venerdì, 07 Ottobre 2022

Le proposte della Commissione Europea sui mercati elettrici: una sintesi

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Simona Benedettini
Simona Benedettini è una consulente freelance esperta di regolazione e concorrenza del settore energetico ed energy analyst della Fondazione Ottimisti&Razionali. Simona ha più di dieci anni di esperienza come consulente per operatori pubblici e privati del settore energetico in Italia ed Europa. Ha un Dottorato in Law and Economics ed è stata visiting scholar presso University of Illinois. Simona è autrice di articoli accademici ed editoriali su tematiche energetiche.

È circolato nei giorni scorsi, in via non ufficiale, un documento della Commissione Europea contenente una valutazione preliminare delle opzioni che Bruxelles intende perseguire per fronteggiare l’incremento eccezionale dei prezzi dell’energia elettrica.

Le proposte, scrive la CE nel suo documento, potrebbero confluire o in una Comunicazione con raccomandazioni non vincolanti per gli Stati Membri oppure in un atto legislativo che riporti indirizzi e parametri di riferimento per l’attuazione delle misure o, ancora, in un atto normativo contenente obblighi vincolanti per gli Stati Membri.  

Le misure avanzate dalla Commissione sono tre:

  • riduzione coordinata e volontaria dei consumi elettrici: gli Stati Membri potranno approvvigionare tramite aste, dai consumatori industriali o aggregazioni di clienti domestici, un servizio di interruzione dei consumi nelle ore in cui il prezzo dell’elettricità è più elevato. Tale servizio sarebbe remunerato e può considerarsi equivalente al cosiddetto servizio di interrompibilità già fornito in Italia da alcuni clienti industriali. Per i consumatori domestici, gli Stati Membri potranno elargire incentivi per approvvigionare servizi di taglio dei consumi nelle ore del giorno maggiormente critiche. Le remunerazioni corrisposte a clienti industriali e domestici per tali servizi potranno anche essere collegate a obblighi di miglioramento in termini di efficienza energetica e/o di risparmio energetico. Poiché tali misure potrebbero configurare un aiuto di Stato è necessaria la notifica delle medesime alla DG COMP per valutarne potenziali effetti anticoncorrenziali;
  • interventi sui prezzi retail: la Commissione ammette diverse tipologie di intervento: sostegni diretti in bolletta o forme di regolazione dei prezzi di vendita ai clienti finali. Alcune di queste sono state adottate in Italia come, per esempio, l’azzeramento degli oneri generali di sistema e l’ampliamento della platea di beneficiari del bonus sociale per i clienti in condizioni di disagio economico. Nei fatti, il blocco alle modifiche unilaterali alle offerte commerciali, imposto dal DL Aiuti bis ai venditori di elettricità e gas, è una forma di regolazione di prezzo. Per l’applicazione di queste misure la CE ha già proposto delle linee guida con la COM (2022)236. La Commissione osserva che dall’esperienza degli Stati Membri non vi è evidenza che la regolazione di prezzo sia più efficace rispetto a forme di supporto diretto ai clienti finali. Inoltre, la misura avrebbe effetti distorsivi sui mercati liberalizzati e, quindi, Bruxelles ritiene preferibile ricorrere ad interventi alternativi tra quelli citati;         
  • adozione di un tetto ai ricavi delle tecnologie infra-marginali: le misure rientranti nei due ambiti precedenti potranno essere finanziate mediante l’adozione di un limite ai prezzi praticabili dalle tecnologie di generazione elettrica infra-marginale per la vendita di elettricità da essi prodotta. Si fa riferimento a impianti rinnovabili (esclusi alcuni tipi di impianti idroelettrici, biomasse o biogas), centrali nucleari e a carbone. La misura consiste nel fissare un limite (tetto) ai ricavi che questi impianti possono conseguire vendendo l’energia elettrica sul mercato. Gli impianti interessati dalla misura continuerebbero a vendere l’energia elettrica a prezzi di mercato ma dovrebbero restituire allo Stato la differenza tra i ricavi così conseguiti e quelli che possono trattenere effettivamente per via del tetto. Gli importi così restituiti finanzierebbero le misure di cui sopra. L’adozione della proposta a livello UE comporterebbe l’abolizione di norme simili a livello nazionale. In Italia la misura introdotta con l’articolo 15bis del DL Sostegni ter dovrebbe quindi essere completamente rivista e la tassazione degli extraprofitti delle imprese energetiche dovrebbe verosimilmente essere abolita.

La proposta della CE è importante perché, sebbene con ritardo e quando già gli Stati Membri hanno posto in essere misure tra loro eterogenee, cerca di fare chiarezza su cosa ha senso fare e cosa no per contrastare la crisi energetica che stiamo attraversando. In particolare, la CE chiarisce, dietro puntuale valutazione, che debbono considerarsi definitivamente come non praticabili alcune soluzioni proposte o già adottate dagli Stati Membri, quali: la sospensione dei mercati elettrici, l’adozione di un tetto generalizzato ai prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica, il tope spagnolo, o la creazione di una borsa elettrica ad hoc per gli impianti rinnovabili.

Inoltre, riconoscendo il carattere temporaneo ed eccezionale della crisi, il documento della Commissione non considera un intervento strutturale sul disegno del mercato elettrico ma si limita a proporre misure temporanee che non inficiano l’attuale disegno dei mercati.

Altrettanto rilevante è il coinvolgimento della domanda nella soluzione del problema della volatilità e degli alti livelli dei prezzi energetici. Sino a oggi, la domanda è stata considerata solo parte passiva del fenomeno. In questo modo, sarà anche possibile, auspicabilmente, promuovere una maggiore consapevolezza dei clienti finali rispetto al mercato. Allo stesso tempo, però, è importate che le misure a sostegno delle bollette siano adeguatamente calibrate per fare sì che i segnali di prezzo giungano pienamente ai clienti finali e che, in ultimo, la riduzione effettiva della domanda non sia inferiore rispetto a quella attesa.

Le proposte della CE saranno presentate a un seminario tecnico con gli Stati Membri il 7 settembre, discusse al Consiglio UE dei Ministri dell’Energia del 9 settembre e presentate dalla Presidente Von der Leyen il 14 settembre. Sempre il 9 settembre, il Consiglio discuterà di un tetto ai prezzi di importazione del gas naturale. Speriamo non sia già troppo tardi.

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