venerdì, 07 Ottobre 2022

Crisi energetica: soluzioni a confronto

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Luigi Santoro
Dopo la laurea in Filosofia (anzi, Scienze Filosofiche!) alla Federico II di Napoli si è messo a studiare il tedesco, cosa che l’ha spinto oltre il baratro della follia, sul cui ciglio vagava dopo aver scritto una tesi su Adorno. Invece di proseguire con la carriera dell’insegnamento ha deciso di voler avere a che fare con il mondo aziendale; ora non lavora in azienda. Scrive molto, vorrebbe leggere di più.

Con l’avvicinarsi dell’autunno si rafforzano i timori e le preoccupazioni sull’energia. Diversi gli spauracchi che turbano le notti italiane: blackout, possibili razionamenti, consumi ridotti – in due parole, crisi energetica.

E proprio di crisi energetica e di possibili soluzioni abbiamo parlato all’incontro organizzato il 14 settembre dalla Fondazione Ottimisti&Razionali (qui il video completo dell’evento). L’incontro fa parte del più ampio progetto “La mia Energia” (qui, invece, per il resoconto del primo incontro), promosso da FOR.

Crisi energetica: il dibattito tra esperti e politici

Nella suggestiva Arciconfraternita dei Bergamaschi, il dibattito tra esponenti politici ed esperti – moderato dal Direttore di FOR Michele Vitiello – ha contribuito a far luce sulle diverse “strategie energetiche” dei partiti protagonisti delle elezioni alle porte. Le risposte alla prima domanda posta da Simona Benedettini (Energy Analyst FOR) sul mercato tutelato hanno chiarito che, sebbene dalla parte delle forze politiche vi sia l’intenzione di passare al mercato libero, il contesto attuale non lo consente. O, meglio, non ne fa una priorità. Per Luca Squeri (Forza Italia), infatti, “il percorso verso una liberalizzazione del mercato del gas e dell’elettricità deve avvenire in un contesto normale e quello odierno non lo è”.

Altre sono, dunque, le priorità attuali individuate. Serve pragmatismo, come ha sottolineato Paolo Arrigoni (Lega), ricordando per altro che di caro energia si è cominciato a parlare della metà dello scorso anno. Ma a proposito di caro energia: l’Italia, ad ora, non fa uso di energia nucleare nel proprio mix energetico. Lo ha ricordato Umberto Minopoli (Presidente AIN), che ha sottolineato come in Italia si ricorra per il 50% al gas nella generazione elettrica senza utilizzare affatto il nucleare. Come la pensano, dunque, i partiti sull’energia dell’atomo?

Che dire sul nucleare?

Secondo Giuseppe Zollino (Azione), “sul lungo periodo serve, in Italia, un mix di rinnovabili e nucleare”. Sulla stessa scia Luca Squeri, secondo cui il compimento della transizione energetica ed ecologica, così come anche il raggiungimento dell’autonomia energetica, passa necessariamente dalle fonti rinnovabili accompagnate dal nucleare. E, se la Lega si è espressa a favore del nucleare (“il futuro dell’Italia non può essere solo rinnovabile” ha detto Arrigoni, “gli italiani hanno detto in passato no al nucleare ma le tecnologie, i tempi, gli obiettivi sono cambiati”), il PD, al contrario, resta contro la reintroduzione dell’atomo nel mix energetico italiano. Chiara Braga (PD), infatti, ha ricordato come il Partito Democratico ritenga “fuorviante” parlare di sviluppo nucleare. Niente nucleare da fissione, quindi, anche se uno spiraglio c’è per quel che riguarda la fusione: “il nucleare da fusione deve essere sostenuto e supportato con fondi pubblici per la ricerca”; ma, per Braga, l’immediato futuro deve essere rinnovabile. Tenendo conto della SEN (Strategia Energetica Nazionale), approvata nel 2017, che ritiene fondamentale il ruolo del gas come strumento di transizione. E di gas ha parlato Andrea Tremaglia (FdI), il quale ha posto l’accento sulla necessità di ridurre la dipendenza dell’Italia dall’esterno, per quanto riguarda l’energia, e sul fatto che “non sarà facile fare a meno del gas sul breve, medio e lungo periodo”.

Sussidi, tassazione o divieti?

Il professore Massimo Nicolazzi, nel porre la sua domanda, ha spiegato come, per stimolare i cambiamenti individuali nell’ottica della transizione (come, per esempio, sostituire un fornello a gas con uno elettrico e via di seguito), siano fondamentalmente tre le strade da poter seguire: sussidi, tassazioni o divieti. Quale via sceglierà il prossimo governo? Per Luca Squeri si deve evitare la tassazione, mentre il sussidio serve se sostenibile; i divieti, se tassativi, sono controproducenti. Per Zollino, l’unico modo per far sì che le tecnologie della decarbonizzazione vengano utilizzate in maniera diffusa è il loro utilizzo “coerente e razionale”. Solo così verrà compreso che aggiornare la propria cucina, per dirne una, conviene dal punto di vista dei costi e della sostenibilità. Arrigoni ha suggerito un “mix tra sussidi, tassazioni e divieti”, specificando come debba però essere tutto “ben gestito”.

Per Chicco Testa (Presidente Assoambiente), tema fondamentale è riuscire ad andare al di là delle divisioni politiche per garantire la sicurezza energetica del Paese, assieme ai costi bassi. E, qui, Zollino, Squeri e Arrigoni si sono detti concordi: occorre una visione strategica e pragmatica del sistema energetico del Paese e si auspica una maggioranza coesa che abbia visione unitaria. Servono, dunque, programmazione e pianificazione. Senza più improvvisare.

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