mercoledì, 04 Agosto 2021

Imen, tra polemiche e uscite a vuoto

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Manuela Scognamiglio
Napoletana doc, vive a Milano e lavora nell'ambito del Digital Engagement e Intrattenimento. È appassionata di lingue e comunicazione. Apprezza le sfide, il coinvolgimento internazionale e la conoscenza, così come il confronto con le persone. Crede nella condivisione delle esperienze, nella creazione di opportunità e nel cambiamento.

Ormai errori e polemiche di varia natura sono all’ordine del giorno. È sempre stato così ma i social hanno reso le piazze più grandi e le polemiche note a tutti. Quelle di ieri, 4 luglio, hanno preso di mira l’influencer Imen Jane.

Sicuramente conoscete Will, la pagina Instagram che racconta notizie di politica ed economia in maniera semplice, diretta, a chi, oggi, ai giornali cartacei o alle notizie online comincia a preferire video brevi e immediati.

E Imen Jane? Io, personalmente, non la conoscevo. Poi, durante il lockdown dello scorso anno, leggendo chi fossero i ragazzi under 30 premiati da Forbes, la vedo nella sezione di media expert. Scopro che è la Founder di Will. Una ragazza di 26 anni, di origine marocchina, nata a Varese. Profilo intrigante. La seguo su Instagram. I follower aumentano giorno dopo giorno… deve essere una ragazza in gamba.

La comunicazione: un’arma a doppio taglio

Il 4 luglio, però, ha commesso uno scivolone. La polemica ha origine dopo una sua storia pubblicata su Instagram, nella quale racconta di come la sua amica e compagna di viaggio Francesca Mapelli (si trovavano a Palermo) fosse «rimasta male quando una commessa non le ha saputo raccontare la storia del negozio in cui lavorava, dicendole di non essere pagata abbastanza per informarsi». A quel punto l’amica le (alla commessa in questione) ha detto che «se si fosse informata abbastanza avrebbe potuto avere l’occasione di essere pagata 3 volte tanto come guida turistica». Nel video si vede l’amica che, parlando con il proprietario di un lido, dice: «invece di 3 euro all’ora te ne prendi 30 a fare la guida per Palermo a noi milanesi rompic******i».

Fioccano le critiche dei follower, che sono forse il pubblico più severo – giustamente, in questo caso. Sia direttamente ad Imen, sia tra i commenti di un post (per altro non relativo alla vicenda) di Will.

Dalla pagina Will_ita, Instagram

Diversi gli errori di comunicazione che ha commesso la ragazza:

  1. il tone of voice delle parole, che celavano un po’ di disprezzo, magari non voluto ma presente, per chi lavora, per chi è umile, dando per scontato che la colpa sia sempre dei lavoratori se sono sfruttati;
  2. il fatto che abbia parlato della vicenda con superficialità, senza approfondire e senza aver assistito in prima persona;
  3. e, forse questione più grave di tutte, l’aver quasi rimproverato alla commessa di non aver studiato, seguita dall’affermazione che, se lo avesse fatto, avrebbe guadagnato molto di più.

I follower si sono animati soprattutto rispetto all’ultimo punto: Imen Jane ha quasi “rimproverato” alla commessa di non aver studiato, quando lei stessa non lo ha fatto. L’evento ha fatto riemergere la vicenda raccontata da Dagospia l’anno scorso, che aveva rivelato come la media influencer, che si definiva “economista”, non fosse laureata, contrariamente a quanto lei stessa aveva affermato. Un errore che ha pagato caro e che l’ha allontanata da Will. Da quel momento, infatti, Imen non ha più avuto un ruolo operativo all’interno della redazione e il 30 giugno 2020 ha dovuto cedere gran parte delle sue quote agli altri soci. Ha sbagliato a mentire? Sicuramente, e ne ha pagato le conseguenze. Io però capisco il motivo per cui lo ha fatto. Perché aveva paura di non essere presa sul serio solo per il fatto che non avesse una laurea. L’Italia da questo punto di vista è ancora più tradizionale che sognatrice, non siamo gli Stati Uniti. Non fraintendetemi, credo fermamente che l’istruzione sia fondamentale; ma non ridurrei necessariamente lo studio e l’impegno alla laurea, e soprattutto non darei di default poco spazio a chi non ha un titolo. Non a caso, un libro non si giudica dalla copertina…

Da Twitter

“Social pressure”, letteralmente

Nella giornata di oggi, 5 luglio, però, Imen ha pubblicato delle storie di scuse. L’influencer si mostra dispiaciuta e riconosce il proprio errore: «mi dispiace perché le storie che ho pubblicato ieri sono state molto brutte, offensive […]. Hanno mancato di rispetto a tantissime persone […]. Ho riportato in maniera completamente superficiale un tema fondamentale, [raccontando] un episodio a cui non ero nemmeno presente, facendo già così un errore».  Riconosce poi che la possibilità di arrivare ai suoi 330mila follower è una responsabilità enorme, di cui è assolutamente consapevole: «ho sbagliato a comunicare un messaggio di quel tipo, proprio io che credo che la comunicazione sia una responsabilità enorme, ne ho sempre avuto la consapevolezza ma evidentemente devo ancora migliorarmi in questo […]. Ho sbagliato due volte sia perché da una parte sono venuta meno a tutti i valori, le campagne a cui ho sempre preso parte […] e dall’altra parte sono venuta meno alla mia stessa storia», facendo riferimento ai suoi genitori, emigrati dal Marocco per cercare opportunità che in patria non trovavano, nonostante i loro sforzi, i loro studi. Ha concluso poi affermando che «l’ideologia del sei nella condizione in cui sei perché te lo meriti e non fai abbastanza non mi appartiene per chi sono, per la mia storia, per quello che faccio […]. Dagli errori cercherò sempre di imparare e di migliorarmi».

E Will? Nonostante formalmente si sia allontanata dall’influencer, è inevitabilmente ancora associata alla sua creatrice. Il team di Will, quindi, ha annunciato che farà una diretta tra la sera del 5 luglio e la mattina del 6, per rispondere alle domande dell’audience, adottando la strada della trasparenza (la diretta comincerà poi alle 18.25 circa del 5 luglio sul profilo Instagram della pagina). Subirà ripercussioni? In termini di follower già si è verificato un calo ma è probabile che si tratti di una flessione temporanea . Il valore che gli viene riconosciuto da tutti è quello dell’obiettività, della trasparenza, della completezza dell’informazione, e anche in questo caso, è questa la soluzione che hanno scelto.

Chiedere scusa in pubblico e prendersi le proprie responsabilità non è scontato e Imen lo ha fatto con sincerità. Al di là della comunicazione però, se riflettiamo sul contenuto dell’affermazione, forse il messaggio che Imen voleva lanciare rispetto alle possibilità che un’istruzione ed una consapevolezza maggiore danno nel mondo del lavoro non è del tutto campato in aria. Ma, con i social, l’attenzione alla comunicazione è diventata talmente importante che, se si sbaglia quella, il contenuto del messaggio passa in secondo piano. Lei, preoccupata dalla reazione dei follower, ha fatto un passo indietro non solo sulla sua comunicazione sbagliata, ma anche sul contenuto del messaggio, che invece poteva avere una sua giustezza.

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