martedì, 31 Gennaio 2023

Estonia: il Paese che vive nel futuro

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99% di servizi fruibili sul web, 30 start up ogni 100.000 abitanti e il 71% del PIL che proviene da aziende digitali. Benvenuti in Estonia, il Paese che vive nel futuro.
Questo piccolo Stato, che oggi può guardare dall’alto in basso – almeno in termini di tecnologia – molti altri Stati potenzialmente più moderni, ha acquistato la totale indipendenza dall’Unione Sovietica nel vicino 1991.
A distanza di trent’anni l’Estonia è riuscita a colmare il gap con i Paesi occidentali, superandoli tutti con l’esempio della capitale Tallinn considerata la città più digitalizzata del mondo.

La “Digital Republic”, come l’ha battezzata il New Yorker, ha compreso a pieno l’importanza della digitalizzazione per la risoluzione dei classici problemi che affliggono tutti i paesi (eccessiva burocratizzazione, tempistiche inadeguate, scarsa qualità dei servizi pubblici) attuando un effetto domino in positivo, che parte appunto dalla digitalizzazione.
Grazie alla tecnologia, i cittadini votano online, la burocrazia è inesistente e l’accesso ad internet rientra nei diritti fondamentali. È proprio dai diritti che questo piccolo paese (ri) parte: nel 2002 viene fornita ai cittadini una carta d’Identità digitale con la quale si accede a tutti i servizi della pubblica amministrazione.

A fianco di una pubblica amministrazione tecnologica e digitale, anche il settore privato si modernizza sempre di più, basti pensare che l’Estonia è il primo paese in Europa e al mondo, per la nascita di start up. Grazie al programma E-Residency chiunque può avviare un’azienda senza vivere nel paese, con l’intento di attrarre investimenti e classificarsi come “business friendly”.
Come si costruisce un paese moderno e tecnologico tutelando, allo stesso tempo la privacy? Alla base del sistema estone c’è la piattaforma X Road che permette ai diversi server di comunicare tra loro. Sulla questione privacy, la legge è molto chiara: ogni verifica di dati senza una legittima motivazione è vietata. Inoltre, il sistema trasparente trasmette fiducia: chiunque lascia tracce, permettendo così ai cittadini di sapere chi è entrato in possesso dei loro dati.

In Estonia, cosa impensabile per l’Italia, ci si presenta davanti alle istituzioni solo in tre casi: per sposarsi, per divorziare e per comprare una immobile; per tutto il resto c’è la carta di identità digitale che racchiude tutti i dati e permette di espletare operazioni bancarie, prescrizioni mediche e pratiche burocratiche con un enorme risparmio di tempo per i cittadini e di denaro pubblico per lo stato; con la residenza elettronica inoltre, si possono firmare contratti e aprire un’azienda in pochi click.
L’Italia, in questo momento storico deve guardare all’efficienza dell’Estonia come obiettivo da raggiungere, anche alla luce degli stanziamenti che arriveranno dall’UE e che possono essere l’unica vera opportunità per una rapida e forte spinta in avanti.
Un paese digitalizzato, oltre che più moderno, sarà più efficiente e più sostenibile. L’Italia è ancora in tempo per seguire la strada dell’Estonia, passata da satellite dell’Unione Sovietica a repubblica digitale nel giro di trent’anni.

Articolo di Flavia Stefanelli

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