martedì, 17 Maggio 2022

La nuova epoca della PA: l’era del PNRR

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Diotima Pagano
Laureata in giurisprudenza. Fortemente convinta che il diritto sia (anche) fantasia, creatività, interpretazione e molto spesso filosofia. Amante della Vespe e della musica in vinile. Il suo motto è "...Things To Come..."

Come “risponde” la Pubblica Amministrazione (PA) – stigmatizzata per i suoi procedimenti lenti e macchinosi – ai macroscopici cambiamenti, correlati all’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che, di necessità, la coinvolgono?

In modo pragmatico. Inaugurando il “nuovo alfabeto della Pubblica Amministrazione[1]”.

Il vademecum della PA, infatti, pone i punti cardine della sua attività in 4 lettere: A – Accesso, B – Buona Amministrazione, C – Capitale Umano e D – Digitalizzazione.

A – Accesso: concorsi e reclutamento

Non suonerà nuovo che i tempi per bandire un concorso pubblico e il relativo svolgimento delle prove siano stati negli ultimi decenni lunghi ed incerti: l’impegno è quindi diretto alla semplificazione e allo snellimento delle procedure concorsuali al fine di rendere più efficaci e mirate le selezioni del personale e favorire il ricambio generazionale necessariamente attraverso, tra le altre cose, una riduzione dei tempi di reclutamento.

Il percorso di riforma è stato già avviato: il DL 44/2021[2] che ha introdotto una nuova procedura semplificata per lo svolgimento dei concorsi pubblici.

Per il reclutamento del personale della PA, invece, sono 530 i milioni di euro stanziati nella Componente 1 della Missione 1, diretti alla creazione di un portale unico di reclutamento.

Tale portale del Governo, denominato inPA[3], ha la peculiarità di creare una piattaforma di incontro diretto tra domanda ed offerta di lavoro velocizzando così sia per i candidati la ricerca delle opportunità occupazionali più affini al proprio profilo sia per la Pubblica amministrazione nella consultazione dei curricula.

La piattaforma è già in uso e la sua implementazione si concluderà nel 4° trimestre del 2023.  

B – Buona Amministrazione: semplificazione e buone pratiche

Le semplificazioni normative sono trasversali al PNRR e, sebbene non siano esattamente quantificate, fanno parte della Componente 1 della Missione 1.

Tra gli interventi di semplificazione “pratica ed utile” per la razionalizzazione della legislazione, oltre alle riforme di accompagnamento del Piano, si richiamano: la semplificazione delle norme in materia di appalti pubblici e concessioni, la semplificazione e razionalizzazione delle normativa in materia ambientale, semplificazione in materia di edilizia e urbanistica e di rigenerazione urbana, la semplificazione delle norme per gli investimenti nel Mezzogiorno e l’abrogazione e la revisione di norme che alimentano la corruzione.

La realizzazione di tali misure di semplificazione normativa è attuata attraverso il potenziamento del Dipartimento di Funzione Pubblica tramite il reclutamento di professionalità e la definizione degli interventi più urgenti.

Le buone pratiche hanno l’obiettivo di garantire la diffusione generalizzata e accessibile dei servizi per i cittadini. Ne è un esempio l’Anagrafe Nazionale (ANPR), banca dati che semplifica i servizi demografici per favorire la digitalizzazione e il miglioramento dei servizi a cittadini, imprese ed enti[4]. I cittadini possono, nel concreto, scaricare gratuitamente tutti i certificanti demografici che li riguardano comodamente dalla propria scrivania.

C – Capitale Umano: contratti, competenze e formazione, smart working, lavoro e regole

Per il Capitale Umano[5] le macrocategorie previste sono quattro e riguardano l’assunzione di nuovo personale, lo sviluppo di nuove competenze e la formazione per i dipendenti che già lavorano nella PA ed infine l’implementazione del lavoro agile. Le riforme da segnalare sono almeno 5 e 135 investimenti di cui 113 sub investimenti, il tutto per una cifra di 45,1 miliardi di euro.

Tra le grandi sfide rientra la promozione del lavoro agile nel settore pubblico che mira al miglioramento del ciclo vita-lavoro del pubblico dipendente attraverso una riorganizzazione degli enti e del lavoro da remoto in modo efficiente ed efficace.

D – Digitalizzazione

La digitalizzazione è trasversale a tutte le missioni del PNRR.

