mercoledì, 04 Agosto 2021

L’Energia Digitale: ricerca e sviluppo di nuove fonti e tecnologie

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Luigi Santoro
Dopo la laurea in Filosofia (anzi, Scienze Filosofiche!) alla Federico II di Napoli si è messo a studiare il tedesco, cosa che l’ha spinto oltre il baratro della follia, sul cui ciglio vagava dopo aver scritto una tesi su Adorno. Invece di proseguire con la carriera dell’insegnamento ha deciso di voler avere a che fare con il mondo aziendale; ora non lavora in azienda. Scrive molto, vorrebbe leggere di più.

«Siamo all’incrocio tra due grandi transizioni: quella ecologica e quella digitale»

Con queste parole è stato dato il via al talkFORenergy del 24 giugno dal titolo “L’energia digitale. La ricerca e lo sviluppo di nuove fonti e tecnologie”. Hanno partecipato Francesca Zarri, Felice Granisso, Dario Guarascio e Pasquale Troianiello; l’incontro è stato moderato da Claudio Velardi.

L’esperienza al servizio della transizione

«La nostra industria ha davanti a sé sfide epocali e l’innovazione digitale gioca un ruolo decisivo». Francesca Zarri, Director Technology, R&D & Digital – Eni ha così cominciato il proprio intervento, specificando poi come Eni sia impegnata nel perseguire gli obiettivi net zero europei entro il 2050, in coerenza con quella che è la mission dell’azienda, per garantire una transizione energetica che sia «equa, duratura per l’ambiente e per le comunità nelle quali Eni opera». È dagli anni, ’70, del resto, che in Eni ci si serve di applicazioni digitali avanzate: si pensi alle simulazioni avanzate di giacimento, che stanno consentendo di spostare il mix estrattivo dall’olio al gas naturale, e al machine learning. Quest’ultimo si rivela fondamentale nell’ambito della sicurezza sul lavoro, ad esempio; con il progetto Safety Pre-Sense, infatti, Eni vuol garantire tale sicurezza tramite sofisticate tecniche di analisi di una enorme mole di dati raccolti su eventi HSE verificatisi in Italia e negli altri Paesi in cui Eni opera. Ma è fondamentale anche condividere i dati tra famiglie professionali diverse: ed è quello che si fa tramite il supercomputer HPC5 (High Performance Computing – layer 5), capace di 51.7 milioni di miliardi di operazioni matematiche al secondo. Tale potenza di calcolo ha contribuito ad individuare un farmaco – attualmente in fase di test – utile per combattere il Covid. Insomma le soluzioni digitali fanno parte di quella che è la realtà del colosso dell’energia nostrano.

Si tratta di una vera e propria cultura del digitale che permea ogni ambito della realtà Eni e consente un «unlocking di possibilità enormi», mostrando come il digitale sia strumento abilitatore e non semplicemente il fine. In altre parole, si aprono possibilità che prima erano solo immaginabili.

Eccellenze italiane al servizio del progresso

L’esperienza di Felice Granisso, socio fondatore di TeaTek – azienda che opera principalmente nel fotovoltaico e nel trattamento delle acque – mostra come non sia più possibile non fare i conti con le tematiche della digitalizzazione. Dal 2009 ad oggi, TeaTek è riuscita ad internazionalizzarsi lavorando in mercati maturi come quello UK, della Spagna, degli Emirati Arabi; si tratta della «classica azienda green, nata nel settore delle energie rinnovabili e nel settore delle acque, con lo scopo di portare automazione e digitalizzazione in questi settori». Una realtà globale, leader in Italia del telecontrollo delle reti idriche integrate, che sta attualmente rafforzando la propria attività nel mondo IoT, con l’ambizioso obiettivo di costruire una «propria piattaforma IoT per l’efficientamento delle reti idriche integrate». I grandi general contractor possono beneficiare degli impianti fotovoltaici costruiti da TeaTek (ad Abu Dhabi verranno costruiti 1.2 giga di impianti fotovoltaici). 1000 persone impiegate nel mondo, 200 in Italia, con una visione orientata alla continua ricerca ed innovazione tecnologica; a luglio nasceranno a tal proposito due nuove startup innovative – nel settore water e nella smart road. A Dubai, TeaTek partecipa alla costruzione dell’Al Maktoum Solar Park, che sarà l’impianto fotovoltaico più grande del mondo e, nel mentre, sperimenta una strada fotovoltaica.

