martedì, 22 Giugno 2021

Controllare i computer con il pensiero

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Il dott. Eric Leuthardt, 45 anni, è un neurochirurgo presso la Washington University di St. Louis. È anche co-fondatore di NeuroLutions, un laboratorio di ricerca che sviluppa interfacce dirette tra mente e computer.

Leuthardt è un pioniere nell’utilizzo degli impulsi elettrici del cervello per aiutare a ripristinare la funzione motoria negli arti paralizzati delle vittime di ictus.

Sta anche aiutando a sviluppare sistemi di elettrodi che possono decodificare direttamente la “voce interiore” della mente, e usarla per dirigere l’azione su supporti esterni: i pazienti di Leuthardt, ad esempio, sono risultati in grado di controllare il cursore di un videogioco di Space Invaders semplicemente pensando.

Ha pubblicato due romanzi di fantascienza volti a “preparare la società ai cambiamenti” che prevede saranno presto portati dal suo lavoro. Crede che nei prossimi anni gli impianti neurali che collegano il cervello umano direttamente ai computer per migliorarne le funzioni cognitive saranno come pacemaker o tatuaggi, usati senza ripensamenti. Questa intervista è stata condotta per telefono, quando Leuthardt aveva appena lasciato i suoi figli a scuola e stava andando a eseguire un’operazione per rimuovere un tumore al cervello.

Un’interfaccia neurale che colleghi direttamente il cervello dell’uomo alle macchine è stata a lungo un sogno fantascientifico. Quando sei stato coinvolto – per la prima volta – in un progetto che mira davvero a realizzarlo?

Ho iniziato ad occuparmene nel 2002, quando gli scienziati stavano testando i primi prototipi sulle scimmie. Da allora, abbiamo fatto molta strada. Oggi, diversi impianti vengono utilizzati negli studi clinici. Secondo me, raggiungeremo una vera inflessione quando queste cose diventeranno realmente clinicamente rilevanti.

A che punto sei di questa strada?

Abbiamo terminato la nostra prima prova clinica di successo con pazienti colpiti da ictus. A breve termine discuteremo con la Food and Drug Administration degli Stati Uniti per portare questa tecnologia ad un ampio uso clinico, cosa che speriamo di realizzare nei prossimi due anni.

Immagino che qualsiasi procedura che coinvolga il cervello sia percepita come particolarmente rischiosa dalla maggior parte delle persone. Devi affrontare quest’ansia ogni giorno.

Ci sono due tipi di pratica chirurgica che alimentano davvero l’ansia della gente. Una è la chirurgia cerebrale, dove si opera su qualcosa che le persone sentono come se stessi, il loro senso di identità, la loro mente. L’altra è un intervento chirurgico pediatrico, in cui l’operazione riguarda la cosa più preziosa, i nostri bambini. Operazioni che creano una dinamica in cui è necessario lavorare di più, per creare un rapporto di fiducia con i pazienti.

Un’innovazione tecnologica che potrebbe collegare la mente di una persona direttamente ad una macchina, sembra avere importanti implicazioni etiche, oltre che di natura clinica.

I cosiddetti eticisti sono fondamentali nel nostro lavoro. Creare un’interfaccia funzionante sarebbe una vera svolta nell’evoluzione umana, e non è un’iperbole. E proprio come con l’intelligenza artificiale, dobbiamo prestare la massima cura nel modo in cui ci pensiamo. Ho scritto questi due romanzi di fantascienza per cercare di far avvicinare le persone ad alcune delle cose che potrebbero accadere in futuro, come ad esempio cosa accadrebbe se estranei avessero un accesso non autorizzato a questi impianti. Dobbiamo pensare a queste cose ora.

Sei un ottimista ma, presumibilmente, un ottimismo guardingo.

Mi piace pensare di essere un ottimista informato. L’intelligenza umana è la risorsa più importante del pianeta, se vogliamo preservare noi stessi e il mondo. Più avanziamo nella ricerca sull’intelligenza umana e meglio equipaggiati saremo. Ma siamo in tempi esplosivi. Oggi, vedo aziende che promettere di fare effettivamente ciò che ho descritto in testi che ho elaborato anche pochi anni fa. La premessa del mio secondo libro era un impianto neurale che ti permettesse di scaricare tutti i tuoi pensieri e creare una versione virtuale di te stesso. Ho visto l’altro giorno un’azienda che vende qualcosa in grado di fare una scansione del tuo cervello e di crearne una versione virtuale.

