mercoledì, 04 Agosto 2021

“IO RITORNO TRA LE STELLE”. LA TERZA VOLTA DELL’ASTRONAUTA PAOLO NESPOLI

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Quando il 28 luglio, a 60 anni, volerà verso la Stazione Spaziale Internazionale per la sua terza missione nello spazio, Paolo Nespoli diverrà l’astronauta europeo più anziano ad andare in orbita. Ma non se ne vanta. «Non è un mio record. Sono la tecnologia, la scienza e la medicina che oggi permettono di superare certi limiti, anche di età», dice a Repubblica l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea a margine di un ricevimento organizzato dall’ambasciatore italiano a Mosca Cesare Maria Ragaglini in onore suo e dei suoi colleghi d’equipaggio, l’americano Randy Bresnik e il russo Serghej Rjazanskij.

Nespoli, di quali esperimenti si occuperà sulla Stazione?
«L’Iss è una casa laboratorio nello spazio dove si lavora senza sosta dal 2001. Ha un suo programma scientifico, tecnologico, educativo e io ho il compito di portarlo avanti. La missione prevede oltre 200 attività. Per l’Agenzia spaziale italiana condurrò 13 esperimenti, altri ne effettuerò per quella europea, ma lavorerò anche ad attività americane o giapponesi. Non volo come italiano, ma come membro dell’Iss».

Sarà l’astronauta europeo più anziano ad andare nello spazio, un nuovo record…
«Si può parlare di record mondiale. John Glenn andò nello spazio a 77 anni, ma per un volo sullo Shuttle di pochi giorni. Io starò in orbita sei mesi. È come paragonare una corsettina di mezz’ora a una maratona. Ma non è un mio record. Oggi tecnologia, scienza e medicina permettono di lavorare al massimo anche alla mia età. Per le agenzie spaziali è importante mandare in orbita qualcuno con esperienza. L’esperienza non arriva gratis. Costa anni di lavoro. Poter continuare a farne tesoro e valorizzarla è importante».


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