martedì, 22 Giugno 2021

E che je volemo dì. Elogio di DiFra

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Confesso, ho seguito solo un profeta calcistico: Zdeněk Zeman. Il suo calcio romantico e non-sense, ottimista e irrazionale, era l’idea resa prassi che anche Davide può battere Golia. Ma ieri sera ho ascoltato Eusebio Di Francesco, allenatore della Roma, teatino, classe ’69, alla prima esperienza da allenatore in Champions League, di fronte alla finale scippata da un gol in fuorigioco a Liverpool e a un rigore con annessa espulsione non concesso, fare spallucce e non recriminare.

Piuttosto, nel dopo partita, quando gli animi potevano essere ancora accesi, DiFra ha parlato degli errori commessi dalla squadra e dell’orgoglio di essere arrivati fin lì, fino a un passo dalla finale di Kiev. L’intervista di DiFra andrebbe trasmessa a ripetizione nelle scuole calcio e non solo, perché mi ha ricordato un altro grandissimo allenatore (ma di pallavolo) Julio Velasco e la sua lotta infinita contro la cultura degli alibi.

La consapevolezza che DiFra ha portato alla Roma è un valore su cui nessuno a inizio stagione avrebbe puntato un cent. Ripercorriamo questi ultimi 9 mesi: la prima stagione giallorossa dopo l’addio di Totti, il calciatore più importante della storia della Roma, la campagna acquisti che ha indebolito la squadra vendendo i suoi pezzi migliori – tipo il feral Salah – lo scetticismo di un ambiente difficile nei confronti di un allenatore che aveva guidato solo squadre di provincia.

Eppure, contro ogni previsione pessimistica, DiFra ha dato un gioco alla squadra, ha valorizzato i giovani campioni, si è seduto alla tavola delle grandi d’Europa dopo aver fatto ballare corazzate come Chelsea e Barcellona.

Stamattina ho incontrato il mio amico Paolo, ci siamo guardati commossi e ci siamo abbracciati. Dispiaciuti per l’eliminazione, ma felici di aver visto la nostra Roma lì, coraggiosa e bella, affamata e sfortunata a un passo dalla storia. “Che je volemo dì a DiFra?” mi ha detto il mio amico.

E che je volemo dì? Grazie DiFra, grazie di tutto quello che hai fatto e farai per la Roma.

 

di Francesco Nicodemo

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L’intervista a fine gara andrebbe trasmessa a ripetizione nelle scuole calcio e non solo, ricorda Julio Velasco e la sua lotta infinita contro la cultura degli alibi

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