lunedì, 16 Maggio 2022

Earth Technology Expo 2022: le tecnologie del futuro

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Francesca Santoro
Classe '95. Cultrice di linguistica generale, scrittrice in erba, lettrice appassionata. Ama i bei film e le serie tv, ma non più dei suoi gatti. Teinomane convinta.

Oggi, 11 gennaio, si è tenuta il webinar sulla presentazione dell’Earth Technology Expo 2022 con il Summit “Ecosistema mediterraneo: clima, acqua, agricoltura, energia, gestione delle emergenze”.

La conferenza è stata ricca di riflessioni stimolanti da parte di tecnici ed esperti su temi di attualità come PNRR, digitalizzazione, transizione ecologica e digitale, territorio, rischi ambientali. La Sala Congressi del Dipartimento nazionale di Protezione Civile, a Roma, ha ospitato l’evento, una sede in linea con gli argomenti affrontati. Hanno partecipato Fabrizio Curcio, Marina Sereni, Laura Lega, Stefano Laporta, Ermete Realacci, Elisa Grande, Laura Di Raimondo, Mauro Grassi, Gabriele Scarascia Mugnozza, Antonio Navarra, Francesco Longo, Tania Tellini, Andrea Taramelli, Franco Violo, Armando Zambrano, Nicola Casagli ed Erasmo D’Angelis. I moderatori erano Mario Tozzi e Deborah Cocco.

L’acqua, protagonista di Expo 2022

Nell’introduzione Mario Tozzi ha sottolineato la stretta connessione fra problematiche ambientali ed economiche, e l’importanza della tecnologia in questi aspetti. La tecnologia è stata il fil rouge di tutta la conferenza, e lo sarà anche nella prossima edizione di Earth Technology Expo 2022 (5-8 ottobre): Fabrizio Curcio, Capo Dipartimento della Protezione Civile, ha anticipato che il tema dell’edizione del 2022 sarà l’acqua. Inoltre, guardando all’attività emergenziale, ha indicato gli strumenti necessari per la gestione delle emergenze: lo strumento finanziario, il tema delle procedure, il tema culturale e infine anche la sfida tecnologica. In ambito europeo, Curcio ha evidenziato come i temi del cambiamento climatico e della riduzione del rischio catastrofico siano da affrontare in ambito internazionale, mondiale. È in quest’ottica che l’Italia si è candidata al World Water Forum 2024.

«Le tematiche della transizione ecologica ed energetica e quelle connesse con l’accesso all’acqua sono sempre più al centro dell’agenda internazionale e del nostro Paese», ha detto Marina Sereni, Viceministra del Ministero degli Affari Esterni e della Cooperazione Internazionale. È centrale anche la collaborazione fra ministero e protezione nell’aumentare l’attenzione verso la prevenzione e la gestione delle catastrofi. L’Expo 2022 ospiterà anche il Summit Euromediterraneo: la regione mediterranea è particolarmente esposta al cambiamento climatico.

Spesso si sottovaluta l’importanza dell’acqua – la cui gestione è centrale anche per quanto riguarda gli interventi umanitari. La Viceministra ha ricordato l’iniziativa internazionale 30by30 per proteggere il 30% di mari e oceani in tutto il mondo.

Le opportunità tecnologiche

Anche Laura Lega, Capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile, è tornata sulla rilevanza della prevenzione, strutturale e culturale. L’Expo 2022 può essere un utile «contenitore strategico», che dia il via a un sistema integrato di formazione e sviluppo culturale di una sensibilità reale verso certe tematiche. Lega ha osservato come l’utilizzo di tecnologie, come i droni e i satelliti, hanno un ruolo primario anche in scenari di rischio idrogeologico, in attività di monitoraggio. Il corpo nazionale è estremamente attivo anche in ambito di sostenibilità e decarbonizzazione, con il supporto del PNRR. Della centralità del PNRR ha parlato anche Stefano La Porta, Presidente Ispra, perché si possa costruire un Paese veramente sostenibile e resiliente. La tutela del territorio e dell’’ambiente sono indispensabili per garantire una ripartenza, una resilienza e una sostenibilità concrete. La Porta ha sottolineato l’importanza della cooperazione fra gli attori coinvolti per la tutela ambientale.

«Sicuramente la risposta tecnologica può aiutare ma non è la risposta, è solo una parte della risposta. Non esiste efficacia della risposta tecnologica che non sia anche politica, economica, sociale», ha osservato Ermete Realacci, Presidente della Fondazione Symbola. Il contributo dell’Italia nel sistema di risposta alle emergenze può essere importante, ma è fondamentale anche la coesione con l’Europa sui temi di transizione verde, digitale. Elisa Grande, Capo Dipartimento Casa Italia Presidenza del Consiglio, ha parlato della portata della pandemia, che ha messo in luce come carenze in investimenti in cultura e tecnologia possono avere effetti catastrofici.  Tuttavia, la pandemia ci ha anche raccontato «la resilienza degli italiani alle nuove tecnologie, alla capacità degli uomini di trasformare crisi in opportunità». Sempre grazie alla pandemia, abbiamo ricordato che quando si tratta di fare innovazioni, avere nuove idee, la cooperazione dà più frutti della competizione.

