giovedì, 21 Ottobre 2021

Un’economia dell’energia “a idrogeno” in Sudafrica sembra fattibile

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Il rapporto sullo studio di fattibilità dell’Hydrogen Valley del Dipartimento di Scienze e Innovazioni (DSI) e dei partner ha valutato positivamente il progetto.

Prodotto in collaborazione con Anglo American Platinum, il fornitore di soluzioni per l’energia pulita Bambili Energy e la società di energia e servizi ENGIE, lo studio afferma che una Hydrogen Valley ha il potenziale per creare fino a 32.000 posti di lavoro all’anno entro il 2030.
Si stima un potenziale impatto sul PIL, diretto e indiretto, dei progetti H2 nel Paese che va dai 3,9 a 8,8 miliardi di dollari, se l’Hydrogen Valley dovesse essere pienamente realizzata. Questo progetto potrebbe portare nelle casse del Sudafrica da 900 a 2.000 milioni di dollari in più di entrate fiscali entro il 2050.
Secondo il rapporto, «queste entrate potrebbero essere utilizzate per investire nell’economia dell’idrogeno e aumentare ulteriormente l’impatto positivo».

La creazione di posti di lavoro, secondo lo studio, ha anche il potenziale per contribuire alla “transizione giusta”:
«ad esempio, i lavori che richiedono la formazione della forza lavoro metteranno i lavoratori di sesso maschile e femminile su un piano di parità».
Secondo il DSI, l’Hydrogen Valley fungerà da cluster industriale, riunendo varie applicazioni di H2 nel Paese per formare un ecosistema di idrogeno integrato.
L’iniziativa è destinata anche a svolgere un ruolo chiave nel sostenere il piano di ricostruzione e ripresa economica per il Sudafrica.

Iniziativa nazionale per ridurre la dipendenza del paese dal petrolio importato

Nel suo discorso di apertura, il direttore generale del DSI, il dottor Phil Mjwara, ha affermato che l’istituzione della zona H2 è stata un’importante iniziativa nazionale. «L’attuazione della fase 3 del piano di ricostruzione e ripresa economica è guidata dagli elementi fondamentali della ricostruzione e della trasformazione e ciò comporta la costruzione di un’economia sostenibile, resiliente e inclusiva».

Mjwara ritiene che questa struttura abbia un grande potenziale per sbloccare la crescita e rivitalizzare il settore industriale. Inoltre, questa mossa renderà il Sudafrica un esportatore di idrogeno verde conveniente nel mondo.
«E una delle cose di cui sono particolarmente entusiasta è che è anche importante vedere questa Hydrogen Valley come un luogo che aprirà la formazione ai giovani», ha detto Mjwara.

In altri Paesi, queste Valley vengono utilizzate per promuovere tecnologie emergenti pulite e sostenere la riduzione delle emissioni. Nel frattempo, le tecnologie dell’idrogeno e delle celle a combustibile offrono una fonte alternativa di elettricità pulita, mentre l’idrogeno consente di immagazzinare e fornire energia utilizzabile.

«L’utilizzo dell’idrogeno come vettore energetico potrebbe potenzialmente ridurre la dipendenza del Sudafrica dai combustibili fossili che causano il riscaldamento globale, riducendo al contempo la dipendenza del Paese dal petrolio importato».
Mjwara ha affermato che l’attuazione di questa complessa iniziativa non sarebbe realizzabile a meno che il governo non continui con le sue partnership in corso.

L’economia dell’idrogeno per contribuire a una transizione energetica giusta

Natascha Viljoen, CEO del business PGM di Anglo American: «l’opportunità di creare nuovi motori di attività economica attraverso l’idrogeno è stata convalidata attraverso questo studio di fattibilità con i nostri partner».

In qualità di produttore leader di metalli del gruppo del platino (PGM), Viljoen ha affermato che la società ha lavorato per creare il giusto ecosistema per sviluppare, ampliare e distribuire con successo soluzioni alimentate da H2. «Questi includono investimenti in iniziative innovative e tecnologie abilitanti, nonché la creazione di collaborazioni ad ampio raggio in tutto il settore, per sfruttare appieno il potenziale di trasformazione dell’idrogeno verde per la nostra economia in Sudafrica», ha aggiunto.

L’Hydrogen Valley proposta dal Paese sorgerà vicino Mokopane nel Limpopo, dove vengono estratti i metalli del gruppo del platino (PGM), estendendosi attraverso il corridoio industriale e commerciale fino a Johannesburg e portando infine a Durban.
Tre hub catalitici di idrogeno verde sono stati identificati nell’Hydrogen Valley in Sudafrica. Questi hub sono stati identificati in base a località con un potenziale per un’elevata concentrazione della domanda futura di idrogeno, la possibilità di produrre idrogeno (accesso al sole/eolico, infrastrutture idriche) e contributi alla transizione giusta.
Questi hub – a Johannesburg, Durban/Richards Bay e Mogalakwena/Limpopo – ospiteranno progetti pilota e contribuiranno al lancio dell’economia dell’H2 nella Hydrogen Valley.

L’amministratore delegato di Bambili Energy, Zanele Mavuso Mbatha, ritiene che il progetto porterà una significativa consapevolezza pubblica sulle soluzioni di energia rinnovabile e contribuirà in modo significativo agli obiettivi nazionali e provinciali per nuovi investimenti, creazione di posti di lavoro, fonti di energia rinnovabile e nuovi mercati di esportazione.
«Questa iniziativa è alla base di un mercato in crescita per l’economia sudafricana, sostenendo la missione di Bambili Energy, che aiuta anche a ridurre i livelli globali di emissioni di carbonio», ha affermato Mbatha.

Articolo a cura di Theresa Smith, ESI Africa

Traduzione a cura di Luigi Santoro

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