martedì, 22 Giugno 2021

Industria 4.0: la rivoluzione corre con il 5G

Da non perdere

Gabriel De Gaetano
25 anni, orgogliosamente sorrentino, laureato in scienze internazionali e diplomatiche, specializzato in relazioni istituzionali e comunicazione d'impresa. Sprofondato da giovane nel buco nero della politica universitaria. Social addicted, pistacchio lover e sfacciatamente moderato. Di professione "vedo gente, faccio cose".

Come può la tecnologia 5G contribuire al salto di qualità di tutta l’industria italiana? Un problema attuale che merita una riflessione da parte di tutti gli esponenti delle attività produttive insieme ai decisori istituzionali. Infatti, l’industria del mondo post-pandemia risulterà drasticamente cambiata rispetto a quella tradizionale e dovrà necessariamente incrociarsi con la tecnologia portata dalle reti 5G al fine di permettere connessioni più rapide, sicurezza e la creazione di un vero e proprio ecosistema 4.0 all’interno del Paese. Abbiamo parlato di questo il 26 maggio durante l’evento Talk FOR 5G “Industria 4.0: la rivoluzione corre con il 5G” moderato da Claudio Velardi, che ha visto la partecipazione del Viceministro dello Sviluppo Economico Pichetto Fratin, Martina Nardi, Luca Carabetta, Eleonora Faina e Michelangelo Suigo.

Sfruttare l’opportunità con un occhio alla sicurezza

Il 5G rappresenta una vera e propria rivoluzione tecnologica in quanto le principali caratteristiche permettono un’alta velocità di connessione e la lavorazione di una mole di dati decisamente più consistente rispetto al passato. Questo scenario, come afferma il Viceministro dello Sviluppo Economico Gilberto Pichetto Fratin, ci porterà allo sviluppo di modelli di business diversi da quelli che conosciamo, che potrebbero generare una crescita in senso verticale. Tuttavia, non si possono non considerare i rischi che questa innovazione porta con sé, nello specifico i rischi che riguardano il tema sicurezza. Infatti, una mole così enorme di dati dovrà esser gestita in maniera sicura con una particolare attenzione alla provenienza dei nuovi strumenti tecnologici, poiché tali tecnologie potrebbero includere componenti in grado di attuare funzioni finalizzate a condividere informazioni di asset strategici. La raccolta d’informazioni da parte di soggetti terzi, o addirittura di paesi terzi, potrebbe mettere a rischio la sicurezza nazionale. Il punto di svolta sarà determinare le regole d’inserimento nel mercato italiano da parte dei costruttori esteri, mentre per quanto riguarda le reti, è auspicabile un contesto appoggiato da strumenti realizzati a livello comunitario. Agire come uno stato federale, come è stato fatto per il Next Generation EU, potrebbe essere determinante.

A dicembre scorso la Commissione Europea ha pubblicato la nuova strategia per quanto riguarda la sicurezza, il primo pilastro che ne è scaturito è stata la regolamentazione sulle misure di sicurezza delle reti. Il compito del MISE sarà quello di rispettare l’indirizzo specificato dalla Commissione, rivedere e rafforzare le misure operative in materia di sicurezza, con l’obiettivo di individuare misure comuni a livello europeo per mitigare i rischi.

Il PNRR rappresenta un’opportunità irripetibile per l’Italia dal momento che conferisce al Paese un ottimo punto di partenza sia sotto l’aspetto finanziario che d’indirizzo.

Come immaginiamo il futuro?

Il futuro non si ferma, il futuro è già qui e ci parla di smart cities, mobilità e commercio. Secondo Martina Nardi, Presidente della Commissione attività produttive commercio e turismo, tocca a noi il compito di governare la transizione, anche rispetto alle aspettative di aziende e cittadini. Nel PNRR le istituzioni si sono concentrate sulle modalità applicative, cercando di capire in che modo le aziende potranno sfruttare la nuova rete 5G nell’industria 4.0. Il decreto semplificazioni dovrà essere il primo strumento che in maniera strutturale metterà mano alla transizione nella realtà. Le istituzioni hanno l’obbligo di governare l’economia con celerità e chiarezza, per fare questo servirà una tempistica certa per gli investitori. Il 5G è una possibilità di cambiamento per il paese ma allo stesso tempo, se la transizione verrà guidata correttamente, anche un’occasione per costruire nuovi posti di lavoro e formare nuove professionalità.

Cosa serve al paese per tornare leader

L’italia è partita da leader sul tema 5G, ma la situazione attuale vede un netto rallentamento. Sarà importante spiegare alle imprese che queste nuove tecnologie possono rappresentare un’opportunità e non un costo. Per fare ciò bisognerà pensare ai casi d’uso del 5G e ai mondi che questo andrà a rivoluzionare. Secondo Luca Carabetta, membro della Commissione Attività produttive, commercio e turismo, serve uno stimolo del Governo attraverso il fisco ed un percorso di semplificazioni che non potrà fermarsi ad un singolo decreto. Inoltre, all’Italia non dovrà mancare una vocazione europea sui temi dell’innovazione, ma allo stesso tempo le istituzioni non dovranno attendere inerti che l’Europa faccia il primo passo.

L’impegno strategico nel PNRR dovrà essere collettivo affinché il piano si traduca in effettivi investimenti e soluzioni. La sinergia Governo-Parlamento va valorizzata, tutte le riforme necessitano di una visione corale in questo momento. Secondo Eleonora Faina, Direttore Generale Anitec-Assinform, il nostro paese può ambire ad avere un ruolo rilevante a livello di mercato, tuttavia, bisognerà costruire una strategia a livello istituzionale chiara, coesa e ben scadenzata nei tempi. L’industria si rafforza e può diventare più competitiva con una tecnologia che la aiuti ad essere tale. Il mercato digitale è cresciuto in maniera costante negli ultimi anni, ciò ha provocato l’evoluzione di una parte del settore manifatturiero che adesso ha bisogno di tecnologie. Queste tecnologie a loro volta hanno bisogno di una rete che le aiuti ad essere performanti, il 5G è esattamente questo tipo di infrastruttura abilitante che dà risposta alla competitività del nostro sistema produttivo.

Una fase cruciale

Siamo in una fase cruciale, come afferma Michelangelo Suigo Direttore Relazioni Esterne Inwit, dobbiamo concentrare tutti gli sforzi nell’accelerazione digitale, associando a questi, semplificazioni e sicurezza nell’utilizzo dei dati, al fine di avere un’Italia più connessa, sostenibile e competitiva. Le ingenti risorse del PNRR sulla digitalizzazione rappresentano un’opportunità unica che va capitalizzata al meglio. Per realizzare tutto ciò che è previsto nel piano restano solo cinque anni, bisogna cambiare paradigma eliminando tutti gli ostacoli burocratici e velocizzando il sistema. La tecnologia 5G sarà un potente abilitatore dell’Industria 4.0 in termini di automazione e digitalizzazione, occorre però un cambio di passo e che tutti, istituzioni e mondo imprese, facciano la propria parte.

- Advertisement -spot_img

Talk For

F&NEWS