Nel dettaglio per la digitalizzazione della PA gli interventi previsti sono 7 e le riforme 3 per un totale di 6,146 miliardi di euro. Tra i tanti interventi, è interessante quello relativo al miglioramento delle infrastrutture digitali, investimento diretto alle amministrazioni centrali e a 80 autorità̀ sanitarie locali. L’obiettivo è quello di garantire che i sistemi, le serie di dati e le applicazioni della PA siano ospitati in data center affidabili con elevati standard di qualità̀ per la sicurezza, le prestazioni, la scalabilità̀, l’interoperabilità̀ europea e l’efficienza energetica (secondo il principio del Cloud First). Ancora, sempre nel campo della digitalizzazione, c’è l’investimento diretto alle grandi amministrazioni centrali in cui l’obiettivo è di ridisegnare e digitalizzare un insieme di processi, attività e servizi prioritari al fine di migliorarne l’efficienza e di semplificarne le procedure. Tra le amministrazioni centrali figurano: l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) e l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), il sistema giudiziario, il Ministero della Difesa, il Ministero dell’Interno e la Guardia di Finanza. Ma soprattutto grande attenzione è rivolta all’ investimento relativo alla cyber security in cui l’obiettivo da raggiungere è quello relativo alla creazione e al rafforzamento delle infrastrutture legate alla protezione cibernetica del paese, tra i primi passi in tal senso, con D.L. 14 giugno 2021, n. 82, vi è stata istituzione dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale[6].

In conclusione: l’approccio adottato dal Ministero della Funzione Pubblica non è diretto al compimento della grande e difficile “rivoluzione-riforma” della PA ma è orientato a provvedimenti specifici e mirati per riuscire a produrre e raggiungere risultati concreti nel breve periodo … “The times they are a-changin’“.


[1] https://www.funzionepubblica.gov.it/alfabeto-pa

[2] https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/04/01/21G00056/sg

[3] https://www.inpa.gov.it/

[4] https://www.anagrafenazionale.interno.it/

[5]Era necessario investire nel capitale umano pubblico, sulla formazione. È necessario valorizzare le eccellenze ma allo stesso tempo moltiplicarle, pubbliche e private che siano.” – Renato Brunetta – “Dialoghi sul PNRR” –  Lunedì 21 marzo 2022 –

[6] Vale, in argomento, richiamare il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 dicembre 2021, n. 223 recante il Regolamento di organizzazione e funzionamento dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale.

Il Regolamento disciplina l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN), delineandone la macrostruttura.

L’art. 3 enuncia i “Principi ispiratori” che è bene conoscere nel dettaglio, assumendo il carattere di “buona pratica amministrativa”, idonea ad ispirare in modo generalizzato, produttivo, prudente e garantista, l’azione delle pp.AA.

In particolare, secondo il comma 2, così si esprime: “L’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia si ispirano ai seguenti principi:

a) autonomia e responsabilizzazione, in relazione al corretto uso delle risorse, al migliore conseguimento dei risultati attesi ed al massimo livello di adesione ai principi, ai valori e alla missione dell’Agenzia stessa;

b) efficienza e razionale impiego delle risorse disponibili;

c) imparzialità e trasparenza dell’azione amministrativa, nel rispetto della disciplina sulla sicurezza; d) ottimale valorizzazione del capitale umano attraverso la corretta valutazione dei risultati conseguiti, assicurando la formazione e lo sviluppo professionale delle proprie risorse umane e garantendo pari opportunità alle lavoratrici e ai lavoratori;

e) contrasto alle situazioni di conflitto di interessi ed ai fenomeni di corruzione e infiltrazione ad opera della criminalità organizzata;

f) flessibilità e innovazione tecnologica poste a supporto dei processi gestionali, al fine di garantire nella misura massima l’efficacia e l’efficienza necessarie per la realizzazione degli obiettivi strategici dell’Agenzia;

g) semplificazione dei processi di lavoro ed essenzialità dei percorsi amministrativi, chiarezza degli obiettivi assegnati a ciascuna figura professionale ed efficacia delle soluzioni organizzative da adottare, che privilegino il lavoro per processi e di gruppo e la gestione per progetti, specie per le attività a termine di carattere innovativo e di particolare rilevanza e complessità;

h) sviluppo dei sistemi informativi a supporto delle decisioni e pieno utilizzo nell’organizzazione delle potenzialità offerte dall’utilizzo delle tecnologie digitali e dei sistemi di comunicazione via web, anche in funzione della promozione dell’innovazione digitale e della facilità di accesso alle attività, all’assistenza e all’informazione da parte delle pubbliche amministrazioni, dei cittadini e delle imprese, secondo principi di cybersicurezza”.

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