martedì, 22 Giugno 2021

L’Intelligenza Artificiale col dono dell’immaginazione

Da non perdere

Una notte del 2014, Ian Goodfellow andò a bere per festeggiare con un collega studente di dottorato, appena diplomato. A Les 3 Brasseurs, uno dei punti nevralgici di Montreal, alcuni amici chiesero il suo aiuto per un progetto spinoso su cui stavano lavorando: un computer che poteva creare immagini, da solo.

I ricercatori stavano già utilizzando reti neurali, algoritmi liberamente modellati sulla rete dei neuroni del cervello umano, utilizzati come modelli “generativi” per creare nuovi dati. Ma i risultati spesso non erano molto buoni: le immagini di un volto generato dal computer tendevano ad essere sfocate, o mostravano errori come facce senza orecchie.

Il piano che gli amici di Goodfellow stavano proponendo consisteva nell’utilizzare una complessa analisi statistica degli elementi che compongono una fotografia, per aiutare le macchine a produrre immagini da sole. Ciò avrebbe richiesto una massiccia quantità di numeri, e Goodfellow disse loro che, semplicemente, non avrebbe funzionato.

 

Continua a leggere l’articolo di Martin Giles su MIT Technology Review.

- Advertisement -spot_img

Talk For

F&NEWS