giovedì, 24 Giugno 2021

Il cervello felice – Dean Burnett

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In quanto comico, neuroscienziato e blogger scientifico per The Guardian, Dean Burnett sa che la comunicazione scientifica è importante ma è anche un affare molto complicato. All’inizio del suo libro “La Mente Felice: da dove viene la felicità? E perché” esprime la sua frustrazione per il modo in cui i media spesso sensazionalizzano la ricerca scientifica per vendere una storia. I giornali a volte pretendono di rivelare l’ultima verità scientifica su come essere felici con titoli simili a questi: Dimentica i soldi – come il sesso e il sonno sono la chiave della felicità, La chiave della felicità? È uno stipendio di 50k l’anno, Perché il segreto della felicità è avere 37 cose da indossare.
Ma come fa uno scienziato coscienzioso a condensare tutte le ricerche su come raggiungere la felicità e renderle accessibili?

Il metodo Burnett è quello di combinare uno stile leggero con centinaia di note accademiche, interviste con esperti e aneddoti personali, e nel complesso il suo metodo è molto efficace. Inizia descrivendo le parti del cervello e perché nessuna di loro è da sola responsabile dell’elaborazione di ogni emozione. Le emozioni corrono attraverso alcuni neurotrasmettitori chimici che hanno ognuno un ruolo, come la dopamina nel ruolo la ricompensa e il piacere, le endorfine come risposta al dolore e allo stress e l’ossitocina, in quanto ormone dell’amore. Burnett si muove tra i più diversi studi, costruendo un quadro di quello che di preciso solletica il cervello umano e perché. Solletico vero e proprio compreso. La risata, si scopre, può originarsi tra i lobi temporali, occipitali e parietali, il cui ruolo è quello di “rilevare e risolvere l’incongruenza”.

Il primo capitolo, sulla casa, spiega abilmente perché il nostro cervello ha bisogno di stabilità, privacy e di vivere nella natura. Altri riguardano l’importanza dell’amore, del sesso, del lavoro e delle amicizie. Ma Burnett ostacola ripetutamente ogni tentativo di ipotesi semplicistiche. “La personalità e nelle differenze individuali”, scrive, “che rischiano di compromettere gran parte delle mie argomentazioni”.

L’autore sa che il cervello umano ama le storie e ricalca le sue scoperte con quelle che riguardano il suo passato e la sua ricerca attuale. Scansionare il cervello è molto costoso, ci dice, quindi gli studi che lo usano tendono ad essere piccoli e raramente ripetuti, rendendo i loro risultati non molto validi scientificamente.

Ma Burnett prende una posizione chiara su quello che c’è nelle nostre teste. Il denaro “innesca la via della ricompensa nel cervello come fosse una droga”. Una mancanza di controllo sulle nostre vite lavorative “può essere psicologicamente dannosa, a volte anche clinicamente”. Il funzionamento dell’insula e della corteccia somatosensoriale potrebbe spiegare perché alcune persone pensano che le vittime di stupro o le persone povere meritino il loro destino. E il nostro status sociale è così importante per gli esseri umani che persino deridere o criticare gli altri può darci piacere. Il cervello può anche essere cattivo.

A volte, Burnett sembra planare un po’ troppo lontano, ad esempio quando afferma che l’ossitocina causa il razzismo. Lo studio che cita, “L’ossitocina promuove l’etnocentrismo umano”, di KW De Dreu, rende affascinante la lettura, ma usa solo una leggera prova sull’argomento, appena sufficiente a giustificare l’affermazione che l’ossitocina ti rende razzista.

Ma non sarebbe scientifico per questa recensione trarre conclusioni sprezzanti da questa dimensione campionaria di un commento esagerato tra diverse centinaia di osservazioni scrupolosamente riferite. Burnett è egli stesso riluttante a suggerire risposte facili. “Cosa rende felice un cervello adulto? Non si può rispondere in modo succinto, mi dispiace “, scrive. Tuttavia, egli sottolinea anche che in un mondo che causa tanta tensione al nostro cervello, “sperimentare la felicità potrebbe essere più una necessità, piuttosto che un’indulgenza”. Quindi, a rischio di semplificare eccessivamente: per essere felici dovresti avere una casa che sia sicura, abbastanza grande e vicina agli spazi verdi, avere un lavoro gratificante che offre autonomia e novità, guadagnare abbastanza denaro e trovare l’amore. Ma non concentrarti sull’ottenere denaro o amore, fai le cose che ti piacciono. Ridi molto, ma non essere comico… Oh, e trai tutti benefici da una genitorialità coerente e amorevole.

Prima, però, dovresti leggere questo libro divertente, stimolante e gratificante. Sarai felice di averlo fatto.

 

 

 

Leggi la recensione in lingua originale su The Guardian

Titolo Originale: Dean Burnett, The Happy Brain: The Science of Where Happiness Comes From, and Why, Guardian Faber 2018, 352 pp.

Traduzione di Alessia Boragine

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