martedì, 22 Giugno 2021

QUALITÀ, TECNOLOGIA E DIMENSIONE. L’EDITORIA DEL FUTURO NEL DIALOGO JOHN ELKANN-JEFF BEZOS

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Fare un giornale appartiene al tempo stesso a due categorie della vita: è un mestiere ma è anche una passione. Un esercizio rigoroso in costante ricerca di equilibrio tra realtà e progetto, tra cronaca e ambizione, per la comunità, la città, il Paese o il mondo. Fare l’editore di un quotidiano, sembra un paradosso, richiede la cultura del lungo periodo, e la capacità di anticipare i tempi, soprattutto in un mondo veloce che ha reso tutti (e nessuno) proprietari del sacro potere della stampa. Le storie di John Elkann e Jeff Bezos sono diverse, ma entrambi gli editori citano il «senso di responsabilità» quando Massimo Russo li interroga sul senso di essere editori oggi.

Nel 2017 disordinato nemmeno i fatti sono più quelli di una volta. La tecnologia provoca cambiamenti vertiginosi: Internet riduce la geografia e avvicina i nodi, l’informazione è un fiume in cui siamo immersi, sollecitati dalle notifiche sui nostri telefoni. Così i proprietari dei fatti non sono più gli editori. Forse non lo sono mai stati, si può obiettare, ma fino a ieri chi stampava aveva la tecnologia in grado di trasformare un fatto in notizia. C’era una volta e non c’è più. La cavalcata dei gruppi tecnologici ha conquistato l’attenzione degli utenti, e con questa l’85% del mercato pubblicitario digitale. La concorrenza non è solo in edicola ma nel tempo, sempre scarso, delle nostre giornate, mentre l’informazione è sempre più abbondante perché il costo di trasmissione si avvicina allo zero. «Internet ha preso il modello economico dei giornali e l’ha cambiato: è un grande dono per svolgere questo lavoro», dice Bezos, che condivide con Elkann la visione sul modello economico essenziale per il giornalismo. Niente beneficenza: l’editoria deve e può essere sostenibile. «La Stampa è sempre stato un giornale libero perché è stato sostenibile economicamente – dice Elkann -, e ne siamo fieri. È l’unico modo per essere indipendenti». «La cosa peggiore che avrei potuto fare – aggiunge Bezos parlando del Washington Post – è dire: “Non preoccupatevi dei ricavi”».

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