Sul fronte telco, l’intervento di Laura di Raimondo, Direttore Generale di Asstel, si è focalizzato sul ruolo che hanno le tecnologie non solo nella gestione delle emergenze ma anche nella vita quotidiana. Digitale e tecnologia sono strumenti necessari per lo sviluppo di nuove competenze, e «il Paese ha bisogno di soluzioni strutturali, a cominciare dall’accesso al digitale per tutti, per non lasciare indietro nessuno». Visione e concretezza sono le parole d’ordine di questa fase ancora emergenziale della pandemia, una nuova realtà che consenta a noi cittadini «di fare un salto quasi quantico verso quello che non è il futuro ma è oggi, per non rimanere indietro rispetto agli altri Paesi europei».

Verso Expo 2022

Mauro Grassi, Direttore di Earth Technology Expo, ha indicato come obiettivo principale di Expo 2022 la creazione di cultura e prevenzione per la gestione della Terra. Nella prossima edizione ci saranno importanti novità: i nuovi locali, con la sede della Fortezza da Basso che permette circolarità, efficienza, centralità di tutta l’esposizione; gli atelier tecnologici, utili al dialogo per lo sviluppo di nuove idee; il Forum Euromediterraneo Clima Acqua Energia Governance; Applytech, il catalogo dell’Innovazione in Italia, un sistema per informare e formare; verrà presentato infine un punto sul monitoraggio del PNRR in Italia.

Gabriele Scarascia Mugnozza, Presidente Commissione Grandi Rischi Protezione Civile, ha sottolineato come la conoscenza del territorio sia fondamentale per il monitoraggio, la gestione, la pianificazione. Un approccio multirischio è indispensabile per la previsione e la prevenzione. Su alcuni temi come agricoltura, acqua, energia, l’Italia ha un ruolo fondamentale, anche in Europa.

L’innovazione a volte è vista come recupero di un ritardo, ha detto Antonio Navarra Presidente del Centro EuroMediterraneo per i cambiamenti climatici, ma bisogna andare avanti, per poter cooperare e competere con i partner europei. In questo senso l’Expo è cruciale, è un punto di riferimento per lo sviluppo nel settore. Anche per Francesco Longo dell’Agenzia Spaziale Italiana l’Expo è un’occasione di conoscenza, collaborazione, cooperazione fra soggetti industriali e istituzionali. Oltre alla componente spaziale, l’ASI vuole creare anche sistemi migliori che vadano incontro alle esigenze di protezione civile, cooperando per il benessere del cittadino.

Tania Tellini, Coordinatrice Settore Acqua Utilitalia, ha sottolineato come la gestione della risorsa idrica sia una questione di estrema rilevanza a livello nazionale ed europeo. Serve una collaborazione fra enti, cittadini, nonché trasparenza per quanto riguarda gli impianti di riuso delle acque.

«Ci sono due necessità» ha evidenziato Andrea Taramelli, Delegato Nazionale User Forum CopernicusPortare a conoscenza il lavoro che si sta facendo. E far interagire maggiormente settore pubblico e imprese. L’Expo 2022 su entrambi i punti può dare un enorme contributo». La tecnologia, inoltre, può diventare uno strumento quotidiano, e la sfida del PNRR è l’inclusione dei giovani nel percorso. Ete rappresenta in questo un contesto in aggiornare la discussione. Lo sviluppo tecnologico rappresenta uno sforzo congiunto di tutti gli attori coinvolti.

La cultura della prevenzione

Franco Violo, Presidente Consiglio Nazionale Geologi, ha sottolineato l’importanza della gestione e pianificazione oculata e razionale delle acque. «Le nuove tecnologie, i sistemi di monitoraggio, sono molto utili e devono essere sempre più utilizzati». Serve infatti ridurre il rischio e le cause dei cambiamenti climatici, ma anche adattarsi ad essi con attività di prevenzione e conoscenza.

La sostenibilità senza dubbio è diventata parte integrante dell’attività professionale e della formazione professionale. La cultura della prevenzione, ha sottolineato Armando Zambrano, Presidente Consiglio Nazionale Ingegneri, è un tema fondamentale per i prossimi anni, da affrontare a 360°. Problema sismico, vulcanico, chimico-industriale, sono tutti settori da guardare con attenzione. Il rischio idrogeologico, in particolare, è da monitorare non solo per quanto riguarda la struttura dei fabbricati ma anche per il terreno e le aree circostanti.

Nicola Casagli, del Dipartimento Scienze della Terra Università di Firenze, ha osservato come lo sviluppo tecnologico maggiore avvenga soprattutto come conseguenza di eventi disastrosi – basti pensare alla pandemia. Ma anche il naufragio della Costa Concordia, nel 2012, è stato un impulso al miglioramento della sicurezza della navigazione, al monitoraggio marino. L’Italia dimostra meno capacità nel periodo normale anche a causa della burocrazia paralizzante – che costituisce un pericolo anche per il PNRR.

Una tradizione tecnologica millenaria

Erasmo D’Angelis, Segretario generale autorità di bacino distrettuale centro Italia, ha concluso considerando che le catastrofi naturali in Italia sono purtroppo sempre più frequenti, e l’Italia è un Paese a rischio per la conformazione territoriale. Abbiamo però ereditato una grande tradizione di tecnologie e tecniche dai nostri antenati romani ed etruschi. La nostra storia ci insegna che «ogni volta che la tecnologia ha fatto un passo avanti di qualità è aumentata la sicurezza delle nostre città, delle nostre vite», ha sottolineato D’Angelis. La banda ultra-larga ne è un esempio.

L’Expo 2022 ha l’ambizione di essere vetrina della transizione ecologica e digitale. «Vogliamo dimostrare che anche nei periodi più bui c’è un’Italia che ha un’incredibile forza di reazione».

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