giovedì, 21 Ottobre 2021

Progettare energia nel mondo sostenibile

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Manuela Scognamiglio
Napoletana doc, vive a Milano e lavora nell'ambito del Digital Engagement e Intrattenimento. È appassionata di lingue e comunicazione. Apprezza le sfide, il coinvolgimento internazionale e la conoscenza, così come il confronto con le persone. Crede nella condivisione delle esperienze, nella creazione di opportunità e nel cambiamento.

Al TalkFORenergy del 27 settembre, organizzato in partnership con Assorisorse (è possibile vederlo qui), abbiamo parlato di transizione energetica, che presuppone un nuovo modo di intendere l’energia, per un mondo più sostenibile. Il talk, dal titolo “Progettare energia nel mondo sostenibile”, risulta quanto mai attuale. Luigi Ciarrocchi, Presidente di Assorisorse, Carlo Stagnaro, Direttore ricerche e studi dell’Istituto Bruno Leoni e Chicco Testa, Presidente di Fise Assoambiente, ci hanno dato un assaggio del progetto che Assorisorse ha immaginato per l’evoluzione dell’economia circolare, che affronta il tema dello smaltimento dei rifiuti, uno dei punti nevralgici che deve seguire una nuova politica ambientale. Il progetto verrà presentato alla Offshore Mediterranean Conference di Ravenna, uno degli appuntamenti più importanti dove si discute di energia. Ha moderato il talk Claudio Velardi.

Trasformiamo la criticità in opportunità

Secondo Luigi Ciarrocchi, la transizione ecologica o energetica deve essere necessariamente supportata da una sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Non esiste una soluzione unica al problema, non esiste la bacchetta magica; esistono una serie di soluzioni che a volte ci piacciono e a volte non ci piacciono, ma che devono essere utilizzate tutte per raggiungere l’obiettivo finale”.

Ha poi spiegato che la transizione ecologica si articola su diversi segmenti: quello che fa riferimento alla decarbonizzazione, di cui si dibatte quotidianamente; e un aspetto altrettanto importante ma meno dibattuto, che è quello della gestione dei rifiuti.

Non dimentichiamoci che l’Unione Europea ci chiede di riciclare, entro il 2035, il 65% dei rifiuti e di smaltirne nelle discariche non più del 10%.

Avendo quindi in mente l’obiettivo di una migliore gestione dei rifiuti, Assorisorse ha ideato un “progetto che prevede uno schema in grado di convertire il rifiuto in senso lato, quindi indifferenziato, in biocarburanti o prodotti riciclati. Questa soluzione prevede benefici ambientali (l’impatto ambientale si riduce del 60% rispetto a quello attuale) ed economici, quindi sociali, a partire dalla riqualifica del territorio.

La solidità di questo progetto, secondo Luigi Ciarrocchi, è data dalla sua visibilità, quindi accettazione, e dalla sua misurabilità, che prevede la proposta di obiettivi da raggiungere molto concreti. Questi devono essere i presupposti per un qualsiasi percorso di transizione ecologica che funzioni.

La sfida della comunicazione

Carlo Stagnaro ha espresso, riguardo al tema, un concetto che chiama “il dilemma dell’attivista”.  Spiega che “siamo abituati a vivere un’esistenza un po’ bipolare quando parliamo di questi temi: nei giorni pari, chiediamo obiettivi sempre più ambiziosi, vogliamo che sia fatto tutto subito (tagliare le emissioni domani, ridurre a zero la produzione dei rifiuti); e nei giorni dispari, quando veniamo colpiti dalle conseguenze di ciò che abbiamo chiesto, ci lamentiamo dell’esatto opposto”. Basti pensare al tema del picco dei prezzi dell’energia, che non è stato accolto con entusiasmo, nonostante fosse un modo di fare un passo avanti dal punto di vista ambientale.

E quindi questo cosa ci insegna? In primo luogo, che gli obiettivi da raggiungere debbano essere coerenti con la disponibilità di strumenti, tecnologie valide ed economicamente accessibili presenti; in secondo luogo, che la comunicazione è fondamentale: nell’ambito di questo progetto, ad esempio, riflettiamo a “come fare per trasformare questo pezzo di risposta non nella noiosa illustrazione tecnica di un progetto ma in un tassello del puzzle di come salvare il mondo.

Una possibile leadership italiana

Chicco Testa, dal suo canto, ha rotto il ghiaccio affermando che “se il partito della transizione ecologica fosse un partito, dovrebbe – si direbbe con il linguaggio politico di oggi – essere un partito inclusivo, capace di tener dentro varie parti, perché solo in questo modo si può fare la transizione”, soprattutto considerando le incredibili quantità di combustibili fossili che consumiamo oggi: 100 milioni di barili di petrolio al giorno, 15 miliardi di metri cubi di gas, 30 milioni di tonnellate di carbone. Per decarbonizzare il sistema, quindi, ci vuole massima libertà di applicazione di tecnologie diverse, senza pregiudizi ideologici.

Negli ultimi anni sono stati fatti passi avanti nello sviluppo di piattaforme che, attraverso il riciclo chimico di materiali, possono affrontare il problema di quella frazione di rifiuti che non riesce a essere riciclata (ricordiamo che la plastica riciclabile rappresenta solo il 50% del totale della plastica che viene prodotta).

Come fare per spingersi ancora oltre? Bisogna mettere da parte le reticenze e capire che i benefici di sviluppare soluzioni di questo genere sono ben superiori ai rischi. Ci vorrebbe un’amministrazione che sposi questa rivoluzione e si impegni a costruire qualche impianto che possa diventare pilota ed esemplare per il resto d’Italia.

A questo proposito, tra l’altro, “non mancano in Italia raffinerie, purtroppo, io dico, in disuso o poco utilizzate, dove si possono realizzare pezzi di impianto di questo genere. È una bella cosa, che fra l’altro potrebbe mettere l’Italia all’avanguardia, perché tecnologie di questo genere in Europa non mi risulta che ne vengano usate”.

L’OMC, dal 28 al 30 settembre, rappresenta un’occasione fondamentale per il mondo dell’energia e i suoi stakeholder.

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