lunedì, 15 Agosto 2022

Crisi energetica: facciamo il punto

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Noel Angrisani
Laureato in Scienza della Politica, ha completato il suo percorso di studi con un master in Relazioni Istituzionali, Lobby e Comunicazione d'Impresa. Per due anni si è occupato di progettazione europea, successivamente ha lavorato presso un'agenzia di eventi corporate e B2B per il No-Profit. Dopo essersi cimentato nel public affairs, oggi lavora come consulente in ambito organizzazione e pianificazione.

Il bollettino della crisi energetica si arricchisce quotidianamente di nuovi e preoccupanti dettagli. Secondo quanto riportato da alcuni media, il governo olandese non può attualmente garantire, per quest’inverno, la sicurezza dell’approvvigionamento di gas per le aziende nei Paesi Bassi, lasciando la fornitura interamente al mercato commerciale.

Una possibile soluzione arriva dall’Unione Europea che, dopo tanto tergiversare, ha previsto nel “Pacchetto di dicembre” sull’energia, il tanto atteso acquisto e stoccaggio comune di gas. Per superare l’annunciata contrarietà dei “Paesi del nord” – Germania, Olanda e Danimarca si sono affrettate a definire la crisi come passeggera – lo stoccaggio sarà su base volontaria. I Paesi contraenti vi potranno attingere, tramite gli operatori che trasportano il combustibile, in caso di necessità e di emergenza.

Il provvedimento consentirà inoltre di creare alleanze in nome della sicurezza energetica, ad esempio Danimarca, Polonia e Svezia che attingono alle forniture di gas norvegesi.

Tali geometrie sono necessarie al fine di facilitare la possibilità di creare uno stoccaggio comune di gas e superare le differenti esigenze energetiche e diverse risorse disponibili. Solo una decina di paesi UE hanno riserve strategiche di gas, in un contesto in cui lo stoccaggio è pieno per meno di due terzi con circa il 10 % in meno rispetto alle norme stagionali.

Idrogeno e gas

Il segnale proveniente da Bruxelles ha un significato che va al di là dell’emergenza contingente – anche se non ci saranno modifiche radicali alle regole sui prezzi dell’energia. Da un lato confermare gli ambiziosi obiettivi per la transizione energetica, puntando in particolare sull’idrogeno, il cui utilizzo sarà regolamentato per la prima volta e, secondo quanto riporta La Repubblica, «sarà accettabile solo l’idrogeno blu “low carbon”, capace di abbattere le emissioni di carbonio del 70 %».

Dall’altro provare a giocare una partita autonoma dalla Russia e dal Nord Stream 2, soprattutto per le tensioni militari sul fronte orientale e i contrasti in Ucraina.

In un quadro particolarmente delicato, per ragioni economiche e geopolitiche, le dichiarazioni del neoministro degli Esteri tedesco, la verde Annalena Baerbock, secondo la quale il gasdotto della discordia «non soddisfa i requisiti del diritto dell’UE in materia di energia e permangono questioni di sicurezza» ha avuto come risultante un aumento dell’11% sui futures sul gas. Identica problematica si è posta a seguito delle minacce da parte del Presidente bielorusso Lukašėnka di tagliare le forniture: «Se le sanzioni che ci stanno imponendo o ci imporranno in futuro ci metteranno in uno stato di emergenza e non saremo in grado di rispondere in nessun altro modo, ricorreremo a questa misura severa».

Il futuro della crisi energetica, a breve termine

Il pericoloso gioco di minacce e veti incrociati si traduce in una sempre più drastica diminuzione delle riserve del gas; in uno scenario in cui la precaria ripresa economica – come dimostra il caso olandese – è messa costantemente a repentaglio dalla morsa della nuova variante Omicron; mentre la corsa dei prezzi e delle bollette prosegue incessante senza alcuna interruzione. In tali circostanze, le infrastrutture strategiche diventano oggetto di mercanteggiamento geopolitico e possibili scintille di nuovi conflitti.

Le tempistiche secondo le quali, nella primavera 2022, molte delle criticità emerse in questi mesi sarebbero state superate, si stanno rischiosamente allungando. L’indolenza di Bruxelles, dopo i pannicelli caldi come il toolbox sull’energia, ha avuto un importante sussulto con il pacchetto di dicembre. La riunione dei ministri dell’Energia della UE sul caro-energia il 20 dicembre ci dirà cosa troveremo sotto l’albero.

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