mercoledì, 04 Agosto 2021

Ready & Start! La smart city è connessa

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Francesca Santoro
Classe '95. Cultrice di linguistica generale, scrittrice in erba, lettrice appassionata. Ama i bei film e le serie tv, ma non più del suo gatto. Teinomane convinta.

Fra i pochi aspetti positivi dei vari lockdown, ha una posizione dominante la presa di coscienza delle potenzialità della digitalizzazione, che siamo stati sostanzialmente obbligati a sfruttare. La pandemia ha messo in evidenza la necessità di rendere più connesse le città e i cittadini, di migliorare la vita urbana (e non solo) con le tecnologie all’avanguardia a nostra disposizione.

Hanno partecipato al talk targato FOR, organizzato in partnership con Inwit, tenutosi il 21 giugno Michelangelo Suigo, Alessandro Porto, Eugenio Seccia, Claudia Porchietto, Davide Serritella, Vincenza Bruno Bossio, che hanno offerto una panoramica a 360° delle criticità, delle esigenze, delle risorse, dei provvedimenti da prendere per arrivare a quella che è ancora solo una visione: la smart city, la città intelligente, efficiente e sicura.

Smart city e 5G a braccetto

Dati di Eurostat alla mano, la città rappresenta la realtà quotidiana della maggior parte dei cittadini, ha detto Michelangelo Suigo, direttore di External Relations, Communication & Sustainability (Inwit). Eppure, la vita in città è un enorme di dispendio di energie e risorse. Le città sono causa di emissioni inquinanti, enormi consumi energetici, nonché del cambiamento climatico. È necessario agire per rendere più efficiente la gestione delle risorse, dell’energia, il tutto in direzione di una maggiore sostenibilità. In questo le tecnologie possono essere il trampolino di lancio, sostenute dai fondi europei per la ripresa economica, fondamentali per la transizione digitale italiana. Città, comuni, piccoli borghi: sono tutti coinvolti, ogni realtà italiana, grande o piccola, sta dando spazio all’innovazione tecnologica. L’interesse nell’ultimo anno è aumentato, i progetti in corso sono tanti. La connessione veloce a banda larga, il 5G, è chiaramente un mezzo indispensabile per la realizzazione della smart city. Potremmo avere una app per tutto: per il monitoraggio degli eventi sismici, per la rilevazione della qualità dell’aria, per l’andamento del traffico, per i consumi energetici, per il sistema sanitario. Suigo fa riferimento anche al rapporto del McKinsey Global Institute del 2018, Smart cities: Digital solutions for a more livable future, che fra altre cose, offre una panoramica dei benefici di una città intelligente: diminuzione delle vittime di incidenti stradali, delle rapine (con un sistema di videosorveglianza), riduzione del traffico cittadino, delle emissioni, dei consumi. Per realizzare questi obiettivi è chiaramente necessaria una diffusione capillare della rete mobile, outdoor e indoor, dagli ospedali alle piazze, delle università alle stazioni.

Catania sulla via della digitalizzazione

Alessandro Porto, assessore con delega all’innovazione tecnologica e Smart cities del Comune di Catania, ha raccontato la realtà della sua città, in piena fase di digitalizzazione. È disponibile il portale Open Data del comune di Catania, un portale multitasking, che ha digitalizzato il pagamento delle pensioni, delle tasse di soggiorno, dei buoni pasto per la mensa e anche la gestione del trasporto funebre delle aziende. Il singolo cittadino può essere protagonista nel miglioramento del proprio contesto urbano: chiunque può segnalare danni del manto stradale o qualsiasi altra problematica tramite una app. La città di Catania dispone di risorse limitate, ma l’assessore Porto immagina di utilizzare il 5G per la protezione civile, per aumentare la sicurezza dei cittadini, per la telemedicina, per il turismo – si pensi a una mappa 3D per girare la città. 

Il 5G al servizio del cittadino

Della mobilità ha parlato Eugenio Seccia, assessore con delega all’innovazione tecnologica del Comune di Pescara, dove sistemi di videosorveglianza, punti di ricarica elettrica per biciclette e monopattini, ripetitori wifi sono il pane quotidiano. Nell’ambito della sicurezza del cittadino, questione già affrontata da Porto e Suigo, Seccia pensa ai sistemi di videosorveglianza come deterrente, ai sensori per il controllo degli incendi boschivi, così frequenti in questo periodo. Il comune di Pescara si è servito delle app sia per la gestione dei tamponi che per quella dei vaccini; l’obiettivo a lungo termine dell’assessore Seccia è il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, che tuttavia vanno guidati in questo percorso di transizione tecnologica.

La questione delle risorse

La parola d’ordine per Claudia Porchietto, parlamentare parte della commissione Finanze, è sinergia: sinergia nella gestione delle risorse a nostra disposizione grazie non solo al PNRR, ma anche FESR e FSE. Per Porchietto sfruttare in modo efficace e produttivo l’enorme quantitativo di risorse è indispensabile per la crescita tecnologica del nostro Paese; una crescita che non deve lasciare indietro i piccoli comuni, protagonisti spesso di scarse opportunità lavorative e di processi di spopolamento. Può tornare utile lo smart working, inizialmente visto come un male necessario, ma ora uno strumento che porta enormi vantaggi, evitando ad esempio spostamenti delle persone spesso difficoltosi. Uno strumento che va ovviamente affinato e bilanciato, in modo da evitare l’alienazione del lavoratore e favorirne la socializzazione.

Interconnessione, sostenibilità e semplificazione

Per Davide Serritella, deputato membro della commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, l’innovazione tecnologica non è solo un capriccio figlio del consumismo, ma parte integrante di ogni vita dignitosa. Fra i pregi italiani, competenze, sanità, scuola, spirito di innovazione; fra i difetti, la burocrazia, i lunghi iter delle leggi. L’innovazione tecnologica è una risorsa primaria per la scuola e la sanità, così come una formazione non specializzata ma interconnessa. Solo grazie al 5G è possibile la creazione di infrastrutture, lavori ecosostenibili e dignitosi per la persona.

Nonostante si parli da anni di smart city, non ci sono città che possono essere insignite di questo titolo così ambito. La deputata Vincenza Bruno Bossio, commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, sottolinea che ora come mai prima abbiamo a disposizione risorse e tecnologie per la smart city. Bruno Bossio allarga gli orizzonti, citando Cingolani: non più smart city, ma addirittura smart country. Tutta l’Italia deve essere smart, intelligente, pienamente digitalizzata. Abbiamo i sensori, le Intelligenze Artificiali, la connettività, ma non le abbiamo unite fra loro, messe in rapporto l’una con l’altra. Senza quest’operazione, non è possibile avere una smart city come la immaginiamo. L’attivazione dell’ecosistema digitale dipende dal 5G, e risulta necessario intervenire sul “Decreto semplificazioni”. Aumentare le semplificazioni previste, nella burocrazia, nella costruzione delle torri per il 5G, per i contratti degli operatori telefonici. Semplificazione e soprattutto diffusione della connettività: la mappatura delle connessioni ad opera di Infratel, per il superamento del digital divide, e la presenza sul tutto il territorio di una connessione internet veloce, che, ormai l’abbiamo capito, è conditio sine qua non perla realizzazione delle smart city.

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