martedì, 31 Gennaio 2023

Per le piattaforme digitali è ancora il fact checking la risposta alle fake news

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Le piattaforme digitali non hanno dubbi: per affrontare in maniera efficace la disinformazione hanno deciso di puntare sul fact- checking e sull’attività di giornalisti professionisti.

Passa il tempo ma il tema delle fake news resta all’ordine del giorno. Si stanno cercando da tempo strategie per arginare la diffusione di notizie false o inesatte, resa ancor più veloce e capillare attraverso i social network. Uno degli ultimi tentativi in ordine di tempo è quello messo in atto in Messico e descritto su Niemanlab. Il Paese si prepara alle elezioni e il timore che la cattiva informazione possa incidere sulle scelte di voto è elevato. È dunque nato Verificado 2018, pronto a smascherare bufale e a verificare non solo notizie ma anche immagini e meme. Creato in collaborazione con Animal Político, AJ+ Español e Pop-Up Newsroom, è stato lanciato a maggio e in due settimane ha raggiunto 4800 iscrizioni, ha ricevuto 18500 messaggi e dato 13800 risposte. Verificado 2018 punta soprattutto su WhatsApp, la nota app di messaggistica istantanea che, con la crittografia end-to end assicura segretezza ma anche un minor controllo su quello che circola.  La strada intrapresa non è facile sia perché evidentemente non tutti decideranno di usufruire di questo servizio, offerto solo su richiesta, sia perché è difficile controllare tutto quello che circola in rete e in particolare nei messaggi. Anche Facebook dal canto suo, ha adottato iniziative sul tema. Lo scorso 23 maggio Tessa Lyons, (Product Manager) ha indicato le tre linee guida della piattaforma nella lotta alla disinformazione: rimuovere account e contenuti che violano i community standard e le regole della policy; ridurre la diffusione di notizie false e fornire ulteriori informazioni agli utenti sui contenuti che vedono. Per arginare il flusso di fake news, Facebook punta a penalizzare clickbait e post spam. Inoltre viene proibito di pubblicare inserzioni pubblicitarie alle pagine note per contenuti di bassa qualità. Ad essere coinvolti nell’ardua impresa di arginare la disinformazione sono soprattutto i fact checkers che fanno parte del Fact Checking Network. Un altro passaggio decisivo consiste nel fornire a chi naviga, elementi ulteriori per valutare la veridicità di un determinato contenuto, ad esempio con articoli correlati, con un’indicazione se quella notizia è stata ritenuta falsa da chi ne ha operato una verifica, oppure più in generale, suggerendo dei consigli utili ad identificare le famigerate fake news.  Le misure predisposte sono dunque numerose, ma da poco ne è stata annunciata un’altra, sotto certi aspetti rivoluzionaria. Lo scorso 6 giugno Campbell Brown, (responsabile di Global News Partnerships) ha fatto sapere che l’intenzione è creare una sezione chiamata Watch che trasmette aggiornamenti di notizie prodotti direttamente da editori e giornalisti. Da Menlo Park mostrano quindi di puntare ad arginare il fenomeno della disinformazione attraverso giornalisti professionisti e viene fornito un primo elenco di chi ha aderito all’ambizioso progetto e delle trasmissioni disponibili. ABC News’On Location, sarà un programma quotidiano di informazione con reporter della ABC News in giro per il mondo; Chasing Corruption di Advance Local è invece una trasmissione di inchiesta settimanale; Undivided ATTN in episodi di tre o cinque minuti spiegherà ogni sette giorni ciò di cui tutti parlano in rete; Anderson Cooper Full Circle della CNN vedrà il celebre giornalista offrire una finestra su ciò che accade nel mondo. Fox News punta invece sulle breaking news, con Fox News Update. Shepard Smith coprirà i pomeriggi dei giorni feriali, Carley Shmkus le mattine e Addy Huntsman i weekend. Due volte a settimana ci sarà poi spazio per Mic Dispatch che mira a parlare dei temi meno dibattuti. Infine, Jorge Ramos con Real America di Univision, darà voce agli immigrati e fornirà ogni giorno a mezzogiorno un notiziario in lingua spagnola. Watch debutterà questa estate ma è già stato fornito un video in anteprima che anticipa cosa dobbiamo aspettarci su Facebook.

 

di Giusy Russo

[dt_quote]Per arginare il flusso di fake news, Facebook punta a penalizzare clickbait e post spam. Inoltre viene proibito di pubblicare inserzioni pubblicitarie alle pagine note per contenuti di bassa qualità. Ad essere coinvolti nell’ardua impresa di arginare la disinformazione sono soprattutto i fact checkers che fanno parte del Fact Checking Network.[/dt_quote]
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