martedì, 22 Giugno 2021

Link – Albert-László Barabási

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La nostra esistenza, la società, l’economia e le tradizioni religiose ci dimostrano quanto ciascuno di noi sia legato all’altro. I fenomeni e gli eventi sociali sono connessi ad innumerevoli pezzi dell’articolato puzzle universale, che interagiscono e comunicano tra di loro. Essendo ogni cosa collegata, il mondo in cui viviamo non ci è mai apparso tanto piccolo.

In “Link. La scienza delle reti”, Albert ­László Barabási spiega anche ai meno esperti come avvengono i collegamenti, come noi oggi pensiamo alle reti, come esse emergono ed evolvono. Nel suo volume del 2004, ancora oggi attualissimo, lo scienziato ungherese ci conduce in un excursus storico che mette in dubbio i principi del riduzionismo, che ha guidato la ricerca scientifica per tutto il XX secolo. Secondo i sostenitori di questa teoria, per comprendere la natura è necessario decifrare le sue componenti. Perché capire le parti che compongono il tutto vuol dire capire il tutto stesso. Secondo Barabási però, tra poco avremo scoperto tutto quello che c’è da sapere sui singoli pezzi che costituiscono il mondo e nonostante tutto, non abbiamo ancora compreso la natura nel suo insieme. Il riduzionismo ci ha portato, invece, ad imbatterci “nel muro della complessità”.

La natura, per Barabási, non conosce un solo modo di connettere la complessità che le sue parti vanno a creare e segue le leggi dell’auto-regolazione, i cui meccanismi sono ancora un mistero. Le reti altro non sono che la struttura alla base di questa complessità e meccanismi che articolano i processi che fanno pulsare la natura. Barabási ci parla poi delle menti eccelse che  hanno cambiato il modo in cui guardiamo al mondo. Ci parla di Eulero, il precursore della teoria delle reti, che introdusse la teoria dei grafi, “la chiave per comprendere il mondo complesso che ci circonda”. La sua teoria venne ripresa e approfondita da Erdős e Rényi, due matematici degli anni venti che giunsero alla conclusione che i fenomeni complessi fossero di natura casuale, privi di leggi. Milgram aggiunse il suo contributo poi, dando luce alla scoperta dei “sei gradi di separazione”: la distanza che esiste tra due punti di una rete si misura sulla base dei loro legami indiretti.

Lo scienziato ungherese ci racconta poi della “teoria dei legami deboli” di Granovetter che ha sovvertito quello che di certo si conosceva fino a quel momento e ha dimostrato come un soggetto ha maggiori possibilità di migliorare il suo status sociale man mano che aumenta il numero di persone con cui non ha rapporti stabili ma che conosce superficialmente. Questa teoria ci regala una conferma: il mondo è frammentario e non è connesso casualmente. Gladwell, a riguardo, scoprì la rilevante categoria dei connettori, che esistono in tutti i campi e sono descritti come: «una manciata di persone – disseminata in varie occupazioni – che possiede l’abilità davvero straordinaria di stringere un numero eccezionale di amicizie e di conoscenze».

Grazie a Barabási scopriamo anche cosa c’è alla base del fenomeno: i ricchi diventano sempre più ricchi. Elaborando la sua teoria delle reti a invarianza di scala l’autore ci spiega che questo tipo di rete ha le caratteristiche specifiche di aumentare nel tempo e di far nascere nuovi collegamenti su base preferenziale. Ogni nuovo nodo ha infatti due legami per connettersi ai nodi già presenti. Se un nodo possiede più legami avrà più probabilità di essere scelto come connessione ad un nuovo nodo. È così che si creano i sistemi sociali più forti, che con il tempo si rafforzano sempre di più.

Queste sono solo alcune delle teorie che Barabási ci espone nel suo più famoso volume e ci dà anche un’anticipazione sul futuro: «se il XX secolo è considerato il secolo della fisica, molti sono persuasi che il XXI sarà quello della biologia. […] Il prossimo sarà invece il secolo della complessità. Ma sarà anche il secolo delle reti biologiche. Se esiste un campo in cui la disciplina delle reti potrà innescare una rivoluzione quello è infatti la biologia».

 

di Claudia Colangione

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