domenica, 04 Giugno 2023

Cina vs. Stati Uniti alla prova dell’Intelligenza artificiale

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La sfida per il dominio tra Cina e Stati Uniti si combatte anche nel campo dell’Intelligenza artificiale nel quale le due superpotenze sono leader assoluti. Chi sarà in grado di sviluppare le tecnologie più innovative in questo settore avrà anche la capacità di influenzare l’equilibrio geopolitico e guadagnare un vantaggio competitivo sul proprio rivale.

I progressi nel campo dell’Intelligenza artificiale hanno consentito a tali innovazioni di essere tradotte in usi concreti sia da aziende di diversi settori economici sia dai cittadini nella loro vita quotidiana. La Cina ha messo a terra un piano sull’Intelligenza artificiale che coinvolge ogni angolo del Paese, coordinato direttamente dal governo centrale e con l’obiettivo di stimolarne una crescita omogenea che si esterna anche alle aree meno centrali. Passaggi che si posizionano nella strategia di Pechino di diventare leader nell’Intelligenza artificiale entro il 2030, al centro della quale c’è la creazione di smart city, intese come luoghi in cui le reti e i servizi tradizionali siano resi più efficienti dall’uso di soluzioni digitali a beneficio dei suoi abitanti e delle imprese. 

USA 

Approccio diverso è quello degli Stati Uniti, dove l’Intelligenza Artificiale è guidata principalmente dal settore privato e dalle aziende tech della Silicon Valley, soprattutto nell’ambito dei social network. Tuttavia, il progresso nel settore potrebbe registrare risvolti decisivi anche in campo militare, con conseguenze sull’equilibrio geopolitico in favore dell’una o dell’altra potenza, non solo nello sviluppo di nuove armi, ma anche e soprattutto nel settore delle comunicazioni militari. Dunque, nell’equilibrio bipolare tra Cina e Usa, l’IA potrebbe essere il fattore determinante a fare dell’uno o dell’altro protagonista geopolitico.

Ma per capire e strutturare nuovi e futuri scenari legati all’Intelligenza artificiale nel rapporto tra USA e Cina, sarebbe auspicabile creare un framework legislativo comune che regoli l’uso di queste nuove tecnologie, per evitare abusi di potere da parte di Stati e/o aziende, oltre che violazioni della privacy dei cittadini. Gli Stati Uniti hanno più volte manifestato le loro preoccupazioni riguardo all’uso – a loro dire – poco etico dell’Ia da parte di Pechino, accusando la Cina di violare i diritti e la libertà dei propri cittadini in nome del progresso tecnologico. 

Ad ogni modo, lo sviluppo delle tecnologie IA richiede il lavoro dei migliori scienziati ed è quindi fondamentale attrarre un elevato numero di risorse. La Cina, dopotutto, posizionandosi come superpotenza, sta cambiando strategia economica: da una basata sulla manodopera a basso costo a un sistema più avanzato incentrato proprio sull’IA, che richiede l’impiego di ingegneri e di altre figure altamente formate. I recenti sviluppi suggerirebbero un vantaggio della Cina rispetto agli Stati Uniti nel medio-lungo termine, anche se la sfida è molto equilibrata. 

La dimensione europea

Nello scontro geopolitico tra Cina e Stati Uniti, sarà cruciale anche il ruolo dell’Unione europea. In un intervento del 18 aprile, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha affermato che l’Ue non ha intenzione di “eliminare i legami con la Cina in termini di commercio e società, ma è importante rivedere le relazioni orientandole a trasparenza, prevedibilità e reciprocità”. Dichiarazioni che lasciano intravedere un’apertura dell’Ue verso la Cina.

Articolo a cura di Raffaele Bevilacqua

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