martedì, 29 Novembre 2022

Uguaglianza digitale: l’EU ha introdotto il caricabatterie universale

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Diotima Pagano
Laureata in giurisprudenza. Fortemente convinta che il diritto sia (anche) fantasia, creatività, interpretazione e molto spesso filosofia. Amante della Vespe e della musica in vinile. Il suo motto è "...Things To Come..."

Sei dei sette miliardi di abitanti della Terra posseggono un telefono cellulare, più di quanti abbiano accesso ai servizi igienici[1]”.

Ebbene sì. L’utilizzo del cellulare è parte integrante della vita di tutti noi. C’è chi, come il filosofo Byung-chul Han, sostiene, quasi esasperandone il concetto, che “tiriamo fuori lo smartphone dappertutto e deleghiamo a esso le nostre percezioni. Percepiamo la realtà mediante lo schermo[2]”.

A tale idea si è giunti visto l’utilizzo ossessivo-compulsivo del telefono cellulare, fatto dai più, che ha portato ad una inversione del paradigma precedente e ad una trasformazione del disagio dell’irrintracciabilità in lusso dell’irrintracciabilità.

L’evoluzione tecnologica

La conquista della posizione di chiave della nostra epoca, per lo smartphone, è stata acquisita e rafforzata tramite il sostegno dato del processo di avanzamento legato alle conoscenze tecniche, tecnologiche e strutturali che hanno mirato ad un perfezionamento del prodotto e parallelamente ad una diminuzione del prezzo. Tale processo ha fatto sì che dal primo Motorola del 1973, prodotto di élite, il cellulare si diffondesse tanto da diventare un prodotto accessibile a tutti. Basti pensare che, oltre ad un parametro relativo ai costi, i primi telefoni cellulari pesavano all’incirca mezzo kg con batterie che si ricaricavano in dieci ore per garantire un’autonomia di poche ore. Oggi le cose sono decisamente cambiate: i cellulari arrivano a pesare meno di 100 grammi e il discrimine è cosa un cellulare può fare e/o non fare, non quanto costa o quanto pesa.

È innegabile, quindi, come la grande diffusione degli smartphone abbia portato con sé una vera e propria “rivoluzione socio-culturale”.

La proposta della Commissione Europea: USB-C per tutti

A tali cambiamenti, avvenuti nell’era “smartphone”, è direttamente collegata la sensibilizzazione alla produzione di rifiuti informatici ad essi correlati.

È di questi giorni, infatti, l’accoglimento della proposta della Commissione Europea di omologare in modo standard il caricatore dei dispositivi elettronici al fine di ridurre i rifiuti e garantire maggiore sostenibilità.

Basti pensare che i dati relativi al 2020 registrano che i consumatori dell’UE hanno acquistato circa 420 milioni di dispositivi elettronici e che i soggetti in media posseggono tre caricabatteria per caricarli. Ma nonostante ciò “il 38% dei consumatori riferisce di aver avuto problemi a caricare i propri dispositivi per mancanza di un caricabatteria compatibile.”[3]

È da questo contesto che nel gennaio 2022, la Comunità Europea[4], d’accordo con gli Stati membri, ha approvato la direttiva relativa all’introduzione di un caricabatterie standardizzato con presa USB-C. A giugno, poi, il Consiglio e il Parlamento Europeo hanno raggiunto l’accordo provvisorio sulla direttiva dei caricabatterie. Arriviamo così al 26 ottobre, giorno in cui il Consiglio Europeo ha adottato le nuove norme introducendo il caricatore universale per tutti i dispositivi elettronici entro il 2024.

La previsione è che, da quando l’atto sarà pubblicato in GU dell’UE, le nuove norme si applicheranno dopo 24 mesi dall’ entrata in vigore. Sarà quindi per il 2024 che la porta di ricarica dei dispositivi elettronici sarà standardizzata, armonizzata e migliorata prevedendo non solo l’ingresso USB-C per tutti ma anche la garanzia che la ricarica rapida sia tale anche con caricatori compatibili. In più in ottica di riduzione dei rifiuti, è prevista la vendita dei cellulari separatamente dai caricatori al fine di evitare che questi ultimi possano essere superflui: i dati riportano, infatti, un risparmio annuo fino a 250 milioni di euro di acquisti non necessari di caricabatterie[5].

Insomma, prossimiamo prepararci a dire addio alla classica conversazione in cui ci siamo trovati tutti più di una volta: “ho il cellulare scarico, mi presti il caricatore?
“Mi dispiace, ho un caricabatterie che non è compatibile con il tuo cellulare”.


[1] Alec Ross, “Il nostro futuro”

[2] Byung-chul Han, “Le non cose”

[3] https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2022/10/24/common-charger-eu-ministers-give-final-approval-to-one-size-fits-all-charging-port/

[4] https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20211008STO14517/caricabatteria-universale-un-passo-avanti-per-i-consumatori-e-per-l-ambiente

[5] https://www.instagram.com/p/CkF5r4CpBAC/

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