domenica, 29 Gennaio 2023

La scacchiera del lobbista

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A partire dagli anni ’30, con Catene di Karinthy, viene espresso il concetto dei sei gradi di separazione: ognuno di noi, scegliendo una persona qualsiasi nel mondo, può raggiungerla tramite un massimo di cinque persone, di cui solo una occorre sia un contatto diretto. Lo stesso concetto è stato poi riscoperto e rielaborato negli anni ’60 da Milgram. Quello che potrebbe interessarci, al di là del concetto in sé, è la base teorica: la velocità con cui è possibile muoversi all’interno della società, declinata come una rete di miliardi di nodi in cui la distanza media fra un nodo e l’altro non supera che pochi link. L’evoluzione sociale sembra essere naturalmente indirizzata ad una riduzione progressiva dei gradi di separazione, si pensi all’ormai scontato avvento del web e alla velocità di connessione diretta di questi stessi link.

Facendo un parallelo con il web, il lobbista contemporaneo può essere associato alla figura digitale del crawler. Il web crawler spider (a volte abbreviato semplicemente in “spider” oppure in “web crawler”) è un bot internet che periodicamente scandaglia il World Wide Web allo scopo di crearne un indice o, meglio ancora, una mappa. I motori di ricerca – e alcuni altri servizi – utilizzano software di questo genere per aggiornare il loro contenuto o per aggiornare gli indici web presenti nei loro database. Gli spider possono copiare il contenuto di tutte le pagine che visitano e conservarlo per dare modo al motore di ricerca di analizzarlo e indicizzarlo, ovvero catalogarlo individuandone parole chiave e argomenti trattati, in un secondo momento.

Tuttavia, ecco la differenza fondamentale: se il crawler monitora i link, il lobbista li governa. I sei gradi di separazione, per lui, non rappresentano una barriera o un limite ma, al contrario, costituiscono un’opportunità. Il primo si muove nella quantità oceanica di dati digitali con un’elevata velocità; il secondo, oltre a questo, punta sulla qualità e sulla modalità. Benché sia possibile che un lobbista, specialmente se navigato e di successo, sia in grado di giungere direttamente al contatto d’interesse, è possibile che questi decida di allungare il percorso perché strategicamente opportuno. La sensibilità che lo contraddistingue e la padronanza totale delle relazioni (quindi dei link) faranno sì che il lobbista decida di compiere, eventualmente, anche un passaggio in più. Percorrere una strada più lunga, a differenza di quello che comunemente si possa pensare, può rappresentare una strategia vincente nel campo delle relazioni istituzionali. Allo stesso modo, è possibile che decida, quasi in modo ubiquo, di percorrere anche più strade per giungere alla stessa meta. Ogni strada, ovviamente, verrà percorsa con modi e ritmi diversi: una sorta di poliritmia che, per rubare una metafora dal mondo musicale, rende il jazz ben diverso da una banale melodia.

Garry Kimovic Kasparov, il genio russo degli scacchi famoso per una partita durata 5 mesi con Karpov, altro genio delle torrette e degli alfieri, nel 1997 viene sconfitto da Deep Blue, un processore creato da IBM. Gli scacchi sono il gioco logico per antonomasia, fondato su leggi generali e intuizioni particolari. La prima mossa offre 20 possibilità; dopo due mosse si sale 71.852 possibilità; inutile dire cosa succede dalla terza mossa. Deep Blue era in grado di elaborare circa 200 milioni di mosse al secondo, 200 milioni di evoluzioni possibili, 200 milioni di collegamenti: il crawler degli scacchi. A questo punto, sembrerebbe scontato dire che se la tavola degli scacchi fosse stata la tavola delle relazioni istituzionali, delle reti, dei link, il lobbista che noi cerchiamo di descrivere sarebbe stato il sopracitato Deep Blue. Ma non è così semplice. Il super computer “giocava”, in realtà, come un dilettante dando ai diversi pezzi un valore predeterminato e decidendo di volta in volta quale mossa adottare. Kasparov, invece, aveva quello che potremmo definire il “senso della scacchiera”, la conosceva e la capiva. Approfittando di questo principio, il re degli scacchi aprì quel famoso match con un Sistema Barcza, mossa dalle conseguenze imprevedibili e che lascia aperte diverse possibilità. Deep Blue iniziò ad accusare le prime difficoltà e sembrava fosse in svantaggio fino a quando Kasparov diede sfoggio della sua umanità e fece un errore di valutazione fatale: non riuscì a prevedere l’evoluzione della partita e lasciò che Deep Blue sacrificasse un cavallo. Il nostro lobbista non lo avrebbe fatto. La sua padronanza delle relazioni, come già detto, gli avrebbe consentito di leggere in anticipo i più svariati sviluppi e, in base a questi, decidere come muovere le sue pedine. Non basta, quindi, conoscere le regole del gioco, è necessario un feeling con la scacchiera. Il lobbista non valuta solo i ruoli e i job titles degli interlocutori: ne decifra le intenzioni e i criteri di pensiero.

 

Luca Grieco

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