martedì, 22 Giugno 2021

INNOVAZIONE E CRESCITA PER IL TERZO SETTORE

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A tre anni dalle prime linee guida, la riforma del Terzo settore assume contorni definitivi e mette a disposizione del mondo del volontariato strumenti che danno impulso alla crescita e all’innovazione.

Le novità sono state introdotte dal Consiglio dei ministri che ha approvato tre decreti legislativi su codice del Terzo Settore, impresa sociale e cinque per mille, i quali recepiscono le osservazioni del Parlamento. La riforma interessa più di 300.000 organizzazioni associative, cooperative e di volontariato e coinvolge più di 6 milioni di cittadini.

Tra le principali novità, la nuova normativa mette a disposizione del Terzo Settore circa 190 milioni di euro che saranno investiti in nuovi incentivi fiscali, nella nascita di un fondo progetti innovativi, nello sviluppo del social bonus, nel lancio dei titoli di solidarietà, oltreché in un incremento della dotazione del fondo per il servizio civile in modo da accrescere, anche per il 2018, i posti disponibili per i giovani.

Un ruolo essenziale nella nuova regolazione è ricoperto dal Registro Unico del Terzo Settore: uno strumento che sarà avviato, gestito e aggiornato dalle Regioni ma che utilizzerà un’unica piattaforma nazionale. Grazie a questo strumento sarà possibile superare la frammentazione dei troppi registri oggi esistenti.

Il decreto sull’impresa sociale invece amplia i campi di attività (commercio equo, alloggio sociale, nuovo credito, agricoltura sociale); sarà possibile, seppur parzialmente, la distribuzione degli utili e soprattutto incentivi all’investimento di capitale per le nuove imprese sociali: il 30% dell’investimento potrà essere fiscalmente deducibile o detraibile analogamente a come avviene oggi per le startup innovative tecnologiche. Nel mese di luglio prenderà avvio il Fondo di garanzia e per il credito agevolato dedicato proprio alle imprese sociali, con una dotazione di 200 milioni.
Infine il cinque per mille porta a compimento la riforma strutturale iniziata con la legge di bilancio 2015, che attribuisce 500 milioni all’anno.

Riassumendo, la riforma introduce un sostegno fiscale e degli strumenti utili allo sviluppo di progetti innovativi volti alla crescita del Terzo Settore. Il volontariato sarà sempre più trasparente, efficace, radicato nelle comunità e capace quindi di affrontare le sfide future.

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