martedì, 28 Giugno 2022

Road to OMC 2023: decarbonizzare l’hard-to-abate

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Luigi Santoro
Dopo la laurea in Filosofia (anzi, Scienze Filosofiche!) alla Federico II di Napoli si è messo a studiare il tedesco, cosa che l’ha spinto oltre il baratro della follia, sul cui ciglio vagava dopo aver scritto una tesi su Adorno. Invece di proseguire con la carriera dell’insegnamento ha deciso di voler avere a che fare con il mondo aziendale; ora non lavora in azienda. Scrive molto, vorrebbe leggere di più.

Se ieri non era possibile ascoltare per intero un TG, regionale o nazionale, senza imbattersi nella conta dei contagi, ora come ora non è più, o quasi, la pandemia a farla da padrone nei telegiornali, spodestata dal conflitto russo-ucraino e dalle sue conseguenze. Una di queste riguarda l’insicurezza energetica in cui versa l’Europa.    

L’Italia, dal canto suo, ha mandato i suoi in giro per il mondo ad assicurarsi nuovi fornitori, sia per diversificare, sia per mettersi al sicuro da eventuali mosse “estreme” da parte di Mosca. Nel frattempo, resta la sfida che tutta l’umanità deve affrontare e che riguarda la transizione energetica. Il mantra, come sempre, è quello della neutralità tecnologica.

Roadmap to OMC 2023

In quest’ambito, un appuntamento di grande importanza è l’OMC 2023. Il 16 giugno si è tenuto, a Ravenna, il primo incontro della roadmap to OMC 2023 Med Energy Conference & Exhibition. Il tema era la decarbonizzazione dei settori hard-to-abate e, più in generale, il ruolo della Carbon Capture & Storage nella transizione energetica. La tecnologia CCS è una delle leve più affidabili per quanto riguarda la riduzione delle emissioni.

La conferenza, introdotta da Monica Spada, Chair OMC MED Energy Conference 2023, ha riunito stakeholder aziendali alla presenza del Sindaco di Ravenna, Michele de Pascale. La necessità di un approccio olistico è innegabile, specie nell’hard-to-abate, che produce – secondo i numeri riportati da Luigi Ciarrocchi, Presidente Assorisorse – circa 54 milioni di tonnellate di CO2. Un settore che, inoltre, occupa 700 mila dipendenti ed ha circa 90 miliardi di fatturato. Basta fare riferimento a questi numeri per comprendere quanto sia fondamentale agire rapidamente, senza escludere a priori alcuna tecnologia, per riuscire a raggiungere gli obiettivi prefissati per il 2030. È previsto, ad esempio, un rigassificatore da 5 miliardi di metri cubi annui che verrà installato al largo di Ravenna; questo perché il gas continuerà ad essere un asset strategico nel prossimo futuro.

La centralità di Ravenna

Del resto, è sempre più evidente che le tecnologie di oggi svolgono una funzione abilitante rispetto a quelle di domani e che non è saggio, per usare un eufemismo, rinunciare a ciò che oggi garantisce sicurezza energetica senza aver costruito un’alternativa valida. La CCS, oltre ad essere una tecnologia affidabile, assicura la sostenibilità dei processi produttivi di molti settori industriali ad alta intensità energetica. A proposito di multisettorialità: alleanze e partnership strategiche sono il filo conduttore della Roadmap to OMC 2023 che, tramite il lavoro di networking cominciato durante l’ultima edizione, mira a diversificare ed ampliare il dibattito energetico. Le tecnologie di decarbonizzazione fanno di Ravenna un candidato perfetto per diventare il primo hub italiano per quel che riguarda la CCS. L’incontro del 16 dimostra come ci siano volontà e competenze sia dal lato istituzionale sia dal lato aziendale. Non a caso, è stato firmato un accordo, proprio per quanto riguarda la CCS, dalle principali industrie che operano nel polo chimico fra Ravenna e Ferrara. Si tratta della prima iniziativa del genere, in Italia.

Progresso e ripetizione

Se è vero che gli ultimi due anni hanno minato la fiducia nelle magnifiche sorti e progressive dell’umanità, c’è da ricordare che la storia è progresso e ripetizione insieme. L’Occidente, che si è scoperto tutt’altro che invincibile, ha dovuto fare i conti con i propri errori e le proprie miopie. Tuttavia, tutto il mondo ha messo e metterà in campo ingenti sforzi per riuscire a raggiungere gli obiettivi di crescita prefissati, oltre a quelli climatici. Non resta, a questo punto, che guardare al futuro con ottimismo e razionalità, con la consapevolezza che, per quanto la sfida possa essere difficile, con la giusta volontà vincerla non è una questione di se ma di quando.

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