martedì, 29 Novembre 2022

Algoritmi di libertà – Michele Mezza

Da non perdere

Tanti piccoli bot intelligenti utilizzati per direzionare l’opinione pubblica, realtà virtuali che un’immaginazione analogica concepirebbe come robottini di una nuova filiera di produzione, che un bel giorno annoiati dalle dinamiche umane del potere, decidono di emanciparsi e creare un loro movimento politico, con tanto di leader virtuale, aspiranti parlamentari e ipotetici ministri.

[dt_fancy_image image_id=”11658″ onclick=”lightbox” align=”center” image_decoration=”shadow” shadow_color=”rgba(155,155,155,0.6)”]

(Donzelli Editore)

Uno scenario alla Black Mirror o, forse, uno storytelling solo qualche step avanti rispetto alla narrazione con cui i media raccontano l’uso non autorizzato dei dati di milioni di utenti Facebook da parte di Cambridge Analytica. Algoritmo, questa la parola chiave che gira e rigira all’interno dell’agenda setting degli ultimi giorni, un concetto matematico che è diventato giocoforza sinonimo di controllo sociale e che è al centro del lavoro di Michele Mezza: Algoritmi di libertà (Donzelli, 2018), un libro i cui tempi di pubblicazione s’incastrano perfettamente con i topic dell’opinione pubblica.

L’autore non poteva chiedere di meglio se non di trovarsi a parlare di questi temi, in questo momento storico, ora che è necessario confrontarsi sulle dinamiche elettorali del 4 marzo, con la bufera sul facile accesso avuto da un’azienda privata ai dati appartenenti a parecchi milioni di persone online e il loro utilizzo a fini elettorali.

Mezza affronta il tema criticando i presunti automatismi che definiscono e classificano i nostri comportamenti, e lo fa riflettendo sul ruolo di numeri e algoritmi nella storia: dalle prime narrazioni omeriche, che li utilizzavano per dare solidità e concretezza al racconto, fino all’evoluzione del movimento free speech sessantottino, prima in free software e poi in visione open source.

Seguendo il percorso della storia che si incrocia con la contemporaneità, il lavoro di Mezza suscita immediatamente la domanda delle domande: “Se non ora, quando?”. Senza dubbio è questo il momento di porsi degli interrogativi e, considerata la natura di una materia in continuo mutare, anche di darsi qualche risposta.

La potenza di calcolo, come è stato per le varie abilitazioni dell’azione umana che la scienza ha permesso, può essere contenuta da sistemi civili, normativi, etici, filosofici, scientifici o politici in ambiti condivisi e positivi?”. Una domanda che, appena la si pronuncia, viene ingoiata dal buco nero che ogni giorno sembra risucchiare la nostra libertà, ma che, per Michele Mezza, ha la soluzione lì, già al suo interno: più Stato, più etica, più politica, tre fattori che nel contesto odierno provano a farsi notare, ma faticano terribilmente.

 

di Natale De Gregorio

- Advertisement -spot_img

Talk For

F&NEWS