In tal senso è molto importante la ricerca sui materiali; il mondo del digitale pone delle sfide al mondo dell’ingegneria dei materiali. La smart road richiede di «unire l’expertise nel mondo della digitalizzazione all’expertise nell’installazione di impianti fotovoltaici»; la green economy, come si vede, offre un numero elevatissimo di opportunità la cui chiave è proprio la digitalizzazione.

Il bivio energetico

Un focus sul ruolo della digitalizzazione nel mondo energetico è stato fatto da Pasquale Troianiello, Direttore Project Management Office – Fores Engineering, che ha mostrato come «modelli tradizionali stiano oramai diventando obsoleti e stanno nascendo nuovi modelli de-regolamentati, competitivi, de-carbonizzati»; nuove forme di energia ed efficientamento nei consumi. Come gestire, dunque, questo cambiamento epocale? Fores Engineering mette la sua quasi trentennale esperienza a supporto della transizione energetica, consapevole del fatto che il settore dell’energia si trovi dinnanzi ad un bivio; e deve necessariamente imboccare quella strada che consentirà di stare al passo mediante tutta una serie di strumenti (IoT, Big Data, AI, machine learning). Le aziende, dal canto loro, mostrano diverse volontà ed esigenze (ad esempio, il 5% delle aziende vuole essere leader in questo ambito) anche perché ritengono di non avere, ancora, le competenze specifiche richieste dal settore, dalle nuove necessità legate appunto a IA e machine learning; cosa bisogna fare per poter dire la propria? Sicuramente accettare il cambiamento, crederci, ovviamente investire in ricerca e nuove tecnologie ma anche saper cogliere le opportunità, rafforzarsi ed essere pragmatici. La Fores Engineering è impegnata da anni per quanto riguarda la transizione energetica e ultimamente ha creato prodotti innovativi in tal senso. Notevole è l’SaaS AIPMS (Asset Integrity Performance Management) che offre, tra l’altro, un servizio di manutenzione predittiva, analizza i dati e suggerisce soluzioni per l’efficienza globale, lavora sul consumo energetico e suggerisce azioni per l’integrità degli Asset.

«I cambiamenti e le trasformazioni inducono sempre preoccupazioni ma creano prosperità e benessere»; e non si può prescindere da trasformazione digitale, le nuove frontiere energetiche e la tutela ambientale.

Uno sguardo d’insieme verso il futuro

Dario Guarascio, Senior Fellow – Centro Economia Digitale, ha chiuso l’incontro offrendo valutazioni più generali sul senso di queste due grandi transizioni. Se, da un lato, «avere un settore energetico solido e che garantisce flussi stabili è strategico e determinante per la competitività», dall’altro lato il settore che contribuisce maggiormente all’impatto ambientale, specialmente con l’emissione di gas serra. Ad esempio, in Italia continuiamo ad avere forte dipendenza dalle fonti fossili e fondamentali sono le politiche circa la decarbonizzazione e la crescita del gas come fonte.

Una crescita della produzione derivante da fonti rinnovabili è innegabile ed è importante avere una prospettiva di lungo periodo per comprendere quali strumenti mettere in campo nel prossimo futuro; ma quanto costa questa crescita? Conosciamo gli obiettivi di politica ambientale (net zero entro il 2050, decarbonizzazione, sicurezza energetica, economia circolare ecc.) ma bisogna rendersi conto della complessità del sistema, dove le istituzioni giocheranno un ruolo cruciale. C’è, insomma, «interconnessione tra diversi settori e integrazione di politiche e di pratiche che devono mutare in maniera congiunta»; in altre parole, tutti i settori protagonisti devono cambiare ed agire insieme per ottenere i risultati sperati. La digitalizzazione in tal senso ha un ruolo chiave, si pensi alle smart grid, all’IoT, blockchain, alle piattaforme digitali, ma non dimentichiamo che anche la digitalizzazione avrà il suo impatto ambientale – si pensi all’estrazione di materiali che consentono il funzionamento dei nostri device digitali.

Saranno i dati ad essere quegli elementi chiave per tutti i progetti di transizione; c’è un grande vantaggio che proviene dall’utilizzo e dall’analisi dei dati e dobbiamo sfruttarlo per poter avviare una transizione digitale sostenibile, in tandem con quella energetica.

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