martedì, 31 Gennaio 2023

CAMERA, VIA LIBERA ALLE RISOLUZIONI PER LO SVILUPPO DEL PROGETTO DIVERTOR TOKAMAK TEST

Da non perdere

La commissione Attività produttive di Montecitorio ha approvato con due distinte votazioni le risoluzioni presentate da Cristina Bargero (Pd) e da Davide Crippa (M5S) in merito ai finanziamenti e alla realizzazione della infrastruttura di ricerca per l’avvio e l’implementazione del progetto Divertor Tokamak Test (DTT).

La DTT è un’iniziativa di ricerca finalizzata alla progettazione e la realizzazione di una infrastruttura destinata a risolvere il problema più critico della realizzazione dell’energia da fusione, ovvero il controllo dello smaltimento del calore generato. Scopo principale del programma del reattore DTT è quindi dimostrare la possibilità di generare energia elettrica tramite la reazione di fusione nucleare a costi competitivi.

Il progetto elaborato dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie e lo sviluppo economico sostenibile (Enea), nell’ambito delle attività di ricerca sulla fusione nucleare e inserito nel programma europeo approvato dall’Euratom, si sarebbe dovuto sviluppare nel centro ricerche di Frascati, ma successivamente è stato trasferito in Piemonte.

Nell’atto la deputata dem ha impegnato il governo ad assumere delle iniziative per favorire la realizzazione in Italia di tale infrastruttura di ricerca attraverso delle risorse nazionali necessarie per l’avvio e l’implementazione del progetto.

“La DTT – ha specificato la Berghero – è da considerarsi, per la scienza, la tecnologia e l’industria italiana, un progetto di alto valore strategico nel percorso virtuoso intrapreso che ha già permesso di ottenere grandi successi nella realizzazione di ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor)”.

Quanto al deputato Crippa, la risoluzione impegna l’esecutivo anche a verificare la possibilità che un eventuale prestito tramite il fondo europeo per gli investimenti strategici sia garantito non solo dalle amministrazioni pubbliche ma anche dai soggetti privati che partecipano al progetto.

L’esponente del Movimento 5 Stelle ha chiarito che “in merito al progetto e, in particolare, all’opportunità, di investire ingenti risorse pubbliche, per sperimentare e sviluppare nel nostro Paese tecnologie nel settore della fusione nucleare, sembrerebbe che l’Esecutivo non abbia assunto una posizione chiara”.

L’assunto del deputato deriva dal fatto che il progetto non risulterebbe presente nella lista dei finanziamenti del Programma nazionale per le infrastrutture di ricerca (PNIR), redatto dal ministero dell’Istruzione, e non avrebbe ricevuto certezze sui finanziamenti della Comunità europea dell’energia nucleare (Euratom) nell’ambito del programma Eurofusion (Consorzio europeo per lo sviluppo dell’energia da fusione, che gestisce le attività di ricerca sulla fusione europea per conto di Euratom). Per Crippa quindi il dicastero italiano “ha ritenuto più rilevante la valorizzazione degli investimenti già effettuati”.

- Advertisement -spot_img

Talk For

F&NEWS