martedì, 29 Novembre 2022

Lezioni di Digital Disruption dall’India

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Traduzione di Matteo Arlacchi

OXFORD – La tecnologia digitale può rapidamente trasformare il modo in cui i paesi forniscono servizi quali l’istruzione e la sanità ai propri cittadini. I servizi pubblici del futuro devono essere efficaci, efficienti, equi, data-driven e rispondere alle esigenze individuali. E questo è il momento in cui devono essere poste le basi per trasformare quella visione in realtà.

Gestiti in modo intelligente, i dati possono essere la chiave per fornire servizi sanitari e d’istruzione di qualità per tutti – a velocità e scala ottimali e in modo sostenibile – nonché per promuovere l’inclusione sociale ed economica. Insieme a queste eccitanti opportunità, i paesi devono anche anticipare e gestire i rischi associati alla rivoluzione digitale. A tal fine, l’uso pionieristico di dati e tecnologia in India offre quattro lezioni per altri paesi in via di sviluppoInnanzitutto, il fattore scala deve essere integrato nella progettazione del progetto fin dall’inizio, invece di rappresentare un parametro che emerge all’ultimo momento. In India, dobbiamo pensare a come possiamo aiutare un milione di operatori sanitari delle comunità a fornire assistenza medica nelle aree rurali, e come possiamo migliorare le skills di 100 milioni di giovani in cerca di un lavoro migliore. Occorre porsi una domanda analoga su scala globale: come possiamo fornire vaccini sicuri e di alta qualità a 20 milioni di bambini in tutto il mondo ed istruire più di 260 milioni di bambini e giovani che non frequentano la scuola?

In secondo luogo, i paesi dovrebbero concentrarsi sulla costruzione dell’infrastruttura digitale sottostante necessaria per un successo duraturo, e dovrebbero evitare di farsi abbagliare dalle ultime e più brillanti innovazioni. Troppo spesso, i paesi in via di sviluppo sfruttano le nuove tecnologie – con slogan quali “Distribuiamo tablet PC ai bambini della scuola!” – senza riflettere a sufficienza su come queste tecnologie saranno utilizzate all’interno di specifici contesti nazionali. Questa circostanza ha portato a molti progetti pilota deludenti che non sono riusciti a generare un impatto sostenibile su vasta scala. Una nuova relazione della Commissione sulla tecnologia e lo sviluppo inclusivo di Pathways for Prosperity, un’istituzione che ha sede presso la Blavatnik School of Government dell’Università di Oxford, ha elaborato delle proposte su come i paesi possono affrontare questo problema. Il rapporto li esorta a stabilire una base di “blocchi di costruzione” digitali – comprese le infrastrutture e le competenze di base – per sfruttare le disruption positive nei settori dell’istruzione e dei servizi sanitari. Inoltre, i paesi dovrebbero fornire “impalcature digitali” essenziali attorno alle quali possono essere implementate nuove soluzioni tecnologiche su vasta scala.

L’India ha fatto da pioniera in questo senso, rendendo intenzionalmente pubblica la sua nuova infrastruttura digitale. Ad esempio, Aadhaar, l’esclusivo sistema biometrico di identificazione dell’India, mostra come tecnologie d’avanguardia possano risolvere il problema sociale di stabilire identità uniche in un paese in via di sviluppo con oltre un miliardo di persone. Da quando è stata adottata da oltre 1,2 miliardi di cittadini, Aadhaar è diventata una piattaforma per l’innovazione sociale, perché promuove molte nuove soluzioni a vari problemi e serve da identificazione fondamentale per molteplici iniziative in diversi settori in tutta l’India. Ad esempio, l’utilizzo di Aadhaar aiuta a prevenire l’abuso da parte di vari regimi governativi, assicurando che, ad esempio, il sussidio sul gas da cucina sia esteso a ciascun cittadino solo una volta in un determinato periodo. Aadhaar viene utilizzato anche da tutti i cittadini come prova di identità in processi chiave come la richiesta e il rinnovo dei passaporti, l’apertura di conti bancari e l’accesso al credito in modo rapido e conveniente. Allo stesso modo, EkStep, un’iniziativa senza scopo di lucro che ho co-fondato con Rohini Nilekani e Shankar Maruwada, ha creato una piattaforma sociale tecnologica incentrata sullo studente con l’obiettivo di migliorare l’alfabetizzazione e l’insegnamento dell’aritmetica insegnata a 200 milioni di bambini in tutta l’India. Per generare un impatto su larga scala, EkStep collega varie innovazioni isolate in silos e coinvolge gli attori chiave in tutto l’ecosistema educativo (pubblico, privato o sociale) attraverso reti collaborative e di co-creazione. Questa infrastruttura digitale aperta e gratuita sta abilitando una vasta gamma di soluzioni, comprese risorse all’interno della classe, contenuti di apprendimento e formazione, aiuti per la valutazione, un registro di insegnanti, premi e riconoscimenti e comunità di apprendimento.

In terzo luogo, i paesi devono anticipare e gestire efficacemente i rischi derivanti dalla raccolta e dall’uso dei dati digitali. Come primo passo, il governo indiano ha sviluppato un quadro di consenso elettronico che consente ai cittadini di comprendere e autorizzare utilizzi specifici dei propri dati. Ma, oltre al consenso, abbiamo anche bisogno di nuove istituzioni per la gestione dei dati che non abbiano interessi in concorrenza con quelli degli utenti. Il ben congegnato sistema di aggregazione di account digitali della Reserve Bank of India, ad esempio, consente ai potenziali istituti di credito di visualizzare le attività finanziarie dei mutuatari in forma digitale, sulla base del consenso esplicito dei mutuatari di concedere l’accesso solo a dati specifici, per uno scopo specifico e per un determinato periodo di tempo. Per consentire l’inclusione finanziaria su vasta scala, gli attori chiave nel governo, del settore privato e della società civile devono stabilire rapidamente norme, regolamenti e istituzioni che consentano ai cittadini di riprendere il controllo dei propri dati.

Infine, un approccio evolutivo graduale non risolverà problemi sociali ampi e complessi. Troppo spesso, le organizzazioni credono di avere la soluzione a una grande sfida sociale (come ad esempio migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria nelle zone rurali dell’India) e ritengono che debbano semplicemente continuare a eliminare gradualmente il problema. Invece di cercare una soluzione perfetta, i paesi dovrebbero costruire un’infrastruttura digitale che consenta agli innovatori appassionati di alimentare una rete interconnessa che possa contemporaneamente co-creare migliaia di soluzioni a centinaia di problemi diversi. Invece di avere più e migliori silos, abbiamo bisogno di ambienti di innovazione più agili e aperti.

Nuove tecnologie, istituzioni e regolamenti possono aiutare i paesi a re-immaginare e ri-concepire l’educazione e i servizi sanitari, a sviluppare il capitale umano e a preparare i loro giovani ai lavori di domani. Indubbiamente, l’India ha ancora molto da fare al riguardo. Tuttavia, il successo raggiunto ad oggi ispirerà altri paesi in via di sviluppo a intraprendere ambizioni digitali audaci e inclusive simili a quelle adottate in India.

Articolo originale
https://www.project-syndicate.org/commentary/india-public-services-four-digital-lessons-by-nandan-nilekani-2019-06

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