venerdì, 07 Ottobre 2022

La tutela dell’insularità

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Diotima Pagano
Laureata in giurisprudenza. Fortemente convinta che il diritto sia (anche) fantasia, creatività, interpretazione e molto spesso filosofia. Amante della Vespe e della musica in vinile. Il suo motto è "...Things To Come..."

“Un’isola è un’isola solo se la guardi dal mare” 

 Lo squaloS. Spielberg

In Italia il patrimonio insulare tra isole marittime, lagunari, lacustri e fluviali conta ben 800 isole di cui solo 80 sono quelle abitate.

L’isola, per sue condizioni morfologiche, porzione di terra circondata dall’acqua, tende a creare un micro mondo autonomo ed indipendente rispetto alla terraferma, centro nevralgico di vita; da qui l’esigenza di attuare una “rete” per far si che “l’isola non isoli” (1).

Superare gli svantaggi derivanti dall’insularità è il nocciolo della proposta di legge costituzionale di modifica all’articolo 119 della Costituzione.

L’iter legislativo

Al fine di inquadrare meglio la potenzialità delle leggi di modifica della Costituzione, è un dato da riportare che, con il riconoscimento del principio di insularità, nel corso della XVIII legislatura sono ben 4 le leggi approvate. 

La prima ha ad oggetto la riduzione del numero dei parlamentari (legge costituzionale 19 ottobre 2020 n.1 modifica agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione); la seconda riguarda l’abbassamento dell’età da 25 a 18 per eleggere i componenti del Senato (legge costituzionale 18 ottobre 2020 n.1 modifica dell’art.58 comma 1 Cost.), ed ancora l’ampliamento del concetto di tutela dell’ambiente (legge costituzionale 11 febbraio 2022 n.1 modifica all’art.9).

È da tali premesse che si parte per entrare nel vivo della tematica e segnalare che è del 29 luglio 2022 il testo della legge costituzionale, approvato in via definitiva dalla Camera, che ha ad oggetto il riconoscimento del principio di insularità, e più propriamente il riconoscimento delle caratteristiche che rendono le isole peculiari e il superamento degli svantaggi ad esse connessi.

L’iter previsto in Costituzione stabilisce che, essendo stata la proposta di legge costituzionale approvata in seconda deliberazione a maggioranza assoluta dalla Camera, sia necessario garantire, per una possibile modifica o opposizione, l’eventuale coinvolgimento del corpo elettorale attraverso il ricorso allo strumento del referendum confermativo.

Sebbene quindi l’approvazione non sia stata, al momento, definitiva, è fatta salva la pubblicazione del testo approvato dal Parlamento in Gazzetta Ufficiale, proprio al fine di assicurare conoscenza e pubblicità dell’intervento. È da tale pubblicazione in GU che decorre il termine di tre mesi per il ricorso al consenso popolare.

Il principio di insularità

L’articolo 119 della Costituzione, nella sua attuale formulazione post modifiche al Titolo V da parte della legge costituzionale n.3 del 2021, ha ad oggetto la disciplina dell’autonomia di entrate e di spesa degli enti territoriali con l’introduzione in Costituzione del  principio del federalismo fiscale.

È allo stesso articolo 119 della Costituzione che la proposta di legge costituzionale A.S.865 – A.C.33 53 si rivolge attraverso la proposta di introduzione di un comma aggiuntivo, successivo al quinto, in cui si stabilisce che la Repubblica “riconosce la peculiarità delle isole” e “promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’ insularità”.

In senso rafforzativo sarà dunque la Repubblica nella sua integrale complessità ex art 114 Cost. (2), e non solo lo “Stato”, a doversi fare carico dell’intervento a favore delle isole e sarà sempre la Repubblica a dover promuovere l’adozione di misure per contrastare gli svantaggi.

È di rilievo che, rispetto al testo iniziale della proposta di legge, vi è stato fatto un lavorio di modifica ed affinamento dei vocaboli al fine di evitare di attribuire al termine insularità un’accezione marcatamente negativa tale da rispecchiare solo caratteristiche determinanti una fonte di svantaggio.

Il principio guida che ha infatti influenzato e diretto l’intervento fonda le sue radici nel concetto relativo alla peculiarità dell’insularità, valorizzando così gli aspetti legati alle specifiche caratteristiche culturali, storiche e naturalistiche di tali territori.

I limiti e la tutela dell’insularità

È innegabile riflettere sui limiti, in vari ambiti, che possono derivare dall’essere lontani dalla terra ferma. Alcuni dei grandi e più discussi temi sono infatti: i trasporti, l’ambiente, i limiti all’attività economica, la demografia e l’occupazione.

Il mare, diventando “superficie di trasporto” per la connessione con la costa, porta con sé problematiche relative non solo agli agenti climatici ma anche all’aggravio dei costi di trasporto per persone e merci. Non è da sottovalutare, infatti, che tra le misure per garantire la “continuità territoriale” l’intervento pubblico ha il compito di integrare le attività di libero mercato qualora queste non risultino coprire tutte le fasce orarie.

Ed ancora, le isole sono tra le più colpite dagli fenomeni metereologici, che ad oggi costituiscono sempre più un allarme. Basti pensare alle immagini delle conseguenze delle forti piogge quest’estate a Stromboli e, più in generale, fenomeni come l’erosione delle coste, la siccità e la scarsità di risorse. Sono inoltre allarmanti per l’ambiente le conseguenze correlate ai flussi turistici incontrollati. Si pensi che Procida, per la nomina di Capitale della Cultura 2022, ha registrato nel primo semestre dell’anno 413 mila presenze, spropositate per una superficie totale dell’isola di soli 4,1 km quadrati.

Non minori criticità sono legate alle ridotte attività economiche, essendoci delle microeconomie per lo più orientate a settori specifici quali ad esempio la pesca, l’agricoltura e il turismo, che non permettono l’evoluzione di altri settori, anzi molto spesso finiscono per ridurre sia le opportunità di sviluppo che di crescita per i territori.

Ed, infine, problematica di non minore rilievo, anzi, è quella relativa agli allarmanti indici demografici connessi all’occupazione. Da questi emerge che le isole registrano i maggiori tassi di invecchiamento della popolazione legati soprattutto allo spostamento dei giovani in età fertile. In conclusione l’iniziativa di riforma costituzionale è dunque un tassello necessario per il superamento degli svantaggi derivanti dell’insularità e per l’affermazione e la tutela della peculiarità delle isole.


  1. Riproducendo e adattando lo slogan utilizzato a Procida per l’elezione a Capitale della Cultura 2022: “La cultura non isola”.
  2. Art. 114 Costituzione: “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione (…)”.
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