mercoledì, 04 Agosto 2021

Sviluppo sostenibile: la strada in salita verso il 2030

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Emanuela Scardapane
Dottoranda in Fisica all'Università Federico II di Napoli, studia e progetta biosensori per la rivelazione di contaminanti e agenti patogeni nell'acqua. Appassionata di scienza e sostenibilità ambientale, quando non è tra i libri si diverte a scarpinare in montagna.

Sviluppo sostenibile

La pandemia ha ravvivato la speranza che un mondo più sostenibile è possibile”.

Così scrive Jeremy Caradonna, professore di Environmental Studies alla University of Victoria ed autore di “Sustainibility: a History” in un articolo apparso il 21 giugno sul The Guardian.

Si leggono molte opinioni discordanti sugli effetti della pandemia ma ciò che stupisce dell’articolo è soprattutto il tempismo.

Il 14 giugno, solo sette giorni prima, è stata infatti rilasciata l’ultima edizione del Sustainable Development Report. Si tratta del report a cadenza annuale che analizza lo stato di avanzamento mondiale rispetto al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs) delineati dalle Nazioni Unite.

Il 2020 risulta l’anno peggiore da quando gli obiettivi sono stati adottati (2015).

La pandemia di Covid-19 ha creato non solo un’emergenza sanitaria globale ma anche una crisi dello sviluppo sostenibile”, ha dichiarato Jeffrey Sachs, primo autore del report e Presidente del Sustainable Development Solutions Network (SDSN).

Sviluppo Sostenibile
Fonte: MITE

Gli SDGs consistono in 17 obiettivi generali da raggiungere entro il 2030 che abbracciano tutti i campi della sostenibilità, dall’eradicazione della povertà alla protezione delle risorse naturali del pianeta. Nel report si legge che la pandemia “ha causato una diminuzione dell’aspettativa di vita, anche nei paesi ad alto reddito come quelli europei “. Ha inoltre inficiato negativamente sulla qualità dell’istruzione infantile e sull’accesso all’acqua pulita e alle infrastrutture igienico-sanitarie. La percentuale globale di persone che vivono in condizioni di estrema povertà, dopo anni di diminuzione, ha visto un triste incremento. Dal punto di vista dell’impatto ambientale, gli improvvisi benefici registrati durante i lockdown sono stati solo effetti temporanei. È il caso della riduzione delle emissioni di CO2 e degli altri gas serra che “sono tornate velocemente a livelli pre-pandemici dopo la revoca delle restrizioni”. Il consumo di plastica è addirittura cresciuto e la deforestazione aumentata del 12%. [1]

Con queste premesse, c’è spazio per visioni speranzose? Comunque la si pensi, dal momento che il Covid-19 è ancora in circolazione, non c’è dubbio che per motivi pragmatici, nonché etici, gli obiettivi di sostenibilità devono necessariamente convivere con la pandemia in corso.

La sostenibilità non può avere confini

I Paesi ai primi 20 posti per il raggiungimento degli SDGs appartengono tutti all’OCSE (tranne la Croazia). Il podio è – nuovamente – per Finlandia, Svezia e Danimarca. Tuttavia, per interpretare correttamente il report, è necessario andare a guardare un’altra classifica, quella degli spillover internazionali.



Il punteggio complessivo misura i progressi totali di un Paese verso il raggiungimento dei 17 SDGs. Un punteggio di 100 indica che tutti gli SDGs sono stati raggiunti. [1]

In un mondo interdipendente ed interconnesso, le abilità dei Paesi di raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile non sono determinate solo dallo sforzo impiegato in casa propria, ma anche dalle azioni intraprese da altri Paesi” – spiega Cheyenne Maddox, event manager del SDSN.

Con spillover ci si riferisce, in questo contesto, agli impatti positivi o negativi che uno Stato genera fuori casa. Si tratta di ricadute sull’ambiente, sulla società, sull’economia e sulla pace di altri Paesi. La maggior parte delle ricadute è mediata dal commercio internazionale e dalla fruizione di beni.

Un esempio di impatto ambientale dovuto al commercio internazionale ci è fornito da un recente report del WWF . Il report rivela che l’Unione Europea è la seconda maggiore importatrice di prodotti responsabili della deforestazione tropicale (tra cui soia, olio di palma e carne bovina) nonché di una grande quantità di emissioni di gas serra.

La classifica degli spillover assegna ai 193 Stati che fanno parte delle Nazione Unite un indice (spillover score) che è tanto più alto quanto più sono positivi (o non negativi) gli effetti esercitati su altri Paesi. Al primo posto troviamo il Myanmar e il Sudan, le cui condizioni, purtroppo, non sono le più propizie per il raggiungimento dei SDGs.

La classifica è ben diversa da quella precedente, per non dire ribaltata. E come c’era da aspettarsi i Paesi che sono più avanti nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sono molto meno sostenibili fuori casa propria. Non fa eccezione l’Italia, che nella classifica degli spillover è centotrentesima, e supera, per poco, la Finlandia. Conseguire obiettivi di sostenibilità a discapito degli altri Paesi sembra un modo paradossale di essere insostenibili. Uno sviluppo sostenibile può essere tale solo se inclusivo e globale.

Come insegna – o dovrebbe insegnare – la pandemia non si può sconfiggere una crisi globale agendo solo in casa propria.

Aspettando il G20

Nel Sustainable Development Report molte aspettative sono poste sul G20, che quest’anno sarà ospitato in Italia.Il G20 “potrebbe fornire lo slancio necessario per accelerare l’azione sugli obiettivi del clima e della biodiversità” considerato il numero sempre maggiore di Paesi che si sono assunti l’impegno di “raggiungere la neutralità climatica entro la metà del secolo (o entro il 2060)”.[1]

All’inizio di giugno si è già tenuto il summit dei Paesi del G7 (Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti), ma “il G20,includendo Cina, India, Indonesia e altri grandi Paesi in via di sviluppo, rappresenta circa l’81% della produzione mondiale”spiega Jeffrey Sachsnon è perfetto, in quanto esclude i Paesi più piccoli e più poveri e l’Unione africana (UA)” ma è un contesto più adatto e inclusivo per discutere di argomenti di impatto globale.

Riferimenti:

[1] Sustainable Development Report, 2021

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