lunedì, 20 Settembre 2021

Aprire il settore tecnologico alle donne africane

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Articolo di Palesa Libe, Project Syndicate

Traduzione di Flavia Stefanelli

MASERU – Dalle conferenze Women in Tech ai programmi Girls Who Code, le iniziative volte a consentire alle ragazze e alle donne di accedere ai cosiddetti campi STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) sono proliferate negli ultimi anni. Ma il cambiamento è arrivato lentamente: mentre la percentuale di donne nella forza lavoro è gradualmente aumentata, rimane significativamente più bassa nel settore tecnologico. Dato il ruolo centrale di quel settore nel guidare la quarta rivoluzione industriale, ciò equivale a un grave drenaggio del potenziale delle economie.

Il problema è particolarmente pronunciato in Africa. Nell’Africa sub-sahariana, ad esempio, il tasso complessivo di partecipazione femminile alla forza lavoro ha raggiunto il 61%, ma le donne rappresentano solo il 30% dei professionisti del settore tecnologico. Più precisamente, sebbene l’utilizzo di Internet in Africa stia crescendo al ritmo più veloce del mondo, il divario digitale di genere si è ampliato dal 2013. Un quarto in meno di donne rispetto agli uomini, usa Internet.

Nell’odierna economia digitale, la relativa mancanza di connettività delle donne mina la loro capacità di raggiungere il loro potenziale economico. Anche le donne con le loro attività “analogiche”, come le sarte o i parrucchieri, soffrono quando non possono fare pubblicità online, per non parlare degli strumenti tecnologici per monitorare, misurare e ottimizzare le loro operazioni.

Queste donne possono spesso permettersi di acquistare telefoni cellulari e dati. Sarebbe facile per i fornitori di telefonia mobile offrire seminari di base sull’alfabetizzazione digitale, mostrando agli utenti come eseguire attività online di base come la creazione di account e-mail. (Pensiamo alla miriade di funzionalità, per esempio, di un account Google, dal tracciamento delle attività commerciali alla creazione di annunci pubblicitari). Man mano che le attività di proprietà delle donne diventavano più produttive, l’intera economia, compresi quegli operatori di telefonia mobile, ne trarrebbe beneficio.

Ma imparare a usare gli strumenti digitali esistenti è solo l’inizio. Le donne hanno bisogno e meritano opportunità di innovazione. Gli uomini possono lavorare sodo, ma le donne – comprese quelle con un’occupazione retribuita a tempo pieno – svolgono ancora la maggior parte del lavoro non retribuito. Ciò lascia loro poco tempo o spazio per dedicarsi al lavoro creativo, ed è esattamente ciò che rappresenta l’innovazione.

Inoltre – pervasiva distorsione di genere – gli uomini spesso considerano meno seriamente le donne che lavorano nel campo dell’innovazione. I club per sole donne o i gruppi di social media potrebbero aiutare a respingere queste distorsioni, dando alle donne la possibilità di condividere le proprie idee, ottenere feedback e formare le proprie reti professionali.

Promuovere oggi l’alfabetizzazione digitale delle donne avrebbe implicazioni intergenerazionali di vasta portata. In Africa, come in gran parte del mondo, le donne hanno maggiori probabilità di essere le caregiver primarie dei loro figli, il che significa che sono particolarmente adatte a preparare le giovani generazioni a partecipare all’economia digitale.

Ma le donne possono svolgere questo ruolo solo se hanno le giuste conoscenze e strumenti. A tal fine, i governi africani dovrebbero creare programmi di alfabetizzazione informatica, rivolti in particolare alle donne delle zone rurali. Migliorare l’accesso alle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni (TIC), in particolare i telefoni cellulari abilitati a Internet, farebbe molto per sostenere questi sforzi.

Sono inoltre necessarie iniziative rivolte direttamente agli studenti africani delle scuole primarie e secondarie – come corsi di codifica informatica e robotica. Tuttavia, tenuto conto delle continue disparità di genere nell’istruzione – nonché delle pressioni sociali basate sul genere che le perpetuano – occorre prestare maggiore attenzione a garantire che le ragazze non vengano lasciate indietro.

In effetti, il capitolo Lesotho dell’Africa Code Week – dove sono formatore e ambasciatore – ha scoperto che le ragazze si applicano molto meglio nella programmazione quando sono separate dai ragazzi. Ecco perché le iniziative incentrate sulle ragazze – compresi i seminari di programmazione del fine settimana e le maratone di codifica (hackathon) – sono così importanti per consentire loro di innovare liberamente.

Nelle istituzioni terziarie, spetta ai centri di ricerca e ai centri di innovazione assumere il testimone per dare potere ai giovani – e in particolare alle giovani donne – di innovare. In generale, i programmi che consentono agli studenti di presentare le proprie idee direttamente agli investitori potrebbero rivelarsi molto utili. Oltre a dare grandi idee , ciò favorirebbe collegamenti tra istruzione e occupazione che potrebbero garantire a tutti gli studenti le giuste competenze per riempire posti di lavoro nel settore tecnologico.

Anche in questo caso è necessario prestare particolare attenzione alle ragazze. Le facoltà di scienza e tecnologia tendono ad essere popolate in modo schiacciante da studenti di sesso maschile. Ad esempio, solo il 20% di quelli ammessi all’Università di Pretoria – uno dei principali istituti di ricerca africani – tra il 2015 e il 2020 erano ragazze.

In tali ambienti dominati dagli uomini, anche quelle ragazze che sono ammesse possono avere difficoltà a raggiungere il loro pieno potenziale. Un modo per aiutarle sarebbe che le donne che avanzano nei campi STEM agiscano anche come tutor, offrendo consigli pratici e sostegno per aumentare la fiducia.

Le dinamiche sono complesse e le barriere sono alte. Ma i vantaggi di far partecipare le donne all’economia digitale sono evidenti. La chiave del successo saranno le iniziative concrete per insegnare l’alfabetizzazione digitale e ampliare l’accesso alle TIC, nonché gli sforzi per rafforzare la fiducia di donne e ragazze, che sono state a lungo scoraggiate dal competere con i loro coetanei maschi. Solo se tutto il popolo africano ha gli strumenti e il supporto per raggiungere il potenziale, il continente può prosperare nella nuova economia che la quarta rivoluzione industriale sta inaugurando.

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