martedì, 22 Giugno 2021

L’Energy Valley è in Basilicata: la risorsa territorio e lo sviluppo sostenibile

Da non perdere

Luigi Santoro
Dopo la laurea in Filosofia (anzi, Scienze Filosofiche!) alla Federico II di Napoli si è messo a studiare il tedesco, cosa che l’ha spinto oltre il baratro della follia, sul cui ciglio vagava dopo aver scritto una tesi su Adorno. Invece di proseguire con la carriera dell’insegnamento ha deciso di voler avere a che fare con il mondo aziendale; ora non lavora in azienda. Scrive molto, vorrebbe leggere di più.

Articolo di Luigi Santoro

L’Energy Valley: questo è stato l’argomento dell’Energy Talk targato FOR del 5 maggio. Oltre a Claudio Velardi, che ha moderato l’incontro, gli ospiti erano Michele Busciolano, Francesca Palmisani, Matteo Pedaso e Walter Rizzi.

Il nuovo polo energetico

L’Energy Valley è il nuovo polo energetico ed ambientale di ENI composto da tanti progetti singoli. Si tratta di una strada nuova per il gigante italiano, storicamente legato al mondo degli idrocarburi. Come ha spiegato Walter Rizzi, Project Leader Programma Energy Valley, è stato pienamente accolto il contemporaneo pensiero convergente che mette insieme ambiente e industria. In realtà “l’anno zero” è stato il 2014, quando il cambiamento che – non è un eufemismo definire epocale – ha avuto inizio; il progetto Energy Valley è partito poi nel 2018 e, ad oggi, ci sono già risultati rilevanti. Ognuno di questi progetti di cui si compone l’Energy Valley esiste nel pieno rispetto del territorio e dell’ambiente: dalla riqualificazione agricola all’efficientamento energetico, da benefici socioeconomici a collaborazioni con professionisti ed istituti specializzati. Questi sono i pezzi che compongono il grande puzzle, il nuovo polo energetico lucano.

I pezzi del puzzle

Diamo un’occhiata nello specifico ai progetti di cui abbiamo parlato – possiamo farlo grazie alla dettagliata esposizione di Francesca Palmisani, Project Management Office Programma Energy Valley. Tecnologia, territorio, innovazione e ambiente: nell’hub dell’Energy Valley c’è un dialogo costante tra questi quattro campi. Con il fondamentale apporto di LAND Italia – realtà internazionale impegnata nell’implementare soluzioni in grado di migliorare i processi di sviluppo sostenibile, ma non solo –, nell’Energy Valley sono stati messi in campo un’ampia gamma di programmi: smart farming, agricoltura 4.0, stazione agrimeteo smart, isola per la gestione di attrezzature agricolre smart, progetti di idroponica e aeroponica, strumentazioni di ultima generazione. I risultati? Nonostante il rallentamento causato dall’emergenza pandemica, sono già verificabili. Cinquanta ettari di terreno di proprietà recuperato, sei edifici riqualificati, cento persone impiegate nella realizzazione di progetti di varia natura, oltre il 60% di impianti agricoli ripristinati, ventiquattro persone direttamente impiegate in fase di esercizio, sessantacinque persone formate in agricoltura 4.0 sostenibile, più di mille ragazzi coinvolti nel 2021 (il tutto nel pieno rispetto delle normative anti-contagio). Senza dimenticare le ventiquattromila piante messe a dimora e i sistemi di bio monitoraggio… in breve, come ha sottolineato anche Matteo Pedaso, Senior Director & Partner di LAND Italia (Landscape, Architecture, Nature, Development), territorio, natura e architettura sono protagoniste nel passaggio da un’economia grey ad una green.

Voglia di natura

Si ricerca un nuovo contatto con la natura, anche a livello europeo (il 96% dei cittadini UE ha dichiarato di voler tornare ad avere un rapporto con la natura); anche in quest’ottica, ma non solo, sono stagli pensati gli obiettivi del Green Deal. Alla base dell’Energy Valley ci sono l’innovazione verde, l’interazione tra l’uomo e la natura e, soprattutto, integrazione tra industria e territorio. Agricoltura, economia circolare, energia sostenibile non possono più lavorare ognuna per contro proprio; è necessario un lavoro sinergico per affrontare le sfide climatiche e ambientali a cui siamo chiamati come cittadini europei – e del mondo. In Europa c’è un esempio virtuoso in tal senso: la riqualificazione del bacino della Ruhr, in Germania. A causa delle estrazioni di carbone degli anni ‘50 (120 tonnellate all’anno), l’ambiente ha pagato un prezzo altissimo in termini di inquinamento. Dopo il progetto di riqualificazione, portato avanti al termine del secolo scorso, tutta l’area è diventata un fulgido esempio di rinascita green. La strada è già tracciata, basta solo seguirla.

E certamente non si può prescindere dal ruolo delle istituzioni; del resto, in Basilicata, gli attori istituzionali sono del tutto in linea con il progetto Energy Valley, secondo le parole di Michele Busciolano, Capo di Gabinetto del presidente Bardi. La Regione è da sempre impegnata per quanto riguarda la riqualificazione ambientale se si pensa che, dagli anni ’70 circa, si è verificato il 55% di aumento delle superfici boschive. Il mosaico lucano è un gioiello italiano ed europeo, oggetto di studio da parte dei professionisti esteri; la tutela di tutte quelle realtà arcaiche e caratteristiche è, ancora, uno degli imperativi della Regione. L’area della Val d’Agri, ma non solo, è fondamentale per il territorio lucano ed è importante salvaguardarla. Importante, in tal senso, anche il PNRR, i cui fondi costituiranno un insostituibile strumento per poter garantire un futuro green e sostenibile alle prossime generazioni.

Insomma, industria, istituzioni, partner e associazioni territoriali devono continuare a lavorare insieme per portare avanti questo ed altri progetti, preziose risorse per un territorio importante come quello lucano.

- Advertisement -spot_img

Talk For

F&NEWS