martedì, 28 Giugno 2022

Sardegna Sapere: l’importanza del “saper fare”

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Quando i docenti del corso “Creazione siti web e gestione dei social network” sono stati contattati da Sardegna Sapere hanno ricevuto un’indicazione chiara e precisa: al termine del corso i partecipanti devono saper mettere in pratica ciò che hanno imparato, in modo autonomo.

Ma partiamo con ordine, Sardegna Sapere è un’agenzia formativa operativa nel territorio regionale e, come tutti i suoi competitor, accanto all’attività finanziata con risorse pubbliche sta promuovendo un’offerta formativa a mercato.

Forte dell’esperienza nella gestione progettuale legata alle linee operative del FSE e alle tempistiche della Pubblica Amministrazione, Sardegna Sapere ha deciso di invertire gli schemi della formazione finanziata e di sfruttare al meglio il suo punto di forza, l’appartenenza al sistema ACLI, associazione a promozione sociale che ha come scopo quello di erogare servizi ai cittadini per sostenerne la partecipazione attiva alla vita delle comunità.

La mission aziendale dell’ente è perfettamente in linea con i principi ACLI: “promuove progetti in cui l’esperienza formativa rappresenta uno strumento di inserimento lavorativo, di crescita professionale, di riscatto sociale e di cittadinanza attiva”.

«L’ idea di inserirci nel mercato della formazione in ambito ITC, Information Communication Technology, proponendo dei corsi pratici, brevi ed economici», spiega la Referente di Sardegna Sapere, «è nata per rispondere a una reale esigenza delle aziende di rendere social le proprie strategie promozionali».

In ambienti come quelli delle ACLI, la contaminazione di idee non solo è fondamentale, ma è anche estremamente positiva. Tra le diverse figure dell’associazione nascono delle collaborazioni produttive e soddisfacenti in cui la complementarietà è la chiave: dove non arrivano le competenze di uno, ecco pronte quelle dell’altro.

Conferire a un corso un importante taglio pratico permette al fruitore, grazie a tempistiche relativamente brevi, di sviluppare delle competenze da sfruttare immediatamente. Sono bandite le innumerevoli slide da proiettare, le dispense e i manuali per l’uso da stampare, lo scopo è spiegare un concetto, dare un input e poi tutti al lavoro. Completati gli esercizi, i partecipanti organizzati in team strutturati per area di interesse, sono guidati dal docente durante la correzione, avendo così la possibilità di confrontarsi e sviluppare l’attitudine al dibattito, al public speaking e al problem solving.

Spesso, purtroppo, una falla della formazione italiana, dai corsi professionali a quelli universitari, è quella di essere abbondantemente approfondita dal punto di vista teorico, ma carente da quello pratico, lasciando tra l’allievo e il mercato del lavoro un gap difficile da colmare. Per concludere, non si può negare che la formula dell’operatività in aula crei all’ interno della classe un ecosistema alquanto stimolante in cui gli alunni, incuriositi, si ritrovano liberi di sperimentare e di applicare subito quanto imparato a lezione.

 

di Elena Schirru

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