giovedì, 21 Ottobre 2021

Le piantine di cannabis ed il “germogliare” dei referendum

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Nella annosa questione del rilievo penalistico della coltivazione “fai da te” delle piantine di cannabis la Cassazione Penale si pronuncia con chiarezza (Corte di Cassazione – penale – sez.III – sentenza del 13 settembre 2021 – n. 33797) sviluppando un circuito argomentativo, così sintetizzabile: 

A) la coltivazione di piante idonee a produrre sostanze stupefacenti è sanzionata penalmente dal legislatore: si tratta di una difesa “avanzata” perché va protetto il bene suprema della Pubblica Salute anche di molto anticipando la soglia del pericolo (si è in presenza, infatti, afferma la Cassazione Penale, di un reato cd di pericolo presunto);

B) l’affermazione della destinazione ad uso personale della sostanza stupefacente non basta a dequotare la condotta incriminata, che rimane penalmente attenzionata;

C) l’irrilevanza della condotta, tuttavia, potrebbe emergere dalla analisi dei fatti elaborata dal giudicante che, nella valutazione complessiva della vicenda, ritenga che il fatto sia inoffensivo e come tale (ad esempio per la rudimentalità della coltivazione) solo in astratto aderente al paradigma legale, ma in concreto, non idoneo a ledere il bene giuridico tutelato.

Se il quadro giurisprudenziale è così stabilmente dettagliato, molto espanso ed in movimento è il contesto sociale di riferimento, di cui l’istanza referendaria per la legalizzazione della cannabis per uso personale rappresenta, in questi ultimi tempi, un termometro affidabile.

Peraltro, è il caso di sottolineare come l’epoca referendaria sia particolarmente “vivace”; basti pensare che oltre la proposta di legalizzazione della cannabis per uso personale si stanno raccogliendo le firme anche per  il referendum “giustizia giusta” e il referendum  “eutanasia legale”.

Di sicuro elemento di favore per la sottoscrizione dei quesiti referendari è che questi ultimi “marciano” ormai servendosi dello SPID[1] e quindi acquisiscono partecipazioni in modo virtuale[2]: è questo un importante segnale da cogliere circa la raggiunta permeabilità nei gangli sociali dell’Italia, della digitalizzazione.

Esempio lampante è proprio il referendum sulla cannabis che in pochi giorni ha registrato adesioni fino ad ora impensabili: risultano, infatti, superate le 300mila firme in poco più di 48 ore.

In raffronto alla sentenza indicata, la svolta referendaria dovrebbe avere un esito “radicale” sulla disciplina complessiva del trattamento delle sostanze stupefacenti, aggravando le pene per la commercializzazione illegale, ma dequotano fortemente molti comportamenti ora penalizzati, fra cui, in particolare, la coltivazione delle piantine per uso personale.

Articolo a cura di Diotima Pagano

Per approfondire:


[1] SPID è il Sistema Pubblico di Identità Digitale che garantisce a tutti i cittadini e le imprese un accesso unico, sicuro e protetto ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione e dei soggetti privati aderenti. Fonte: Agid

[2]      Decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77. La legge di conversione è la n. 108 del 29 luglio 2021 recante «Governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure» – Art. 38 bis Semplificazioni in materia di procedimenti elettorali  attraverso  la diffusione  delle   comunicazioni   digitali   con   le   pubbliche amministrazioni

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