lunedì, 16 Maggio 2022

PNRR: “ora bisogna correre”

Da non perdere

Diotima Pagano
Laureata in giurisprudenza. Fortemente convinta che il diritto sia (anche) fantasia, creatività, interpretazione e molto spesso filosofia. Amante della Vespe e della musica in vinile. Il suo motto è "...Things To Come..."

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede 134 investimenti e 63 riforme che si traducono in una spesa programmabile per un totale di 191,5 miliardi di euro di fondi, di cui 68,9 a fondo perduto e 122,6 miliardi di prestiti.

A questi fondi, considerati “straordinari” per il rilancio dell’economia dopo la recente pandemia da Covid-19, si affiancano gli stanziamenti “ordinari” dei fondi europei REACT-EU e del piano nazionali investimenti complementari (PNC) per una cifra pari a circa 235 miliardi di euro.

La differenza con gli altri programmi di finanziamento comunitari è che nel PNRR l’erogazione dei fondi è basata sulla valutazione della performance e non sulla valutazione della spesa, questo vuol dire che è necessario, per accedere all’incasso della rata, che la Commissione Europea valuti positivamente il raggiungimento degli obiettivi e traguardi stabiliti ex ante.

Il PNRR è quindi un piano con “obiettivi e traguardi ben definiti da realizzare in tempi certi”, tempi prestabiliti dettati dall’Europa con l’impegno del Governo italiano di completamento e rendicontazione entro la fine del 2026.

Il cronoprogramma

Il calendario da rispettare è molto fitto: basti pensare che nel 2021 sono stati raggiunti 51 obiettivi, e per il 2022, la previsione è pari al doppio: si dovranno conseguire 47 obiettivi entro giugno e 55 entro dicembre.

Nel dettaglio, lo schema di attuazione del PNRR prevede che per ciascuna riforma e investimento sia necessaria la correlazione ad una descrizione delle finalità della misura e degli indicatori che ne riflettono gli obiettivi e ne costituiscono il parametro per la loro valutazione.

Gli indicatori nel PNRR si dividono in due gruppi: milestone e target. Le milestone (o traguardi) rappresentano le fasi essenziali dell’attuazione (fisica e procedurale). I “traguardi” sono una sequenza di attività che mirano a raggiungere gli obiettivi della misura. Mentre i target (o obiettivi) sono indicatori misurabili dell’intervento pubblico.

Buone notizie: sia i milestone e che i target previsti per l’Italia nella prima rata sono stati conseguiti: è stata infatti inviata la domanda per il pagamento di 24,1 miliardi di euro alla Commissione Europea[1].

Il procedimento di erogazione dei fondi è però piuttosto articolato. Successivamente alla presentazione della richiesta di pagamento debitamente motivata, la Commissione Europea valuterà in via preliminare, entro due mesi, dal ricevimento, il rispetto di quanto richiesto nella misura.

A seguito di valutazione preliminare positiva, la Commissione UE trasmetterà la richiesta al Comitato Economico e Finanziario chiedendone un parere che dovrà essere reso entro 4 settimane dal ricevimento. A seguito di tale parere, la Commissione analizzerà quanto espresso dal Comitato Economico e Finanziario per la sua valutazione finale e in caso di positività procederà all’autorizzazione dell’erogazione dei fondi.

Qualora invece la Commissione accerti che i traguardi e gli obiettivi non sono stati raggiunti in modo completo, il pagamento del finanziamento sarà disposto in modo parziale o sarà sospeso nella sua totalità.

Le riforme

Tra le misure raggiunte, contenute nella prima rata, meritano sicuramente una menzione la riforma per processo civile, penale e, in materia di insolvenza, il rafforzamento dell’ecobonus e del sisma bonus; l’accelerazione dell’iter di approvazione dei progetti ferroviari, la nuova normativa per la promozione della produzione e del consumo di gas rinnovabili.

Le difficoltà vengono ora”. Come sottolineato dal premier Draghi: “sappiamo tutti che le difficoltà vengono ora e per questo dobbiamo essere granitici”.

A destare preoccupazioni sono infatti la seconda e la terza rata la cui rendicontazione alle Istituzioni Europee prevede, tra le tante misure, il raggiungimento di obiettivi importanti quali la riforma sulla strategia nazionale per l’economia circolare; la riforma del pubblico impiego; il programma nazionale per la raccolta dei rifiuti; il reclutamento dei docenti; la riforma del codice degli appalti pubblici; ancora: la riforma del quadro di revisione della spesa pubblica; il raggiungimento della riforma del processo civile e penale; i collegamenti ferroviari ad alta velocità verso il Sud per passeggeri e merci; la piattaforma nazionale digitale dati; le  Green communities (e tanto altro ancora…).

Sullo sfondo, all’impegno per l’Italia di spendere 42 miliardi entro fine anno, vi sono, di non minore importanza, le problematiche legate al rincaro delle materie prime; i progetti rimasti indietro, la burocrazia troppo macchinosa che rallenta qualsiasi processo, le Amministrazioni Pubbliche, enti e imprese che non hanno, al loro interno, esperti adatti e formati per la elaborazione e presentazione dei progetti.

Tutto ciò fa riflettere: ne è un evidente campanello d’allarme il bando “Programma Isole Verdi”- finalizzato a promuovere il miglioramento ed il rafforzamento, in termini ambientali ed energetici, dei Comuni delle 19 Isole minori non interconnesse, attraverso la realizzazione di progetti integrati di efficientamento energetico e idrico, mobilità sostenibile, gestione del ciclo rifiuti, economia circolare, produzione di energia rinnovabile e diverse applicazioni per gli usi finali – andato deserto … ai posteri l’ardua sentenza.

Articolo a cura di Diotima Pagano


[1] Il presiedente del Consiglio, Mario Draghi a seguito dell’invio della prima rata alla Commissione UE ha così commentato: “è il risultato di un lavoro collettivo, che ha visto impegnati il Governo e le strutture operative a tutti i livelli. Il Parlamento ha dato un contributo essenziale al conseguimento di questi obiettivi e ha dimostrato notevole sensibilità nell’approvare in modo tempestivo riforme e norme essenziali per la riuscita del Piano. Ringrazio inoltre i servizi della Commissione europea, che ci hanno accompagnato in modo costante in questo processo”.

- Advertisement -spot_img

Talk For

F&NEWS