martedì, 22 Giugno 2021

L’impatto dei social sulle elezioni? Zuck cerca risposte

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Chiamare a raccolta ricercatori provenienti da diverse fondazioni e università americane; garantire loro massima autonomia e totale trasparenza nella pubblicazione dei risultati del proprio lavoro; basare, infine, sulle loro conclusioni le concrete misure da adottare.

In breve, è questa la risposta di Facebook al caos scatenato da Cambridge Analityca. In un post del suo fondatore Mark Zuckerberg, sono elencati i primi decisi passi del social media di Menlo Park verso una maggiore trasparenza e affidabilità nella gestione dei dati degli utenti, da un lato, e contro la diffusione di disinformazione online, dall’altro. L’obiettivo principale? È lo stesso Zuckerberg a chiarirlo: recuperare credibilità.

“Se mi segui da un po’, sai che una delle mie massime priorità per il 2018 è assicurarmi che Facebook prevenga interferenze e disinformazione nelle elezioni.

Ho scritto di alcuni dei passi che stiamo compiendo: dalla costruzione di nuovi strumenti di Intelligenza Artificiale per mettere fuori gioco migliaia di account falsi e verificare ogni inserzionista politico e i grandi amministratori di pagine, fino al lancio di strumenti di trasparenza per gli annunci delle industrie leader del settore.

Oggi stiamo facendo un altro passo in avanti, istituendo una commissione indipendente di ricerca elettorale che solleciterà la ricerca sugli effetti dei social media sulle elezioni e sulla democrazia.

L’obiettivo è, da un lato, conoscere quali siano le idee di eminenti studiosi su come affrontare questi problemi, e dall’altro garantire la nostra accountability ed essere sicuri di proteggere su Facebook l’integrità di queste elezioni.

Per fare questo, stiamo lavorando con fondazioni degli Stati Uniti per mettere in piedi un comitato di esperti accademici che presenterà i temi della ricerca, e che selezionerà – attraverso un processo di peer review – i ricercatori indipendenti chiamati ad approfondirli.

Daremo a questi ricercatori l’accesso alle nostre risorse, in modo che possano trarre conclusioni imparziali sul ruolo di Facebook nelle elezioni, compreso il modo in cui gestiremo i rischi sulla nostra piattaforma e quali misure dovremo adottare prima delle prossime elezioni.

Condivideranno pubblicamente il loro lavoro e non avranno bisogno della nostra approvazione per la pubblicazione. Puoi scoprire ulteriori informazioni sul loro lavoro – e su come i dati che condividiamo con loro saranno protetti – qui.

Guardandoci indietro, è chiaro che siamo stati troppo lenti nell’individuare le interferenze elettorali nel 2016, e dobbiamo fare meglio nelle prossime elezioni.

Questo è un nuovo modello di collaborazione, tra ricercatori e aziende, ed è parte del nostro impegno per proteggere l’integrità delle elezioni in tutto il mondo. Condivideremo presto altri aggiornamenti”.

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L’obiettivo conoscere quali le idee di eminenti studiosi su come affrontare i problemi, garantire la nostra accountability ed essere sicuri di proteggere su Facebook l’integrità delle elezioni

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