martedì, 22 Giugno 2021

La Cina vuole modellare il futuro globale dell’Intelligenza Artificiale

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Non solo la Cina sta massicciamente investendo sull’Intelligenza Artificiale (A.I.), ma i suoi esperti stanno anche puntando a fondare i nuovi standard tecnologici globali.

Accademici, specialisti del settore ed esperti governativi si sono riuniti a Pechino lo scorso novembre per discutere e riflettere a fondo sul potenziale impatto dell’Intelligenza Artificiale. È chiaro quindi che Cina intende giocare un ruolo di primo piano anche nella definizione degli standard tecnici per l’A.I. del futuro.

Le aziende cinesi sarebbero tenute ad aderire a questi standard e, poiché l’A.I. si sta diffondendo a livello globale, questo potrebbe aiutare la Cina a influenzare il corso futuro della tecnologia. Infatti, le grandi aziende cinesi, tra cui Tencent e Alibaba, stanno rapidamente aggiungendo funzionalità A.I. alle loro offerte cloud e stanno vendendo questi servizi all’estero.

“[Il governo cinese] vede la standardizzazione non solo come un modo per rendere le proprie aziende più competitive, ma anche come una chance per passare da un ruolo di secondo piano a quello leader”, dice Jeffrey Ding, uno studente del Future of Humanity Institute dell’Università di Oxford che studia la nascente industria della A.I. in Cina. Il piano del governo fa riferimento al modo in cui gli organismi statunitensi preposti alla standardizzazione dell’A.I. hanno influenzato lo sviluppo di Internet, esprimendo il desiderio di evitare che la stessa cosa accada con l’A.I.

La crescente industria cinese dell’A.I. e gli enormi investimenti governativi nella tecnologia hanno – negli Stati Uniti e altrove – sollevato timori che la Cina supererà i rivali internazionali in una tecnologia di fondamentale importanza. In verità, potrebbe essere possibile sia per l’economia statunitense e quella cinese di beneficiare dell’A.I.. Ma la loro rivalità potrebbe crescere se si parla di influenzare la diffusione della tecnologia in tutto il mondo.

“Penso che questa sia la prima area tecnologica in cui la Cina ha una reale possibilità di stabilire le regole del gioco”, afferma Ding.

Ding ha anche pubblicato “Deciphering China’s AI Dream”, un’analisi dettagliata del grande piano di A.I. del governo cinese, pubblicato lo scorso dicembre. Quest’analisi mostra che il piano è più complicato e sfumato di quanto si pensasse in precedenza.

Le discussioni di novembre hanno coinvolto rappresentanti della Tencent, una delle più grandi società tecnologiche cinesi che sta compiendo un importante sforzo di ricerca per l’intelligenza artificiale, e della China Academy of Information, un istituto di ricerca sotto la supervisione del Ministero dell’Industria e dell’Information Technology del governo.

Gli argomenti discussi a novembre includevano gli altri piani nazionali sull’A.I. (come quello prodotto dall’amministrazione Obama), le applicazioni pratiche dell’Intelligenza Artificiale, le aree di ricerca emergenti, le sfide nel campo della privacy, i bias e le armi autonome.

La discussione sulla privacy è piuttosto rivelatrice. Il documento infatti analizza gli approcci alla privacy adottati dai diversi paesi e descrive gli atteggiamenti e le politiche che si stanno evolvendo in Cina. Una legge approvata dal National People’s Congress nel 2016 fornisce alcune regole per l’uso da parte delle aziende dei dati personali. D’altra parte, il governo si è dichiarato disposto a condividere le informazioni personali – come le foto identificative –  con aziende tecnologiche, e questi dati sono sempre più utilizzati per la sorveglianza.

La cosa più sorprendente, tuttavia, è che l’analisi di Ding mostra che l’emergente industria cinese della A.I. sta riflettendo attentamente su come sfruttare al meglio la tecnologia. “La cosa più interessante è la profondità di pensiero, l’ampiezza del pensiero, dei responsabili politici, degli istituti di ricerca e delle aziende tecnologiche”, dice Ding. “Supera enormemente quello che mi aspettavo”.

 

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Traduzione di Alessia Boragine

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