lunedì, 21 Giugno 2021

SEGNALI ELETTRICI: COME IL NOSTRO CERVELLO RICONOSCE I VOLTI

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Oggi sembra più chiaro quale sia il codice utilizzato da alcune popolazioni di neuroni per riconoscere i volti. In uno studio realizzato dal gruppo di Doris Tsao del California Institute of Technology e pubblicato recentemente sulla rivista Celli ricercatori hanno preso in esame il sistema utilizzato dai macachi per identificare le facce delle persone.

Partendo soltanto da un gruppo di 200 neuroni e decodificandone l’attività in relazione alla risposta ad alcune caratteristiche facciali, gli studiosi sono riusciti a realizzare un algoritmo capace di risalire all’intero volto di un individuo sulla base dei soli segnali elettrici prodotti dai neuroni stessi.

«Le singole cellule non rispondono soltanto a una di queste caratteristiche, ma a due o tre. Ad esempio una può rispondere alla larghezza della faccia e alla lunghezza del naso – spiega Piercesare Grimaldi, ricercatore alla University of California, Los Angeles – Ma solamente la somma delle attività di tutta una popolazione di neuroni è in grado di individuare e riconoscere un volto».

Un’idea in contrasto con la cosiddetta «teoria del neurone della nonna», formulata decenni fa dagli psicologi e studiata anche da neuroscienziati del Caltech. In sostanza questi ricercatori pensavano che esistessero dei singoli neuroni che si attivassero nel momento del riconoscimento di un singolo volto, come ad esempio quello della nonna. Un’ipotesi che ora appare troppo semplice per spiegare un meccanismo così complesso.

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