sabato, 31 Luglio 2021

Smart working: perché è sempre più diffuso

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Lavorare dal parco, dalla piscina, dal divano di casa, a letto, non è utopia ma una pratica sempre più diffusa e resa possibile dallo smart working o lavoro agile. In Italia sono già circa 305.000 gli smart workers – secondo i dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano – e il loro numero aumenta ogni anno, del 14% solo quest’anno, andando a riguardare ormai l’8% dei lavoratori. Il 36% delle grandi imprese ne fa utilizzo, così come il 22% delle PMI ha avviato progetti a riguardo.

Lo smart working è un nuovo approccio all’organizzazione aziendale che, sfruttando le tecnologie informatiche come il cloud computing, permette di realizzare una migliore conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro, attraverso molteplici forme di svolgimento delle prestazioni lavorative rispetto al luogo fisico e all’orario. La maggior parte delle professioni oggi non richiede più un diretto legame con un luogo fisico ma può essere tranquillamente svolta in qualsiasi luogo. L’unica cosa rilevante è la produttività. Il lavoratore, in base all’accordo stipulato con il datore di lavoro, può quindi ottenere una flessibilità nell’orario di lavoro o la possibilità di operare in spazi diversi da quelli in cui ha sede l’azienda. Le imprese hanno perlopiù optato per la possibilità di lavorare da casa per 1-2 giorni a settimana.

I benefici del lavoro agile sono molteplici sia per il lavoratore che per l’azienda. Per il dipendente in primo luogo si riducono – o azzerano – i tempi per gli spostamenti, permettendo di avere più tempo libero per sé stessi e la famiglia, diminuendo lo stress quotidiano. Di conseguenza anche i costi di spostamento vengono a diminuire. In secondo luogo migliora la motivazione e la soddisfazione lavorativa, così come la gestione delle attività e si riduce l’assenteismo. Il Politecnico stima un aumento nella produttività del 15% e se solo il 70% dei potenziali smart worker adottasse questo modello, i benefici indotti per il Paese sarebbero circa 13,5 miliardi di euro l’anno. Per quanto riguarda l’azienda un rilevante beneficio è dato dall’abbattimento dei costi per gli spazi, riducendo le spese per illuminazione, climatizzazione e pulizia. Questo aspetto è assolutamente rilevante se applicato alla pubblica amministrazione, dove si potrebbe aver un risparmio stimato tra 1 e 3 miliardi. Un beneficio generale è dato infine dalla riduzione dell’inquinamento atmosferico e del traffico nelle strade, si stima un abbattimento di anidride carbonica di 136 kg l’anno a testa.

A conferma dell’interesse verso il fenomeno crescente, una recente legge, la n. 81/2017 ha fornito per la prima volta un quadro normativo a queste pratiche, garantendo la parità di trattamento dei lavoratori che ne fanno uso, il diritto alla disconnessione, forme assicurative che contemperino le particolari esigenze e la fornitura delle tecnologie da parte delle imprese.

I presupposti per un futuro lavorativo più flessibile, innovativo e attento al work-life balance ci sono tutti.

 

di Federico Bergna

[dt_quote font_size=”normal”]”Un nuovo approccio che permette una migliore conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro”[/dt_quote]
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