la cosa non dice niente

Se un tempo l’unica preoccupazione riguardo le possibili evoluzioni dei robot aveva a che fare con l’eventualità che finissero per sostituire l’uomo nei processi di fabbrica, timore che si è poi esteso alla perdita del piacere di passare un intero weekend a montare un armadio Ikea, ora si fa concreto un rischio: che le macchine privino l’uomo di quei “piaceri violenti” che in un futuro prossimo avrebbero certamente caratterizzato le vacanze delle famiglie (“vai tesoro, riporta alla mamma lo scalpo dell’indiano”).

Per chi non sa di cosa stiamo parlando, un breve riassunto. Westworld racconta una storia ambientata in un gigantesco parco di divertimenti a tema western. Le attrazioni sono androidi del tutto indistinguibili dagli esseri umani, e dotati di un’intelligenza artificiale che consente loro di interagire con gli ospiti. Ciascuno interpreta un personaggio – lo sceriffo, il bandito, il gestore del saloon, la bella del paese – seguendo un loop narrativo scritto per loro dal team di sceneggiatori che gestisce l’intera struttura. La regola principale del parco è semplice: gli ospiti paganti posso fare tutto, incluso uccidere, violentare o torturare le attrazioni. I robot sono programmati per non fare mai del male agli esseri umani. Più o meno.

Ora, spiegare in poche righe l’evoluzione della storia, ed il modo in cui le macchine, progressivamente, arrivano a sviluppare un livello di coscienza tale da decidere di ribellarsi dopo decenni di soprusi è piuttosto complicato, se non impossibile. Quello che qui interessa è sottolineare come Nolan e Joy riescano a tenere in piedi una trama dagli sviluppi non del tutto originali – in fondo, la narrativa fantascientifica è piena di esempi di macchine intelligenti che si ribellano all’uomo – portando la riflessione del rapporto tra uomo e tecnica ad un livello successivo, e proprio grazie ad un ultimo colpo di scena (eccolo, lo spoiler maggiore): le macchine, ormai pienamente coscienti e pronte alla ribellione, raggiungono l’ultimo livello di consapevolezza apprendendo che la loro rivolta è stata ideata molto tempo prima. In altre parole, è stato l’uomo, il loro creatore, a programmare l’algoritmo affinché gli androidi, in un determinato momento, maturassero la scelta di ribellarsi.

Questa, in fondo, è la chiave di Westworld, e ciò che permette ad una delle più interessanti serie tv in circolazione di stare dentro l’ultima evoluzione del dibattito sull’intelligenza artificiale, la ricerca, e le sue infinite applicazioni: il tema è sempre l’uomo, le sue idiosincrasie, i suoi pregiudizi, le sue disfunzioni, il modo in cui operano i suoi neuroni, e la sua capacità di influenzare l’ambiente circostante, ivi compreso il mondo delle macchine in grado di apprendere.

Per impedire all’intelligenza artificiale di evolvere nel modo sbagliato, è dall’uomo che bisogna partire. Dolores insegna.

 

di Alessandro Fiorenza

[dt_quote font_size=”normal”]Dopo il grande successo della prima stagione, torna la serie tv prodotta da HBO. Con i suoi intrecci narrativi, i suoi grandi interpreti, la violenza, e la riflessione sull’Intelligenza Artificiale[/dt_quote]
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