giovedì, 21 Ottobre 2021

Dal cuore della terra

Da non perdere

Luigi Santoro
Dopo la laurea in Filosofia (anzi, Scienze Filosofiche!) alla Federico II di Napoli si è messo a studiare il tedesco, cosa che l’ha spinto oltre il baratro della follia, sul cui ciglio vagava dopo aver scritto una tesi su Adorno. Invece di proseguire con la carriera dell’insegnamento ha deciso di voler avere a che fare con il mondo aziendale; ora non lavora in azienda. Scrive molto, vorrebbe leggere di più.

Articolo di Luigi Santoro

[…] Sgorgano da segrete caverne fonti purissime d’orrido fuoco […]

(Pindaro, Pitica I)

Ho preso in prestito la penna di Pindaro per descrivere il fenomeno eruttivo dell’Etna. Un monte da cui sgorgano lava e fiamme aveva sull’immaginario mitico collettivo dell’antichità un impatto fortissimo; e infatti nell’Etna, secondo la mitologia antica, aveva sede la fucina di Efesto, il dio fabbro zoppo, le cui abilità di forgiatore erano impareggiabili.

Il fuoco come creatore – e come distruttore; o meglio, il calore del fuoco, l’energia che il calore genera. Quella che in tempi antichi era la potenza divina di Efesto è oggi, in termini meno affascinanti ma un po’ più accurati, l’energia geotermica.

La risposta è sotto i nostri piedi

Quando parliamo di energia geotermica ci riferiamo a quel tipo di energia generato da fonti geologiche di calore: un’energia rinnovabile, alternativa e soprattutto pulita. In Islanda, l’elettricità prodotta tramite fonti di energia geotermica rappresenta il 30% della produzione nazionale e circa l’85% delle abitazioni viene riscaldato tramite questa fonte energetica.

Chiaramente, non è in discussione il potenziale dell’energia geotermica come fonte di energia rinnovabile e climaticamente neutra: il calore naturale presente nella crosta terrestre non produce emissioni di CO2 e l’energia termica costantemente fornita può essere utilizzata sia come fonte di calore sia per la produzione di elettricità. Il problema, dunque, è riuscire ad utilizzare il calore geotermico oltre gli hotspot termici in Islanda, Indonesia o Nuova Zelanda. 

In un momento storico come quello attuale, dove la salvaguardia dell’ambiente e del clima – insieme all’attenzione nei confronti delle fonti energetiche rinnovabili – fondano il dibattito sul futuro green mondiale, fa senz’altro piacere leggere come la Svizzera abbia compiuto un importante passo avanti nel campo dell’energia geotermica.

La Svizzera per il futuro

Già nel 2006, a Basilea, ci fu un tentativo in tal senso ma le stimolazioni idrauliche causarono una serie di terremoti; ad inizio anno, a circa 1.1 km di profondità, in una ex galleria di ventilazione nel Massiccio del San Gottardo (nelle Alpi Svizzere), è stato costruito un serbatoio geotermico permeabile nella roccia granitica. Con il sostegno dei progetti GEOTHERMICA e DESTRESS, finanziati dall’Unione Europea, la Svizzera potrebbe aver aperto la porta verso un utilizzo su ampia scala di calore geotermico sostenibile.

Il serbatoio è stato creato da Geo-Energie Suisse AG, partner del progetto DESTRESS, ed ha mostrato come sia possibile realizzare il concetto di stimolazione geotermica a più fasi – brevettato dall’azienda nel 2012 – sia in effetti realizzabile all’interno di una roccia granitica. Al fine di ridurre al minimo il rischio sismico, la stimolazione idraulica viene eseguita in sezioni ed in piccole fasi scaglionate; poi, una sequenza di sezioni del serbatoio viene generata lungo un pozzo trivellato orizzontalmente ed avviene infine il collegamento con un secondo pozzo deviato orizzontalmente. Il politecnico federale di Zurigo, altro partner del progetto DESTRESS, ha messo a disposizione il Bedretto Underground Laboratory for Geoenergies, dove Geo-Energie Suisse AG ha dimostrato che questo concetto di stimolazione a più stadi funziona.  

Peter Meier, CEO di Geo-Energie Suisse, ha dichiarato: «we succeeded in increasing the permeability by a factor of 10 to 100 in the compact granite of the Gotthard massif with the help of targeted stimulations, and in measuring and controlling the microseismicity necessary for the development of fissures» («siamo riusciti ad aumentare la permeabilità di un fattore da 10 a 100 nel granito compatto del massiccio del Gottardo con l’aiuto di stimoli mirati, ea misurare e controllare la microsismicità necessaria per lo sviluppo delle fessure»).

Secondo la narrazione mitica, Efesto forgiò le armi di Achille, Brokk e Sindri (fabbri nani appartenenti alla tradizione mitica nordica) crearono Mjöllnir, il martello di Thor che tanta fortuna ha avuto nell’universo cinematografico recente; ma quando il mito lascia il posto alla scienza e alla tecnica la Fucina del Dio Fabbro può infine diventare reale.

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