martedì, 22 Giugno 2021

Così blockchain rivoluziona l’energia

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Blockchain è una delle parole del momento. È la tecnologia che promette di rivoluzionare i settori più rilevanti dell’economia. In un report realizzato da Goldman Sachs si individuano cinque possibili usi pratici della tecnologia blockchain e tra questi è inserito proprio il mondo dell’energia.

Dallo studio intitolato Blockchain: Putting Theory into Practice, emerge che questa “catena dei blocchi” permetterà di creare un sistema in cui è possibile a tutti vendere e comprare energia secondo esigenze e convenienze tagliate praticamente su misura, in base ai criteri definiti dall’utente. Per di più senza intermediazioni.

Per comprendere in che modo questo scenario sia realizzabile bisogna fare un passo indietro e soffermarsi sul funzionamento della tecnologia blockchain. Semplificando al massimo, si tratta di un database pubblico, condiviso da ogni utente che prende parte a una transazione. Ogni utente è connesso con gli altri e ha sempre a disposizione lo schema del blockchain che registra tutte le transazioni di tutti gli utenti, fin da quando quella catena è stata usata per la prima volta. Questo significa che la catena è aperta e consultabile da chiunque la utilizzi e che ogni utente è sempre a conoscenza di tutte le operazioni che vengono fatte dagli altri: in questo modo le operazioni, per essere concluse, non hanno bisogno dell’approvazione di un soggetto terzo che le garantisca.

Tornando all’energia, stiamo parlando della possibilità concreta di effettuare scambi di megawatt direttamente tra privati, senza l’intermediazione di operatori centralizzati. Gli esempi sono già numerosi. Enel e la tedesca E.On hanno scambiato elettricità per la prima volta tramite una singola piattaforma. Era stata proprio la società con sede a Düsseldorf tra le prime a sperimentare la tecnologia dei blocchi per trading di energia all’ingrosso decentralizzato, alla fine del 2016.

Ma l’esperienza che ha avuto più risalto nel settore energetico è quella di New York, dove le compagnie  LO3 Energy e Consensus System hanno creato la piattaforma di trading TransActive Grid, che ha reso possibile la condivisione di energia elettrica tra gli abitanti del quartiere di Brooklyn. Idea che è stata replicata, in forme diverse, anche in Olanda con il sistema EcoCoin, creato da Linux Foundation, e in Finlandia con la Fotun, che ha progettato un sistema blockchian che consente di controllare tutti gli elettrodomestici di casa. Sono tutti esempi di trading diretto che non richiede il coinvolgimento di terze parti. Un’assenza di intermediazione che consente ai costi di acquisto dell’energia elettrica di ridursi e che potrebbe tradursi in un risparmio dei clienti sulla bolletta elettrica. Sempre secondo lo studio di Goldman Sachs il valore di mercato della blockchain nel settore energetico potrebbe crescere fino a raggiungere i sette miliardi di dollari.

 

di Giampaolo Tarantino

[dt_quote font_size=”normal”]C’è la possibilità concreta di effettuare scambi di megawatt direttamente tra privati, senza l’intermediazione di operatori centralizzati[/dt_quote]
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