sabato, 31 Luglio 2021

Quanto è green l’accordo sul bilancio e il Recovery Deal Europeo?

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Articolo di Steven Strypteen, ING

Traduzione di Carlo Minopoli

Le spese climatiche sono aumentate e questo dà un chiaro segnale al settore privato: la transizione Green è qui per restare. Resta da vedere, tuttavia, quanto denaro privato può essere attratto in modo da raggiungere l’obiettivo di riduzione delle emissioni.

C’è un accordo

Dopo lunghi e difficili negoziati, i leader dell’UE hanno ottenuto un accordo sul bilancio pluriennale e sul piano di risanamento. Il bilancio pluriennale vale 1.074 trilioni di euro per il 2021-2027, mentre il fondo di recupero, la Next Generation EU, è rimasto a 750 miliardi di euro (a prezzi 2018) per il 2021-2024.

L’accordo, tuttavia, non è del tutto definitivo, in quanto il Parlamento europeo deve approvare il bilancio pluriennale. Alcuni membri del parlamento, come Manfred Weber, il leader del partito popolare di centrodestra, hanno già affermato che l’accordo manca di ambizione e non rispetta molte priorità. I negoziati si terranno durante l’estate.

Per quanto riguarda la Next Generation EU, il Parlamento non ha veto ma alcuni membri hanno chiesto un ruolo nella governance dello stesso. Questo potrebbe essere visto come il prezzo per l’approvazione dell’accordo di bilancio.
L’accordo finale dovrebbe generare più spese ecologiche rispetto alla proposta iniziale e ai budget precedenti.

Il principale punto critico nei negoziati è stata la proposta per l’UE di prendere in prestito denaro direttamente dai mercati finanziari che sarebbero poi stati consegnati agli Stati membri. L’azione per il clima non è stata uno dei temi più controversi. Rispetto alla proposta della Commissione europea, alcuni programmi green sono stati ridotti, ma il denaro che dovrebbe fluire verso la transizione è effettivamente aumentato.

Un semplice calcolo mostra che l’accordo finale dovrebbe generare più spese green rispetto alla proposta della Commissione europea. Nella proposta, l’obiettivo di spesa per l’azione per il clima era del 25%. Nell’accordo finale, questo è salito ad almeno il 30%. Pertanto, l’accordo finale dovrebbe generare circa 547 miliardi di € di spese green (30% di 1.824 €), mentre nella proposta si trattava di soli 463 miliardi di € (25% di 1.850 €). Ciò implica € 85 miliardi di spese extra green.

Nel nuovo piano di bilancio e di recupero, la spesa per questi progetti è tre volte superiore rispetto al precedente bilancio pluriennale (2014-2020). L’UE ha pianificato di spendere il 20% del suo ultimo bilancio in spese Green, pari a circa 182 miliardi di euro (20% di 908 miliardi di euro) e, secondo la Commissione, è sulla buona strada per raggiungere il 19,7% di tale obiettivo.

Un problema di misurazione

Vi sono, tuttavia, prove che la metodologia esistente per tenere traccia delle spese climatiche è sopravvaluta. In particolare, le spese relative al programma agricolo comune. Ma la Commissione ne è consapevole e si è impegnata a sviluppare una metodologia efficace per monitorare la spesa climatica e le sue prestazioni. Riferiranno inoltre sulle spese climatiche su base annuale.

Poiché l’obiettivo climatico è ora molto più alto di prima e la misurazione dovrebbe essere anche più rigorosa, raggiungere l’obiettivo sarà difficile. Resta da vedere come esattamente l’Europa intende farlo.

Gli investimenti nel settore privato sono cruciali

Attualmente, l’UE vuole ridurre le emissioni di gas serra del 40%, rispetto ai livelli del 1990, entro il 2030. E per raggiungere questo obiettivo, sono necessari molti investimenti. Nell’accordo green, pubblicato alla fine del 2019, la Commissione europea ha ipotizzato una carenza di investimenti di 260 miliardi di euro all’anno entro il 2030. L’azione del governo da sola non è quindi sufficiente e attirare il settore privato è fondamentale.

Inoltre, è probabile che l’obiettivo di una riduzione del 40% aumenti. La presidente Ursula von der Leyen ha già dichiarato di voler aumentarla al 50% -55%, mentre il cancelliere tedesco Angela Merkel ha dichiarato di voler costruire un consenso su questa revisione durante la presidenza tedesca dell’UE. L’aumento dell’obiettivo implica ovviamente che il divario di investimento è persino maggiore delle stime precedenti.

Rispetto alla proposta, vediamo due sviluppi opposti nell’accordo finale relativo all’attrazione di fondi privati. Da un lato, il programma InvestEU ottiene meno finanziamenti nell’accordo finale (da € 30,3 miliardi nella proposta a € 5,6 miliardi nell’accordo finale). Poiché il programma InvestEU è progettato per attirare denaro privato, questa non è una buona notizia per l’agenda verde.

D’altro canto, l’accordo finale stabilisce che la Banca europea per gli investimenti (BEI) dovrebbe disporre di capitali sufficienti per attuare le politiche dell’UE. Vi sarà una revisione dell’adeguatezza patrimoniale della BEI e su come essa può sostenere la digitalizzazione e la lotta ai cambiamenti climatici. La revisione dovrebbe essere completata entro la fine del 2020. Il capitale più elevato consentirebbe, a sua volta, una maggiore assunzione di rischi e un maggiore affollamento di denaro privato.

Altri strumenti

Oltre al denaro che confluisce in progetti ecologici, le tasse possono anche essere utilizzate per promuovere l’agenda green. L’accordo finale rende più concreti i piani per l’introduzione di nuove tasse a livello UE e con alcune di esse si motiveranno le aziende a perseguire processi di produzione a minore intensità di carbonio. La Commissione lavorerà su una proposta riveduta sul sistema di scambio di quote di emissione, eventualmente estendendosi al trasporto aereo e marittimo. La proposta relativa a un meccanismo di adeguamento delle frontiere del carbonio dovrebbe essere resa pubblica nella prima metà del 2021.

Le questioni fiscali, tuttavia, richiedono un’approvazione unanime e quindi l’attuazione effettiva rimane incerta, sebbene alcuni leader, come il ministro delle finanze francese Bruno Le Maire, stiano sostenendo apertamente il passaggio alla maggioranza qualificata.

Conclusione

La crisi di Covid-19 ha innescato una serie di iniziative volte a dare il via e sostenere la ripresa economica. Oltre a questo obiettivo, continuiamo a vedere la volontà di sostenere la transizione green in Europa. In effetti, l’accordo del Consiglio europeo ha come obiettivo un importo maggiore per questo tipo di progetti rispetto alla proposta della Commissione europea e maggiore rispetto ai precedenti bilanci pluriennali. Inoltre, l’Europa sta perseguendo nuove imposte a livello europeo che adeguerebbero gli incentivi delle imprese e dei consumatori a decisioni più ecologiche.

Per raggiungere l’obiettivo europeo di riduzione delle emissioni, la spesa pubblica proposta non è tuttavia sufficiente. Rimane molta incertezza su quanti investimenti privati possano essere attratti a causa delle iniziative dell’UE. Gli sviluppi riguardanti la Banca europea per gli investimenti svolgeranno un ruolo cruciale in tal senso.

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