domenica, 29 Gennaio 2023

La grande livellatrice – Walter Scheidel

Da non perdere

Accertato l’aumento delle disuguaglianze economiche all’interno delle società contemporanee – così come, accertata la diminuzione della disuguaglianza su scala globale (non è che stiamo solo sbagliando punto di osservazione?), lo storico austriaco Walter Scheidel in “The Great Leveler: Violence and the History of Inequality from the Stone Age to the Twenty-First Century” intraprende un viaggio di dodicimila anni per scoprire quali fattori e fenomeni riescono a restringere le disuguaglianze economiche delle società umane. La risposta, per quanto documentata e ben costruita, non può che risultare, almeno in parte, sarcastica: la guerra totale, il collasso di stati e imperi, le pandemie o le rivoluzioni (ma solo se “transformative). Il sarcasmo – involontario dell’autore o volontario del destino – si manifesta non solo nella qualità distruttiva dei fenomeni citati, ma anche nella magnitudo necessaria per raggiungere effetti significativi nella ridistribuzione delle risorse; non basta una guerra civile o una guerra tra Stati, c’è bisogno di una guerra totale (possibilmente mondiale), non una basta la rivoluzione francese a riequilibrare la situazione, c’è bisogno di quella d’ottobre, non servono epidemie ma pandemie come la peste nera del 1300, e così via. Insomma da quando abbiamo deciso di abbandonare il nomadismo, la lotta contro le disuguaglianze economiche sembra più un aforisma talmudico (il nucleo indivisibile di Kafka, o i punti più alti dei fratelli Coen, per intenderci) piuttosto che un programma politico o di governo della società.

Oltre l’ironia puramente ebraica che la storia dell’autore racconta c’è anche un corollario scientifico non da meno nel saggio di Scheidel. Un corollario che lo storico austriaco rifiuta esplicitamente nell’introduzione, poiché insondabile scientificamente, e che però tutte le sue analisi sembrano, invece andare a mettere sempre più a fuoco, seppur in maniera indiretta, ossia, per dirla con il gergo economico, l’endogeneità delle disuguaglianze nelle nostre società.

Il che guardando il fenomeno a livello biologico (e non più socioeconomico) significa che le disuguaglianze sono con noi da sempre, tanto che Scheidel illustra anche il comportamento dei nostri antenati più prossimi (scimpanzè, gorilla e bonobo) e come le disuguaglianze governino anche le loro relazioni.

Se il libro di Scheidel può essere, perciò, poco utile a chi vede quale missione della sinistra contemporanea la lotta alle disuguaglianze economiche, non si può sminuire – anzi – l’affascinante metodo scientifico (e la quantità di lavoro) utilizzato per ricostruire le disuguaglianze e l’accumulo di ricchezza in un arco temporale così vasto. Impressiona l’agilità intellettuale necessaria ad utilizzare fonti archeologiche, economiche, storiche e statistiche per misurare laddove possibile, ma sopratutto per stimare, approssimare e paragonare, nella maniera più solida possibile, fonti e società tanto diverse e lontane nel tempo. Quando discute il metodo dietro la sua indagine, il testo di Scheidel diventa un imperdibile manuale del bravo scienziato (quando il metodo è valido e robusto è inutile separare le discipline umanistiche dalle scienze, anzi…) nonchè un manifesto della duttilità necessaria alla ricerca più seria.

Infine, dobbiamo ricordare che anche se il sottotesto del libro di Scheidel ci porta a guardare a forze molto più grandi di noi per governare le disuguaglianze economiche, una serie di tentativi hanno avuto, comunque, i loro effetti (molto) relativi sulle disuguaglianze, come ad esempio il famoso New Deal di FDR – usato, infatti, da Paul Mason per provare a dare una lettura socialdemocratica delle tesi di Scheidel. Questo perché alla fine – come diceva il rabbino Tarphon nei Detti dei Padri, in un piccolo manifesto riformista ante litteram:

“La giornata è breve, il lavoro immane, gli operai pigri, i salari cospicui e il padrone di casa esigente”
per poi aggiungere:
“Non è necessario che completi il lavoro, ma non sei nemmeno libero di lasciarlo a metà”.

Titolo originale: Walter Scheidel – The Great Leveler: Violence and the History of Inequality from the Stone Age to the Twenty-First Century, Princeton University Press,444 pp.

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