martedì, 17 Maggio 2022

Road to France 2022: alla vigilia della finale. Macron vs Le Pen

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Manuela Scognamiglio
Napoletana doc, vive a Milano e lavora nell'advertising. È appassionata di lingue e comunicazione. Apprezza le sfide, il coinvolgimento internazionale e la conoscenza, così come il confronto con le persone. Crede nella condivisione delle esperienze, nella creazione di opportunità e nel cambiamento.

Domenica si vota per il secondo turno delle elezioni Presidenziali in Francia, che abbiamo seguito da vicino sin dall’inizio. Come previsto nell’ultima puntata, i due vincitori del primo turno sono stati, come nel 2017, l’attuale Presidente Emmanuel Macron (En Marche) e la candidata dell’estrema destra Marine Le Pen (Rassemblement National).

Gli exit poll degli elettori

A distanza di pochi giorni dal voto, i numeri dicono che Macron dovrebbe ottenere il 57,5% dei voti contro il 42,5% di Marine Le Pen. Se consideriamo gli elettori dei candidati del primo turno, si prevede che voteranno per Macron un 34% degli elettori di Mélenchon (contro un 18% per Le Pen), un 65% degli elettori di Yannick Jadot (contro un 5% per Le Pen) e un 49% degli elettori di Valérie Pécresse (contro un 13% per Le Pen). Solamente gli elettori di Zemmour prevedono di votare in maggioranza per Le Pen (il 72%, contro solo l’11% per Macron).

Fonte immagine: Franceinfo

Per quanto riguarda invece il tasso di partecipazione elettorale, il 73% dei francesi interrogati dichiara di essere sicuro di andare a votare. Un numero in aumento rispetto ai sondaggi precedenti, ma ancora leggermente inferiore al tasso di partecipazione effettiva al secondo turno delle Presidenziali del 2017 (74,6%).

Macron vs Le Pen: scontro finale

Proprio questo mercoledì 20 aprile, i due oppositori si sono scontrati nel solito dibattito televisivo che caratterizza il regime presidenziale francese, un tête à tête in cui hanno passato in rassegna i temi più caldi di politica interna e internazionale: potere d’acquisto, lavoro, pensioni, scuola, terrorismo, Unione Europea e conflitto russo-ucraino.

Il primo argomento di grande divergenza riguarda le misure per aumentare il potere d’acquisto. Marine Le Pen ne ha fatto uno dei temi più importanti della sua campagna elettorale, e durante il dibattito ha dichiarato di voler ridurre in modo perenne la tassa sul consumo (TVA). Macron l’ha messa subito in difficoltà, sostenendo, con numeri alla mano, che il blocco dei prezzi di elettricità e gas, per cui lei ha votato contro, «incomprensibilmente, a questo punto» (ha sottolineato con una punta di ironia) è due volte più efficace. Inoltre, per aumentare il potere d’acquisto è necessario agire sul lavoro; negli ultimi cinque anni, sono stati impiegati 1,2 milioni di francesi. «Come mai la parola disoccupazione non appare nel suo programma, forse perché abbiamo fatto un buon lavoro?».

Macron, ha fatto poi presente la vicinanza della candidata di estrema destra a Putin. Innanzitutto, facendo riferimento a un prestito da 9 milioni di euro chiesto da Le Pen a un creditore russo vicino a Putin, e dicendo che, visti i trascorsi, «non può essere imparziale e fare il bene del popolo francese in quanto i suoi interessi sono legati a quelli di Putin»; poi, accusandola di aver riconosciuto subito l’annessione della Crimea: «Lei è stata tra le prime parlamentari a riconoscere il risultato dell’annessione della Crimea dalla Russia».

Sull’Europa, invece, Marine Le Pen ha ribadito la posizione del suo partito: «Non c’è un popolo europeo, quindi non c’è una sovranità europea, è lei, Monsieur Macron, che parla di sovranità europea e non di sovranità francese. (…) Noi vogliamo l’Europa delle nazioni».

«Quindi, volete uscire dall’Unione Europea, ma non lo dite», è stata la laconica risposta Macron.

Su Islam e islamismo, infine, Marine Le Pen ha confermato che, se verrà eletta, vieterà alle donne di indossare il velo islamico: «È un’uniforme imposta dagli islamisti». Secondo Macron, invece, bisogna distinguere tra la religione Islam, che ognuno deve essere libero di esprimere come meglio crede, nella vita quotidiana, e l’islamismo, che bisogna combattere. Indossare il velo deve essere una libera scelta del singolo, così come l’adozione di qualsiasi segno di espressione di una religione. «Il divieto di indossare il velo islamico porterebbe a una guerra civile», ha rilanciato poi Macron.

Stessi candidati, cinque anni dopo: cosa è cambiato?

Nel 2017, nel corso dell’ultimo confronto tra Macron e Le Pen, la candidata del Rassemblement National ha chiesto di rimandare il dibattito perché colpita da una forte emicrania. La sera del confronto è arrivata molto stanca e ha visibilmente perso terreno con diversi errori, a partire dai dati sull’economia. Le Pen ha definito quel confronto «il più grande fallimento» di tutta la sua carriera politica. Per arrivare preparata al nuovo appuntamento, non ha preso nessun impegno nei due giorni prima dell’incontro.

Secondo Sandro Gozi, eurodeputato eletto in Francia nelle file del partito di Macron, nel gruppo Renew Europe (Liberali), Marine Le Pen è apparsa più “présidentiable” rispetto a 5 anni fa. Come ricorda El Paìs, lo staff di Macron, poco prima del dibattito, disse off the record che lui avrebbe lasciato la stanza se lei lo avesse insultato. Marine Le Pen cambia strategia last minute, lanciandosi all’attacco nel corso di tutto il dibattito, senza però scomodare Macron, che rimane seduto sulla sedia, calmo. Alla fine, è lei che finisce per risultare troppo aggressiva e non adatta alla presidenza.

Ieri, al contrario, si è mostrata più aperta al dialogo, ma sarà bastato? «Mi aspettavo di più da Marine Le Pen, rispetto al 2017 è rimasta più calma e meno aggressiva, ma mi aspettavo molta più competenza e solidità. Le sue proposte economiche, e soprattutto quelle ecologiche, non hanno retto l’urto del dibattito e anche da questo punto di vista credo che abbia perso la sfida», dice Gozi.

Macron, secondo molti opinionisti, è apparso tranquillo, sicuro di sé, e ha più volte attaccato con forza l’avversaria, costretta ad andare spesso sulla difensiva. Stiamo a vedere quale sarà il verdetto domenica.

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