domenica, 29 Gennaio 2023

Autostrade e nuovi tutor: ecco cosa bisogna aspettarsi sulle strade italiane

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In tempo di estate, vacanze e spostamenti, torna come ogni anno l’attenzione su autostrade, esodi e traffico. Nei loro spostamenti autostradali gli automobilisti troveranno in funzione nuovi sistemi tutor, i dispositivi che permettono di rilevare la velocità media tenuta da un veicolo su una tratta stradale – solitamente compresa tra i 10 e 25 km. Su 22 tratte autostradali dal 27 luglio sono stati attivati i rilevatori elettronici SICVe-PM, che sostituiscono i sistemi tutor disattivati dopo la sentenza della Corte d’Appello di Roma.

Il 10 aprile la Corte ha infatti ordinato ad Autostrade per l’Italia, principale concessionario autostradale italiano, la rimozione e distruzione di tutti i dispositivi attivi sulle tratte, riconoscendo la violazione di un brevetto appartenente alla piccola azienda toscana Craft. La Corte ha previsto una pena di 500 euro da devolvere a Craft per ogni giorno di ritardo nella rimozione. Viene chiesto inoltre ad Autostrade di astenersi dal fabbricare, commercializzare e utilizzare in futuro il sistema, pena il pagamento a Craft di una somma di 500 euro per ogni giorno di ulteriore utilizzo. La sentenza, nonostante la violazione, riconosce che non vi è stato alcun vantaggio economico per Autostrade dovuto all’utilizzo di un dispositivo con l’unica funzione di tutelare la sicurezza sulle strade, e non vi è stato alcun danno verso Craft.

 

La guerra giudiziaria tra Autostrade e Romolo Donnini (titolare della Craft) inizia con una denuncia risalente al 2004. Secondo Donnini il sistema da lui inventato e brevettato è stato copiato da Autostrade dopo che la società non si era dimostrata interessata all’acquisizione. Secondo l’imprenditore la società concessionaria nel 2010 ha offerto 150.000 euro per l’acquisto del brevetto a fronte di 1 milione e mezzo da lui richiesti, costringendolo a chiudere la trattativa. Un sistema molto simile a quello di Donnini è stato poi introdotto sulla rete nel 2004, venendo presentato come fiore all’occhiello tecnologico in grado di produrre un forte impatto sulla sicurezza stradale. Inizia allora il contenzioso legale tra le due società. Autostrade ha negato ogni accusa puntando sulle specifiche tecniche differenti tra i due dispositivi ed evidenziando gli effetti della pronuncia sulla sicurezza stradale a seguito della rimozione di un sistema che ha ridotto le morti stradali del 70% grazie alla diminuzione della velocità media del 15% e di quella di picco del 25%. La replica alla sentenza è stato l’annuncio dell’azienda di non intendere rimuovere i dispositivi ma procedere con l’immediata sostituzione tramite un nuovo sistema diverso da quello oggetto di contenzioso. Questa decisione ha ottenuto il supporto della Polizia di Stato che attraverso un comunicato si è dichiarata “grata ad Autostrade per l´Italia per la decisione di non rimuovere il Tutor dalla rete autostradale in concessione” e la decisione di sostituire i dispositivi e non rimuoverli – sebbene non sia previsto alcun obbligo per il concessionario – è “la concreta testimonianza di quanto la sicurezza stradale e la riduzione delle vittime per incidente stia a cuore alla Concessionaria autostradale” riconoscendo il ruolo fondamentale nel garantire la sicurezza stradale e incolumità dei conducenti.

Dopo lo spegnimento di tutti i dispositivi presenti sulla rete a partire dal 28 maggio, Autostrade ha negli scorsi giorni iniziato l’introduzione dei nuovi dispositivi SICVe-PM. Il Sistema Informativo per il Controllo della Velocità con PlateMatching si presenta come una tecnologia totalmente nuova, promettendo risultati quasi infallibili. I dispositivi tutor non si limitano alla scansione delle targhe come i precedenti, ma estendono l’acquisizione a una serie di dati ulteriori come la presenza di scritte, adesivi, dei fanali posteriori in modo da incrociare gli elementi e azzerare gli errori nella lettura o le rilevazioni non leggibili – in passato il 4% del totale. Non sarà in pratica più possibile confondere due diversi veicoli che circolano sullo stesso percorso. Sarà più rapida inoltre anche la trasmissione dei dati. Mente lo scarso numero di dispositivi installati fa pensare a una strategia prudente e graduale ad opera di Autostrade, fino alla pronuncia finale ad opera della Corte di Cassazione sul brevetto – dopo il ricorso post sentenza d’Appello – Alessandro Patanè, proprietario del brevetto software che aveva collaborato allo sviluppo con la Craft, ha presentato due querele nei confronti dei nuovi tutor accusando Autostrade di utilizzare un software uguale al precedente. La vicenda non sembra quindi destinata ad avere una conclusione rapida.

 

di Federico Bergna

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