martedì, 31 Gennaio 2023

CLIMA, LA STRATEGIA PER PROTEGGERE COP21

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La lotta ai cambiamenti climatici passa dall’Accordo di Parigi al dialogo con gli Stati Uniti. Da Lussemburgo, dove si è svolto il Consiglio ambiente Ue, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha ribadito queste due priorità, ricordando che “l’Accordo non è negoziabile”.

Sulla strategia per far sì che gli USA rientrino nell’intesa del 2015, il ministro ha indicato il percorso già adottato nel corso del G7 Ambiente di Bologna in cui si è arrivati a un documento unitario, sebbene una nota a piè di pagina degli Usa precisi la posizione ufficiale e le distanze prese da COP21 dal presidente Donald Trump e dal suo Governo.

A favore di una futura e ritrovata intesa unitaria sull’Accordo, ci sarebbe l’immediata convenienza non solo per motivi ambientali ma anche per motivi economici. “Fare oggi economia verde, economia ambientale, economia circolare, con un uso efficiente delle risorse e investendo sulle energie rinnovabili, vuol dire fare il bene dell’economia”, ha detto Galletti.

Dal canto suo l’Italia continua a fare la sua parte nella lotta ai cambiamenti climatici a livello internazionale ed europeo, come è stato riaffermato con forza in occasione del G7 Ambiente. Gli indicatori dicono che l’Italia è tra i primi Paesi europei ad aver raggiunto già nel 2015 tutti gli obiettivi previsti dal pacchetto Ue clima-energia al 2020.

Al Consiglio ambiente Ue invece, si è affrontata la questione dell’effort sharing, ovvero la riduzione delle emissioni dei settori non inclusi nell’ETS (come la piccola industria, i trasporti, l’edilizia, i servizi e il settore civile). Grazie al surplus dell’Italia rispetto al target 2020, pari a 217 milioni di tonnellate di Co2 equivalente, altri Paesi europei potranno concorrere al raggiungimento dell’obiettivo al 2030 con target nazionali ragionevoli.

In conclusione, il ministro ha sostenuto che l’Italia vuole preservare l’integrità ambientale del pacchetto, che è composto da due proposte: effort sharing e LULUCF (per le emissioni del settore agricolo-forestale). “Su quest’ultimo l’Italia chiede una piena contabilizzazione di tutte le categorie, inclusa una revisione del livello di riferimento per la gestione forestale basata su dati e parametri oggettivi”.

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