I miliardari della Silicon Valley, i faraoni della nostra epoca, votati all’immortalità, sembrano particolarmente interessati alla tecnologia. Elon Musk, Mark Zuckerberg, i fondatori di Google stanno sviluppando progetti in questo settore. Quale sarà il prossimo grande passo avanti?

Catturare l’intento meccanico delle parole immaginate non è poi così difficile, con questa tecnologia. Io e molti altri abbiamo dimostrato che è almeno possibile. Ciò che è molto più difficile è la semantica di livello superiore: catturare idee direttamente dal cervello. Ma penso che ci arriveremo.

Decifrare quella voce interiore sembra un passo verso comprensione del mistero ultimo della coscienza.

Inizia a sfidare alcune delle nostre assunzioni fondamentali in merito relazione mente/cervello. Abbiamo sempre avuto questa idea che il software è separato dall’hardware: oggi stiamo dimostrando che il software è rappresentato nell’hardware.

So che hai studiato teologia all’Università. Questo non influenza per nulla il tuo lavoro?

Mi sono laureato in biologia e teologia. Ero interessato a mettere insieme discipline molto diverse. Una delle cose che ho sempre detto è che per molti aspetti la teologia era più importante. Mi ha costretto a pensare al quadro generale e a scrivere i miei pensieri. Penso che mi abbia aiutato ad essere più analitico nella mia scienza e più deduttivo sui possibili sviluppi. La teologia ti aiuta a capire in che modo la fede è parte integrante della nostra psicologia. Lasciando da parte la religione, gli scienziati hanno ogni sorta di convinzione che spesso i dati supportano. Il progresso scientifico dipende spesso dalla conversione, proprio come qualsiasi altra religione.

Come chirurgo, quando hai un cervello direttamente di fronte a te, hai un senso molto chiaro della persona, la cosa che stai cercando di preservare?

Assolutamente. C’è un sentimento ambivalente. Da un lato, il massimo rispetto che la persona richiede. Dall’altro, c’è il fatto che il quel momento vediamo come il cervello sia molto più plastico di quanto pensassimo. La capacità di recuperare la funzione è straordinaria.

Abbiamo sempre avuto la sensazione che non guarisca.

Giusto. Se ne togliamo un po’, tendiamo a pensare che non ci sia modo in cui la nostra mente tornerà alla “normalità”. In realtà, l’esperienza spesso mostra il contrario.

Ho scritto di recente sul movimento “biohacking”: persone che tentano di innestarsi impianti fai-da-te per migliorare le loro funzioni cognitive. Avete persone del genere che fanno volontariato per far parte di sperimentazioni di neurointerface?

Qualcuno ieri ha chiamato la mia segretaria dicendo che voleva un impianto per fondersi con l’intelligenza artificiale. Ora, potrei mai io essere qualcuno che li aiuta farlo? Ma c’è sicuramente un grande interesse.

Quando parlo alle conferenze, chiedo spesso: “se vi offrissi un piccolo intervento chirurgico, un’incisione di un centimetro – e vi ho già detto come potrei migliorare la vostra memoria del 50% – chi ne vorrebbe uno?” Tra i più giovani, quasi tutti alzano la mano. Un’idea, quella di alterare te stesso, che negli ultimi tempi è cambiata radicalmente. Nessuno aveva tatuaggi 30 anni fa, ora i tatuati sono più del 50%.

Sarebbe qualcosa che faresti per te stesso?

Sì. Uno dei miei ingegneri ha costruito per me uno stimolatore cerebrale non invasivo, e l’ho usato mentre stavo scrivendo il mio secondo romanzo. Ha chiaramente fatto la differenza. Ho fatto un piccolo esperimento: ho scoperto che potevo scrivere 500 parole in 30 minuti.

Dove ne posso trovare uno?

 

di Tim Adam

 

Tratto da The Guardian, titolo originale: Neurosurgeon Eric Leuthardt: ‘An interface between mind and machine will happen’. Traduzione di Alessandro Fiorenza.

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Nei prossimi anni gli impianti neurali che collegano il cervello umano direttamente ai computer per migliorarne le funzioni cognitive saranno come pacemaker o tatuaggi, usati senza ripensamenti

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