martedì, 31 Gennaio 2023

Un ottimistia razionale – Matt Ridley

Da non perdere

È difficile parlare di Matt Ridley senza citare il suo libro più famoso: Un ottimista razionale – Come evolve la prosperità. Il saggio più famoso di Matt Ridley, ci conduce in un viaggio a ritroso nel tempo dell’evoluzione umana e risponde alla domanda: cosa ci ha reso così speciali da essere l’unica specie animale in grado di cambiare idea così repentinamente e costantemente?

L’autore prende come esempio un’ascia e un mouse. Hanno funzioni differenti ma sono modellate per la mano dell’uomo. L’ascia, creata da un solo materiale, è rimasta immodificata per 30.000 generazioni; il mouse al contrario, nato dall’unione di più materiali e tecnologie, è soggetto ad obsolescenza nel giro di pochi anni. Il mouse è prodotto dall’impegno e il sapere di un elevato numero di persone.
Attraverso questo esempio Ridley descrive il concetto di intelligenza collettiva. Infatti la cultura che deriva dall’intelligenza collettiva è in continua evoluzione e affermare che questa cambi mentre la natura umana resti invariata non significa rifiutare l’evoluzione. Vuol dire che l’umanità vive una fase di continua sperimentazione. Considerare la cultura come un semplice apprendimento di abitudini porterebbe ad un punto di stasi. La cultura è fatta di idee, non di geni e per accumulare valore le idee devono incontrarsi e accoppiarsi. Qui risiede la prerogativa del genere umano: scambiarsi idee perché queste generino altre idee.
Senza questo meccanismo non avremmo avuto la divisione e la specializzazione del lavoro, non avremmo avuto risparmio di tempo. Non avremmo avuto prosperità, perché la prosperità è risparmio di tempo.

Lo scambio quindi sta all’evoluzione culturale come il sesso all’evoluzione biologica: è il motore che nel corso dei secoli ci ha portato alla prosperità.

Il mondo spesso ci appare afflitto da enormi difficoltà, ma sono stati mossi numerosi e significativi passi in avanti che hanno reso questo il momento migliore in cui vivere. Si pensi agli ultimi 50 anni e a quanto siano aumentati i beni e i servizi capaci di rispondere alle necessità e ai bisogni delle persone. Questo non vuol dire che siano stati sconfitti tutti i mali che affliggono la nostra società, ma proprio per gli enormi passi avanti compiuti dall’umanità non bisogna rassegnarsi a ciò che ancora non funziona. Bisogna guardare con ottimismo all’innovazione e applicare la razionalità per poter vivere i benefici che da essa derivano. La fiamma che nel corso dei millenni ha alimentato l’uomo non può e non deve essere spenta da chi guarda al futuro con pessimismo.

 

di Claudia Colangione

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